AMITAV GHOSH.
.
DILUVIO DI FUOCO.
.
Parte 2.
.
Titolo originale: Flood of Fire. 2015.
Traduzione di: Anna Nadotti e Norman Gobetti.
2015. Neri Pozza Editore, VICENZA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
6.
.
4 novembre 1839.
.
Honam.
.
Due giorni fa  arrivata una lettera urgente di Zhong Lou-si, che attualmente  in viaggio col commissario Lin in un'altra provincia. La lettera diceva che Compton e io dovevamo recarci immediatamente a Whampoa e prendere un traghetto per Humen, dov' situato l'ufficio della dogana al quale ogni imbarcazione che voglia proseguire per Canton deve chiedere il permesso di transito.
A quanto pareva, una nave di propriet britannica, laRoyal Saxon, era appena arrivata da Giava; il capitano, un inglese, aveva dichiarato di voler portare la sua nave, e le sue merci, a Canton. Il capitano si era perfino detto disposto a firmare una garanzia, giurando, pena la propria vita, di non smerciare oppio. Una buona notizia per noi, dal momento che negli ultimi mesi il capitano Elliot ha diffidato i mercanti inglesi dal venire a Canton perch non vuole che firmino la garanzia. Quello per era un segno che i mercanti inglesi erano finalmente disposti a sfidare il sovrintendente britannico, esattamente ci che sperava il commissario Lin. Un'altra nave inglese aveva gi rotto l'embargo imposto dal capitano Elliot: se anche laRoyal Saxonriusciva a proseguire per Canton, molte altre ne avrebbero seguito l'esempio. Per il commissario Lin sarebbe stata una grande vittoria!
Il nostro compito era fare da interpreti per i funzionari della dogana che avrebbero trattato col comandante e l'equipaggio: dovevamo accertarci che non ci fossero malintesi. I marinai erano perlopi lascari, ecco perch si richiedeva la mia presenza. Dato che sono classificato comeyi, straniero, Zhong Lou-si aveva accluso un apposito lasciapassare, per evitarmi qualunque difficolt burocratica.
Humen d sullo stretto che gli europei chiamano Bogue o Bocca Tigris. Dista circa centottantalicinesi da Guangzhou, pari a una sessantina di miglia inglesi, e il viaggio in barca richiede di solito un giorno e mezzo.
Non c'era tempo da perdere, ha detto Compton. A Guangzhou l'alta marea era gi al massimo, e i traghetti partivano al cambio di corrente. Sono corso a casa a prendere alcune cose, e ci siamo rivisti poco dopo a Jackass Point, nell'enclave straniera. Da l un ferry ci ha portati a Whampoa, dove abbiamo preso una barca-di-passaggio per Humen.
Queste barche sono lunghi vascelli simili a bruchi, carichi di passeggeri, bestiame, merci e venditori. Il nostro lasciapassare ci  stato di grande aiuto per trovare un angolino tranquillo dove sistemarci per la notte. Siamo arrivati a Humen nel tardo pomeriggio del secondo giorno.  una citt di modeste dimensioni, ma adiacente alla pi imponente struttura difensiva sul Fiume delle Perle. C' un forte con una grande postazione di artiglieria che funge da sentinella sullo stretto (gli stranieri lo chiamano forte di Anunghoy). Alle spalle del forte, la sponda diventa un pendio scosceso e forma un crinale crestato. In cima a questo colle c' un'altra possente batteria di cannoni.
Il porto di Humen  dominato dall'edificio della dogana, e l ci era stato detto di andare. All'arrivo abbiamo appreso che laRoyal Saxonera gi all'ancora nei pressi: il comandante della nave aveva ricevuto disposizioni di presentarsi alla dogana il mattino dopo, per firmare la garanzia. Nel frattempo per una squadra di vascelli britannici, con a bordo il capitano Elliot, era salpata da Hong Kong, senza dubbio con l'intenzione di impedire allaRoyal Saxondi avvicinarsi a Humen. Non sapendo che cosa sarebbe accaduto l'indomani, nell'ufficio erano tutti agitatissimi.
Compton pensava che avremmo alloggiato a Humen, alla dogana o in un vicino yamen. Ma ci  stato detto che non c'era posto. Dovevamo organizzarci per conto nostro. Compton era deluso, invece io mi sentivo sollevato; nonostante le mie credenziali, infatti, i funzionari della dogana mi guardavano con sospetto, e non ci tenevo per nulla a restare l.
Siamo andati a cercarci una locanda in citt, ma erano tutte gremite all'inverosimile. A quanto pare sono in corso grandi lavori per irrobustire le fortificazioni del Bocca Tigris, ed  affluito in citt un gran numero di operai e sorveglianti.
Fortunatamente Compton ha dei parenti in zona, cosa del tutto naturale visto che  originario di questa provincia. Vivono in un villaggio di un'isola vicina, Shaitok (gli stranieri la chiamano Chuenpee). Ci siamo andati con un ferry e siamo stati accolti con un caloroso benvenuto dai parenti di Compton.
Nel tardo pomeriggio i ragazzi della famiglia ci hanno accompagnato in una lunga passeggiata. L'isola  lussureggiante e boscosa, con due colline coniche. Ma il suo aspetto  ingannevole: al pari di Humen, anche Chuenpee formicola di cannoni. A ridosso del fiume c' una robusta postazione di artiglieria: sorveglia il Bocca Tigris verso Tycock, sull'altra sponda dello stretto, dove c' un'altra estesa postazione di artiglieria. Sulla sommit del colle pi alto di Chuenpee c' un altro forte, pi piccolo. Dal colle si ha una vista panoramica dei dintorni. Un paesaggio mozzafiato, come se davanti ai miei occhi fosse apparso un rotolo dipinto. A est l'estuario si allarga in un ampio imbuto, con Hong Kong da un lato e Macao dall'altro; a ovest il fiume serpeggia in una piana verdeggiante proseguendo in direzione di Guangzhou. Le acque dell'estuario sono di un azzurro smaltato, scintillante, spezzato qui e l da isolotti boscosi. Sulla sponda opposta si leva una catena di monti frastagliati, con picchi avvolti nella bruma. Compton aveva con s un cannocchiale, e ci siamo dati il cambio a osservare le navi all'attracco sotto di noi.
La flotta cinese era concentrata a Tycock, sull'altra sponda dello stretto: consisteva di sedici giunche da guerra, fortificate a prua e a poppa. Dagli alberi pendevano vele di giunchi intrecciati tese obliquamente verso l'alto, come ali di falena. Adorne di guidoni e vessilli, con larghi occhi dipinti sui masconi, erano certamentefaa faa hik hik, assai variopinte d'aspetto, ma di dimensioni molto ridotte, non pi di trenta metri di lunghezza, come laIbisse non meno. Perfino le comuni giunche commerciali sono pi grandi; quanto ai vascelli europei, anche una nave da guerra britannica classificata di sesta categoria  molto pi grossa e pesante.
Tra le giunche da guerra sciamavano numerosi piccoli gusci e una decina di zattere con bandiere nere: sono le barche-da-fuoco, ha detto Compton, vengono usate come armi incendiarie per appiccare le fiamme alle navi nemiche. Alcune trasportano anche bombe puzzolenti, ordigni chimici che diffondono gas e fumi nocivi.
Le navi inglesi erano un paio di miglia pi a est, nel punto in cui l'estuario si allarga. Era una piccola flottiglia, un paio di scialuppe e due navi da guerra. Per gli standard britannici erano navi molto piccole, tutt'altro che minacciose; una era, credo, una corvetta, e l'altra una modesta fregata. Secondo i criteri della Royal Navy, dovevano essere navi da guerra di quarta categoria.
Fra le due squadre, come un pesce grassoccio preso tra due banchi di predatori, stava laRoyal Saxon, ormeggiata nei pressi di un'isola. Scrutando i ponti con un piccolo cannocchiale vedevo molte teste inturbantate: lascari! Cominciavo a domandarmi come mi sarei sentito al posto loro, intrappolato fra navi da guerra britanniche e cinesi.
Tornando al villaggio, Compton ha detto che a suo avviso le navi inglesi avrebberobeih fung tauh, evitato di creare problemi. Sono solo due, cosa possono fare contro sedici navi?
Ho preferito tacere.
Il mattino dopo siamo andati di nuovo alla dogana di Humen. I funzionari ci hanno detto che dopotutto non ci sarebbe stato bisogno di noi: allaRoyal Saxonera gi stato rilasciato un permesso di transito, e presto sarebbe partita per Whampoa.
Non avendo nulla da fare, abbiamo deciso di tornare a Chuenpee a prendere la nostra roba. Mentre ci avvicinavamo al villaggio, abbiamo visto i ragazzi di casa correre verso la sommit del colle. Ci siamo messi a correre anche noi e abbiamo raggiunto uno dei nipoti di Compton. Siamo arrivati in cima e abbiamo visto che laRoyal Saxonaveva issato le vele e si stava dirigendo verso la dogana. Ci aveva indotto le due navi da guerra inglesi a inseguirla: erano circa mezzo miglio pi indietro, con ogni albero e pennone fitto di vele.
Era avvenuto tutto in un battibaleno, e la flotta cinese era stata palesemente colta di sorpresa. Le giunche da guerra e perfino le barche pi piccole erano ancora ormeggiate; nulla si era mosso.
Le due navi da guerra inglesi hanno rapidamente stretto ai fianchi laRoyal Saxon. Dapprima la fregata l'ha messa in guardia con le bandierine di segnalazione. Poi, con uno sbuffo di fumo e una detonazione, ha sparato un colpo di cannone, uno solo, di traverso ai masconi.
Compton, accanto a me, non credeva ai suoi occhi: Vogliono attaccare una nave inglese?
Gli ho detto che non la stavano davvero attaccando, l'ammonivano a non rompere l'embargo proseguendo verso Canton.
LaRoyal Saxon, preso atto dell'avvertimento, aveva gi cominciato a cambiare rotta. Bordeggiava inclinandosi per virare di prora. Nel frattempo anche le navi cinesi avevano iniziato a muoversi; capitanate dalla pi grande delle giunche, viravano di prua e avanzavano verso le imbarcazioni inglesi.
Le due navi da guerra britanniche hanno un po' rallentato ma, quando  stato chiaro che le giunche stavano per intercettarle, la corvetta  scivolata a poppa della fregata, allineandosi per la battaglia.
Le giunche da guerra si erano adesso raggruppate, e tra loro sciamavamo le barche-da-fuoco e le zattere. Mentre le navi inglesi si allineavano, una delle barche-da-fuoco  stata incendiata e sospinta verso la fregata in avvicinamento. Ma le due navi non hanno deviato dalla propria rotta, e la barca-da-fuoco era troppo lenta per causare loro alcun danno. A velocit costante, si sono avvicinate fino a meno di trenta metri. Quando la squadra cinese si  venuta a trovare al traverso, la fregata ha lanciato un segnale, poi le due navi hanno iniziato il cannoneggiamento.
Sono sbocciati sbuffi di fumo lungo le fiancate a dritta. Ora che il suono ha attraversato lo spazio d'acqua, la flotta cinese era celata alla nostra vista da una densa nuvola bianca. Dopo qualche istante  giunto fino a noi un rumore diverso, un fracasso angoscioso, uno scheggiarsi, un frantumarsi, trafitto da urla e grida.
Quando il fumo si  dissolto, la striscia d'acqua dove poco prima c'era la flotta cinese appariva profondamente mutata: era come se dal cielo fosse calata una pioggia di saette incendiando il fiume. Decine di alberi erano in pezzi; alcuni erano stati scagliati in acqua e altri erano crollati sui ponti delle giunche, uccidendo e mutilando gli uomini che si trovavano sotto. Un paio di giunche erano spaventosamente inclinate, coi masconi che s'innalzavano via via che l'acqua inondava gli scafi squarciati. Della barca-da-fuoco non restavano che pochi tizzoni ardenti. Intorno ai rottami, l'acqua ribolliva di membra che si dimenavano e teste ballonzolanti.
Ho dovuto chiudere gli occhi. Quando li ho riaperti ho visto che la giunca pi grande aveva ripreso a muoversi: a quanto pareva era l'unico vascello della flotta cinese ancora in grado di funzionare. Pur con due alberi distrutti, ha girato lentamente su se stessa e sparato una raffica. Inutile: le due navi inglesi erano troppo lontane, impegnate in una serrata manovra in vista dell'assalto successivo.
Compton mi ha detto che la grande giunca era quella dell'ammiraglio Guan e mi ha passato il suo cannocchiale. Poggiandoci l'occhio, ho intravisto un uomo anziano che cercava disperatamente di radunare il suo equipaggio sbandato e imbrattato di sangue. Nel frattempo le due navi inglesi avevano completato la manovra e stavano tornando indietro per sparare una seconda bordata. Mentre si allineavano, l'ammiraglio si  girato verso di loro, guardando dritto in bocca ai cannoni: un disperato gesto di sfida.
Di nuovo dalle fiancate delle due navi si  levata una cortina di fumo; di nuovo le giunche sono scomparse alla vista. Stavolta, al rumore della scarica  seguito un fracasso ancora pi tremendo, un'esplosione che ha scagliato nell'aria caterve di rottami in fiamme. Quando l'onda d'urto ha raggiunto il colle, ci  tremato il terreno sotto i piedi. Evidentemente avevano colpito una santabarbara, perch dall'acqua si  levata una torre di fuoco.
Quando il fumo si  disperso abbiamo visto una delle giunche squarciata nel mezzo, come un guscio d'uovo rotto. Tutt'intorno, nei vascelli crivellati dai rottami, si erano aperte enormi brecce.
In lontananza, le due navi inglesi veleggiavano serene verso il loro ancoraggio. Non avevano subto altro danno che qualche bruciatura provocata dai rottami in fiamme. Intorno a noi molti piangevano, compreso il nipote di Compton.
 la fine, singhiozzava,  finita.
Compton gli ha circondato le spalle con un braccio. No, non  la fine, gli ho sentito dire.  solo l'inizio.
Infedelt e slealt erano contrade sconosciute a Shireen. Quando sentiva i suoi famigliari parlare di malefatte altrui - per esempio di una lontana cugina sorpresa in atteggiamento compromettente col marito della sorella - ne era di solito pi stupita che scandalizzata. Come nascevano tali situazioni? Con quali parole si proponevano simili legami? In che modo venivano celati a khidmutgar e cameriere, e al resto della servit?
Non riusciva a capire perch una persona potesse decidere di invischiarsi in manovre cos complicate. Non era pi facile comportarsi secondo consuetudine? E dopotutto pi piacevole?
Cos ora si meravigliava al pensiero che il marito avesse condotto un'esistenza parallela per circa trent'anni, una vita di cui lei non aveva avuto il minimo sospetto. Pensare a un uomo capace di districarsi con successo fra due realt profondamente diverse significava evocare un perfetto estraneo. Ci che pi la turbava in quella faccenda era il modo in cui Bahram era uscito dalla tomba per attirarla in quel mondo di spiriti, in quella strana dimensione dell'esistenza in cui ogni cosa appariva sfuggente e ingannevole. Il peggio era che ci si era lasciata trascinare di sua volont, organizzando un nuovo incontro con Zadig Bey, da sola, e non semplicemente per scusarsi, ma perch voleva saperne di pi sul figlio di Bahram. Cosa gliene sarebbe venuto non lo sapeva, ma adesso che quella finestra era stata aperta era incapace di distogliere gli occhi. Levarsi di mente il figlio del marito era altrettanto impossibile quanto lo sarebbe stato dimenticarsi delle proprie figlie.
Man mano che la data del viaggio a Bassein si avvicinava, era sempre pi ossessionata da tutte le piccole cose che potevano andare storte. I cocchieri che l'avrebbero condotta al molo d'imbarco avevano l'ordine di scortarla a bordo per accertarsi che fosse confortevolmente sistemata. E al ritorno a casa sarebbero stati interrogati. Che cosa avrebbero riferito ai suoi fratelli e alle loro mogli? E se avessero intravisto Zadig Bey, deducendone che l'appuntamento era preordinato?
Lungo il tragitto per il porto era talmente in ansia che si spezz un'unghia a furia di mordicchiarla. Ma all'arrivo si rese conto che non avrebbe dovuto preoccuparsi: Vico era la discrezione in persona; sapeva esattamente cosa fare e aveva pensato a tutto.
L'imbarcazione era un bel battello a due alberi, con sei uomini di equipaggio e al centro una cabina coperta da tendaggi, un veliero assai decoroso. Zadig Bey non si vedeva, c'era invece una chaperon di aspetto assai distinto. Si chiamava Rosa, e i suoi abiti e il suo portamento facevano pensare a una suora: indossava un vestito nero dal taglio severo, con maniche lunghe e collo alto. Unico ornamento, una croce d'oro.
Vico spieg che Rosa era sua cugina, figlia di una zia sposata con un goano, ed era rimasta vedova l'anno prima, a soli trent'anni.
La vedovanza cre un immediato legame fra le due donne. Si presero sottobraccio e Rosa le raccont della sua infanzia a Goa e del matrimonio con un capitano cannoniere col quale si era stabilita a Macao, dove lui era morto. Sola e senza figli, era tornata in India per restituire alcuni beni alla famiglia del marito.
Zadig Bey non si fece vedere finch il battello non ebbe issato le vele inoltrandosi nella baia. N ci fu alcunch di inopportuno nel modo in cui fece la sua comparsa. Vico avvis Shireen con largo anticipo e lei ebbe tutto il tempo per coprirsi la faccia col sari.
Poi sedettero tutti e quattro insieme, bevendo t e sgranocchiando khakra. Zadig prese a parlare della fabbricazione di orologi, e l'atmosfera era cos piacevole che Shireen cominci a sentirsi sciocca a mantenere il purdah, tanto pi che Rosa, che era molto pi giovane, le sedeva accanto senza velo. Lasci che il lembo del sari le scivolasse dal viso e non ci pens pi.
Solo quando Shireen fu del tutto a suo agio, Vico e Rosa si allontanarono con un pretesto, lasciandola sola con Zadig. Con suo grande sollievo, Zadig continu a parlare di cronometri e non ci furono silenzi imbarazzanti. Il suo tatto e la sua delicatezza le andarono dritti al cuore e le diedero il coraggio di pronunciare le parole che aveva preparato.
Zadig Bey... vi devo delle scuse.
Per cosa?
Per ci che ho detto quel giorno in chiesa. Sono molto, molto dispiaciuta di non avervi creduto.
Vi prego, bibiji, non ci pensate. A dire la verit, la lealt che avete mostrato verso vostro marito mi ha commosso.
Anche se immeritata?
Lasciate che vi dica una cosa, bibiji. Bahram amava molto voi e le vostre figlie. Tutto ci che faceva, lo faceva per voi.
Shireen sent che le s'inumidivano gli occhi, e non voleva sprecare tempo con le lacrime.
Parlatemi del ragazzo, Zadig Bey, del figlio di mio marito. Com'?
Freddie? Cosa posso dirvi? Non ha avuto una vita facile. Bahram faceva quel che poteva per lui, ma non ha potuto dargli ci che pi desiderava.
Cio?
Zadig sorrise. Voi, bibiji. Freddie voleva incontrarvi, conoscervi, voleva essere accettato da voi, essere accolto nella famiglia. Dovete capire che Freddie  cresciuto nella citt galleggiante di Canton, tra la gente delle barche, che sono come paria agli occhi di molti cinesi, e lui non era neppure del tutto uno di loro. Tuttavia sapeva che suo padre era ricco ed era sposato con una donna di una famiglia illustre. Reclamava disperatamente una parte dei suoi diritti di nascita. Supplicava Bahram-bhai di portarlo via da Canton, di portarlo a Bombay, ma Bahram-bhai sapeva che Freddie non sarebbe stato accettato dalla vostra famiglia, n dalla comunit parsi. Sapeva che, se l'avesse fatto, avrebbe solo peggiorato le cose.
Ora Shireen aveva un groppo in gola. Attese di liberarsene.
Non posso negare ci che dite, Zadig Bey, probabilmente mio marito aveva ragione. Ci sarebbe stato un terribile scandalo e i miei fratelli non avrebbero permesso che il ragazzo mettesse piede in casa. Forse anch'io mi sarei rifiutata di vederlo. Ma adesso che mio marito non c' pi, tutto  cambiato. Adesso che so dell'esistenza di questo ragazzo, non avr requie finch non l'avr conosciuto. Pensate che voglia ancora incontrarmi?
Zadig annu con decisione. Certo, bibiji. La morte di Bahram-bhai l'ha lasciato orfano e alla deriva. Non ha nessuno al mondo, tranne una sorellastra. Ha pi che mai bisogno di voi.
Ma come si pu fare, Zadig Bey?
Zadig congiunse la punta delle dita: Ho saputo che Freddie  a Singapore. Se deciderete di andare in Cina, bibiji, dovrete fare scalo l. Organizzare un incontro non sar difficile.
Credete di poterlo rintracciare?
S, bibiji. Non dubito di riuscirci. Se decidete di mettervi in viaggio lo conoscerete senz'altro. Tutto dipende da voi.
In previsione dell'appuntamento notturno con Mrs Burnham, Zachary pass parecchie ore a camminare nel parco di Bethel, perlustrando il terreno e programmando il percorso. C'erano numerosi ciuffi d'alberi tra il budgerow e l'angolo pi lontano della casa, perci non gli sarebbe mancata la copertura. L'unico rischio era il bordo di ghiaia che correva intorno alla vasta magione: avrebbe dovuto calpestarlo con leggerezza, per non farsi tradire dal rumore.
Alla fine per tutti i suoi calcoli furono resi superflui dal maltempo, perch poco prima che lui lasciasse il budgerow una tempesta si scaten sulla citt.
Mancavano pochi minuti alle undici quando Zachary, con la Dissertazione avvolta in un pezzo di tela cerata sotto il braccio, si calc un berretto in testa e si butt sulle spalle una vecchia mantella impermeabile. Poi scese con cautela lo scalandrone viscido di pioggia e corse attraverso il parco. Orientandosi grazie agli sprazzi di luce dei fulmini, raggiunse rapidamente un albero proprio di fronte al boudoir di Mrs Burnham.
La casa era immersa nell'oscurit, ma da sotto le tende del boudoir filtrava un filo di luce. Si guard intorno per controllare che non ci fosse nessuno, poi sfrecci verso la casa, scavalcando d'un balzo il bordo di ghiaia. La porticina di servizio si apr al primo tentativo e lui sgattaiol all'interno, tirando il catenaccio dietro di s.
Una candela lo aspettava, come promesso, sul primo gradino della stretta scala che gli stava dinanzi. Si liber delle scarpe incrostate di fango e le deposit ai piedi della scala, insieme al berretto e alla mantella gocciolanti. Prese la candela e corse di sopra. Oltre due porte intercomunicanti s'intravedeva un tenue bagliore. Mosse in quella direzione, destreggiandosi fra le seggette, i bacili e gli stenditoi della goozle-connah.
Da l si passava nel boudoir, una grande stanza confortevolmente arredata, con luci che guizzavano garbate fra gli spifferi sferzanti della casa. Al centro della stanza c'era un enorme letto a baldacchino fasciato da una diafana zanzariera, e al di l del letto due poltrone, in una delle quali sedeva Mrs Burnham; quando Zachary comparve sulla soglia, si alz in piedi, ergendo rigidamente l'alta figura giunonica.
Fino a quel momento, Zachary si era permesso di immaginare che le circostanze insolitamente intime del loro incontro potessero un poco ammorbidire l'inflessibile contegno di Mrs Burnham, ma quella speranza fu subito dissipata. L'avatar della beebee di Bethel che gli stava davanti era perfino pi minaccioso delle altre sue incarnazioni: tra le mani, che teneva premute sul petto, stringeva infatti una lucida pistola a canna mozza. Anche il suo abbigliamento aveva un che di guerresco: un turbante di velluto in testa e il corpo intabarrato, dalla gola alla punta dei piedi, in un abito che scintillava come un'armatura. Solo a un secondo sguardo Zachary si rese conto che era una vestaglia di seta, una voluminosa gualdrappa riccamente ricamata e stretta in vita da una cordicella adorna di nappe.
Mrs Burnham non perse tempo in salamelecchi e gli fece segno di entrare agitando la pistola. Ma quando si accorse che gli occhi di Zachary restavano ansiosamente agganciati all'arma, si concesse un breve sorriso.
Spero che la mia piccola tamancha non v'incomodi, Mr Reid disse con tono divertito. Vista l'ora notturna, ho ritenuto prudente accertarmi che foste voi e non un intruso a raggiungere la porta del mio boudoir. Ora che in questo sono rassicurata, posso deporre le armi.
Si gir a posare la pistola su uno sgabello l accanto, ma sebbene non impugnasse pi l'arma, a Zachary non sfugg che l'aveva lasciata a portata di mano, n gli sfugg il monito nella sua voce quando aggiunse con noncuranza: Deve sapere che sono una tiratrice provetta; mio padre era un generale di brigata della Bengal Native Infantry, e amava ripetere che l'onore di una memsahib  commisurato alla sua abilit di tiratrice.
Sissignora.
Zachary adesso era contento di aver preso la precauzione di avvolgere la Dissertazione nella tela cerata; preferiva non pensare ai rimproveri che gli sarebbero toccati se fosse stata danneggiata o zuppa. Si fece avanti e le porse il fagotto: Qui c' il libro, signora, la pioggia non l'ha toccato, per fortuna.
Grazie.
Mrs Burnham prese il volume e gli indic la poltrona di fronte alla sua, di l da un tavolino. Sedetevi l, per favore, Mr Reid.
Grazie. Zachary vide con piacere che sul tavolino c'era un vassoio con una caraffa e due bicchieri.
Ho pensato che in una notte cos tempestosa fosse saggio avere un po' di brandy a portata di mano disse lei cogliendo la direzione del suo sguardo. Vi prego, Mr Reid, versatevene un goccio, e anche a me.
Zachary ne riemp un bicchiere, e porgendoglielo not che adesso si era armata di un taccuino e una matita.
Abbiamo pochissimo tempo disse lei a mo' di spiegazione, e per farne l'uso migliore ho pensato di segnarmi alcune domande che devo farvi. Possiamo procedere?
Zachary fece un fiacco tentativo di procrastinare: Be', non so...
Certo che non sapete disse lei caustica. Come potreste, dal momento che non vi ho ancora fatto neanche una domanda? Bisogna che capiate, Mr Reid, che la virulenza della vostra infermit varia, e di molto, a seconda di quando  cominciata e della natura delle vostre esperienze fanciullesche.  della massima importanza documentare con precisione l'intero decorso della malattia. Perci dobbiamo innanzitutto stabilire quando ne siete caduto vittima. Ricordate che et avevate quando i sintomi si sono manifestati per la prima volta?
Zachary arross e abbass gli occhi. Volete sapere quando io... quando questo...  cominciato?
Esatto. Ed  importante stabilire come avete contratto l'infezione. Ricordate se i sintomi si sono presentati spontaneamente? O se sono stati, per cos dire, trasmessi per contagio da un'altra vittima?
Al che dalle labbra di Zachary esplose un grido d'indignazione. Santiddio, signora! Non vi aspetterete che ve lo dica!
L'espressione di Mrs Burnham s'indur. S, me l'aspetto senz'altro, Mr Reid.
In tal caso resterete delusa, signora ribatt Zachary. Non  affar vostro, e che io sia dannato se rispondo.
Di fronte a tale manifestazione di sfida, Mrs Burnham non batt ciglio: Posso rammentarvi, Mr Reid disse con implacabile freddezza, che queste domande, nonch le eventuali risposte, sono assai pi sgradevoli per me di quanto lo possano essere per voi? N dovreste dimenticare che non  colpa mia se mi trovo nella spiacevole situazione di dovervi interrogare. Davvero non capisco la ragione di un simile riserbo, visto che siete stato voi a esibire davanti ai miei occhi i vostri... sintomi. E non una, ma due volte.
Sono stati semplici incidenti, signora, e non vi danno il diritto di sottopormi a una simile inquisizione.
Posso assicurarvi, Mr Reid replic Mrs Burnham con voce sempre pi aspra e minacciosa, che le mie domande non sono certo intime quanto le informazioni che vi verranno richieste dal dottor Allgood, se verr a sapere del vostro stato.
Zachary sbianc, e la sua voce si ridusse a un bisbiglio: Ma voi non gliene parlerete, vero?
Be', questo  da vedere tagli corto lei. Tenete comunque presente che se al posto mio ci fosse il dottor Allgood vi verrebbe richiesto molto pi che di rispondere a qualche domanda.
Sarebbe a dire? chiese Zachary rannicchiandosi spaventato nella poltrona. Cos'altro potrebbe volere?
Potrebbe considerare necessario esaminare il... sito del vostro malanno.
Cosa? Zachary la guard inorridito. Non vorrete dire...
S, Mr Reid. Il dottor Allgood ritiene che un esame sia indispensabile, in casi come il vostro. Non ho timore di rivelarvi che i suoi taccuini contengono molte misurazioni e disegni dettagliati di un certo elemento dell'anatomia maschile. Fece una smorfia di disprezzo e raddrizz il turbante: Probabilmente verrebbe richiesto anche a voi di posare per un ritratto, non so se mi spiego.
Che io sia dannato! Zachary boccheggiava. Ma quell'uomo non ha nessun pudore?
Oh, Mr Reid disse lei. Non crederete che un medico tratti un morbo senza prendere in esame le lesioni. E se tremate al pensiero di essere riprodotto e misurato per i posteri,  meglio sappiate che questi non sono certamente gli aspetti pi intrusivi del metodo del dottore.
Zachary rabbrivid. Che altro c'?
Quando necessario il dottore pratica delle incisioni chirurgiche per prevenire il ricorrere delle crisi.
No!
Invece s continu lei. Soprattutto coi soggetti pi recalcitranti, arriva a inserire uno spillo nel prepuzio. Dice che molti infermi sono stati curati in questo modo.
Cristo santo! Contorcendosi nella poltrona, Zachary accavall le gambe in un nodo protettivo. Quell'uomo non ha nessuna misericordia?
Mrs Burnham sorrise arcigna: Come vedete, Mr Reid, ci sono buone ragioni per apprezzare che sia io e non il dottor Allgood a condurre questo colloquio. Ormai dovrebbe esservi chiaro che la cosa migliore da fare  rispondere in modo sincero e onesto alle mie domande.
Quei modi perentori alimentarono i venti di ribellione che si agitavano dentro Zachary. Alzandosi in piedi di scatto, grid: No, signora! Questo interrogatorio  assolutamente iniquo e non intendo tollerarlo. Vi auguro la buona notte.
Si diresse verso la porta, e stava per aprirla quando la voce di Mrs Burnham lo costrinse a fermarsi.  bene che sappiate, Mr Reid gli disse in tono aspro e tagliente, che di fronte a un vostro rifiuto del trattamento sar costretta a rivelare al dottor Allgood tutto ci che so riguardo alle vostre condizioni. E non dubito che, quando il dottore sapr dell'incidente al ballo, reputer a sua volta necessario informare le autorit competenti.
Zachary ruot su se stesso. Vale a dire che andrete alla polizia?
Se necessario, lo far.
Ma  mostruoso, signora!
Tutt'altro disse Mrs Burnham,  assai meno mostruoso del modo in cui  stato offeso il mio pudore, al ballo e nella mia stanza da cucito. Non vi sembra di dimenticare, Mr Reid, che la vittima sono io? Non verrei meno ai miei doveri verso il mio sesso se non facessi tutto il possibile per evitare che un'altra donna subisca un simile oltraggio? Non vi sembra una questione di sicurezza pubblica?
La faccia di Zachary era imperlata di sudore.
Mrs Burnham colse immediatamente la sua esitazione. Meglio che ci riflettiate, Mr Reid disse. Se ragionate un istante sulle opzioni che avete di fronte, capirete che la cosa migliore  rispondere alle mie domande. Per il vostro bene.
Le spalle di Zachary crollarono, come se all'improvviso gli fosse stata tolta l'aria dal petto. Strascicando i piedi sul tappeto, torn a sedersi in poltrona e si vers un altro brandy.
Cos'altro volete sapere, Mrs Burnham?
Kesri non si trovava in testa alla colonna il giorno in cui finalmente il Pacheesi termin la marcia di ritorno a Rangpur, la loro base in Assam. Quel giorno lui e la sua compagnia furono assegnati al servizio di retroguardia, il che significava che non partirono finch le tende non furono smontate e l'arsenale caricato su carri e muli, e anche allora tocc loro procedere lentamente per tenersi al passo coi barrocci che trasportavano malati e feriti. I carri si fermavano di frequente per permettere agli infermieri di occuparsi dei pazienti, e ogni volta Kesri e la sua compagnia dovevano montare la guardia per proteggerli da dacoit e predoni.
Di solito i trasferimenti erano organizzati in modo da concludersi prima che facesse troppo caldo. Ma a beneficiarne erano solo i settori pi avanzati della colonna: spesso la retroguardia era ancora in marcia nelle ore pi torride della giornata. Arroventate dal sole come calderoni bollenti, le armature metalliche dei topee cuocevano la testa dei sepoy.
Kesri faticava pi degli altri, poich era il pi vecchio; alcuni dei soldati giovani avevano meno della met dei suoi anni e nessuno di loro si portava dietro un cos gran fardello di vecchie ferite e cicatrici. Al rancio di mezzogiorno Kesri ordin, anche a proprio beneficio, una lunga sosta per aspettare che rinfrescasse un po'. Pi tardi, per rimettere tutti in marcia ci volle pi tempo del previsto, e i barrocci ripresero a muoversi che era quasi il tramonto. Quando infine intravidero le luci dell'accampamento di Rangpur, era sera tardi, e la koortee di Kesri era fradicia di sudore; uno spesso strato di polvere aderiva al tessuto bagnato come una seconda pelle.
A un miglio dalla base, dall'oscurit si materializz Pagla-baba. Kesri! grid, prendendogli il braccio. Devi sbrigarti... Il subedar ti vuole, subito!
Perch?
Non lo so, ma devi andare alla sua tenda... Ekdum jaldi. Con lui ci sono molti altri sottufficiali: jamadar, havildar, naik.
Quanti?
Nove o dieci.
Quel numero lo sorprese. Era molto insolito, tanto alla base quanto in un accampamento, che cos tanti sepoy-afsar si ritrovassero insieme: gli assembramenti erano espressamente proibiti dagli ufficiali inglesi, che li ritenevano focolai di cospirazione e ammutinamento. Una simile riunione la si poteva tenere solo col permesso dell'aiutante maggiore, che lo concedeva molto di rado, e solo per questioni relative a famiglia e casta. Ancora pi inaudito era che quella riunione fosse stata convocata a un'ora cos tarda.
Pagla-baba sapeva esattamente cosa passava per la testa di Kesri.
Il subedar ha chiesto l'autorizzazione all'aiutante-sahib, disse. Dev'essere una faccenda di famiglia; solo i parenti pi stretti del subedar-sahib sono stati invitati. Stanno parlando con dei visitatori che sono arrivati fin qui dal loro villaggio vicino a Ghazipur.
Sai chi sono, questi visitatori?
Ne conosco solo uno.  un tuo parente, il fratello di Hukam Singh.
Chandan Singh?
S. Non  il cognato di tua sorella Deeti?
Certo. Cosa ci fa qui?
Non lo so, Kesri... per sbrigati!
Mrs Burnham diede un'occhiata ai suoi appunti: Ricorderete, Mr Reid, che vi avevo chiesto se siete in grado di dirmi quando si sono presentati per la prima volta i sintomi del morbo.
Zachary scol il brandy e se ne vers un altro. Avevo dodici o tredici anni, credo.
E i sintomi si sono manifestati spontaneamente? O l'infezione  stata trasmessa da un'altra vittima?
Zachary inghiott una sorsata di brandy.  stato il mio amico Tommy a farmi vedere.
La matita di Mrs Burnham volava sul taccuino. Quando si ferm, lei si schiar la gola. E posso chiedervi, Mr Reid, se siete estraneo a... all'atto che nell'intendimento della Divina Provvidenza dev'essere consacrato alla procreazione?
Zachary tossicchi. Se mi state chiedendo se sono mai stato con una donna, la risposta  s.
E quanti anni avevate, se posso chiederlo, quando vi siete trovato per la prima volta in intimit con una donna?
Zachary fin il brandy e ne vers ancora, a entrambi. Ma... forse sedici.
E chi era?
Una lucciola, se proprio volete saperlo.
Intendete... una donna di strada?
Con una risatina di scherno, Zachary rispose: Direi piuttosto una donna di casa... una casa di malaffare.
E ci siete andato spesso, Mr Reid?
Non so... quattro o cinque volte.
Capisco. Mrs Burnham tacque e prese fiato. E sono le uniche donne con cui avete fornicato?
S.
Mr Reid... Bevve un sorso di brandy e continu: Mr Reid,  molto importante che siate del tutto sincero con me.
Non capisco, signora disse lui accigliandosi, non avrei potuto essere pi sincero di cos.
Lei lo squadr con aria di rimprovero. Mr Reid... io so che non  vero.
Zachary ribatt con rabbia: Come potete dire una cosa simile? Voi non sapete niente di me.
Vi prego, Mr Reid insistette lei. Vi invito a riflettere e a essere franco con me. Se vi chiedessi se avete mai sedotto e compromesso una ragazza innocente, sareste in grado di negarlo, in tutta coscienza?
Potete scommetterci sbott Zachary. Non ho mai fatto niente del genere.
Ma a me risulta diversamente, Mr Reid. So per certo che avete abusato di almeno una sventurata giovane donna.
Zachary and su tutte le furie. Non potete saperlo per certo, Mrs Burnham, perch non  vero! Io non ho mai abusato di nessuno.
Ma se vi dicessi, Mr Reid, che l'ho saputo dalla vittima stessa? E proprio in questa stanza?
Vi dico che non c' nessuna vittima! url Zachary. Non so a chi diavolo vi riferite.
Guardandolo fisso negli occhi, Mrs Burnham disse: Paulette Lambert. Potete negare di aver sedotto e violato quella dolce fanciulla?
Zachary, sbigottito, ammutol. Impossibile farfugli, Paulette non pu avervi detto questo. Non  possibile.
Invece l'ha fatto. L'ho udito dalle sue labbra. Proprio in questa stanza.
E cos'ha detto, esattamente?
Ora vi spiego, Mr Reid:  accaduto l'anno scorso, quando Paulette viveva con noi. L'avevo convocata qui per informarla che il giudice Kendalbushe desiderava chiedere la sua mano. Non vi nascondo che speravo accettasse. Mi ero affezionata moltissimo a Paulette, nel breve periodo che aveva trascorso con noi. Sapevo che, se avesse accettato la proposta di matrimonio, sarebbe rimasta da queste parti, e che la nostra tenera amicizia, che dava gioia a entrambe, si sarebbe conservata a lungo. Ma non era destino. Malgrado tutte le mie insistenze, Paulette  stata adamantina nel suo rifiuto, al punto che mi sono insospettita. Le ho chiesto se aveva concesso il suo cuore a un altro. Non ha negato, cos le ho chiesto se eravate voi il chuckeroo in questione, e di nuovo non ha negato. Ci ha acuito i miei sospetti, cos le ho chiesto se si era compromessa con voi, e di nuovo non ha negato, al contrario mi ha confermato che c'era... un bambino!
Impossibile protest Zachary. Come vi ho detto, Mrs Burnham, l'atto della procreazione non mi  estraneo, e posso assicurarvi che tra Paulette e me non  accaduto niente di simile.
Mi dispiace, Mr Reid replic lei, ma ammetterete che non si pu dar credito a uno come voi, un chokra notoriamente lascivo, che trova normale lustrare il cavicchio in piena vista sulla riva del fiume, un uomo talmente privo di autocontrollo da lasciarsi eccitare, in un luogo pubblico, da una donna vecchia abbastanza da essere sua zia.
Ma no, signora, non siete cos vecchia! disse lui debolmente.
Se anche fossi vostra nonna, credo che non farebbe differenza per uno sconcio badmash come voi! Mrs Burnham alz la voce: Lasciate che vi dica, Mr Reid, che fin dal giorno che Paulette  fuggita da questa casa, sapevo che eravate voi il colpevole della sua sparizione. Non ho mai dubitato neppure per un istante che se ne fosse andata per dare alla luce il vostro bastardo. Ho confidato i miei timori a una sola persona, Baboo Nob Kissin, e la pensava esattamente come me. Non l'ho detto a nessun altro, neppure a mio marito, perch non volevo appesantire il fardello di vergogna di Paulette. Ci non significa che intendessi passare la questione sotto silenzio. Dal giorno che siete arrivato qui, sono ben decisa a farvi capire i vostri errori e a castigarvi per ci che avete fatto a Paulette.
Mrs Burnham si era accalorata sempre di pi, e sulle sue guance si erano accese due macchie di colore. La sua agitazione ebbe su Zachary un effetto stranamente calmante, e quando lei smise di parlare impieg un paio di minuti per decidere come persuaderla della totale infondatezza delle sue congetture.
Su una cosa avete senz'altro ragione, Mrs Burnham disse infine in tono pacato.  vero che mi sono sentito fortemente attratto da Paulette fin dal nostro primo incontro, sulla Ibis, l'anno scorso. Ma siamo rimasti soli un paio di volte soltanto e tutti i nostri incontri finivano male, con discussioni e litigi. S, una volta ci siamo baciati, ma nient'altro. Le ho perfino chiesto di sposarmi, ma non ne voleva sentir parlare. Quanto al fatto che io l'abbia sedotta o compromessa, sarebbe ridicolo se non fosse offensivo. Non ha mai corso il minimo pericolo. Se c'era un bambino, la colpa non  certo mia...
A quel punto, improvvisamente, fu trafitto da un pensiero che gli spense le parole sulle labbra.
Abbandonandosi contro lo schienale della poltrona, guard il soffitto tastandosi il mento mentre gli frullavano in mente pensieri e ipotesi.
Cosa c', Mr Reid?
Zachary abbass gli occhi e vide che Mrs Burnham aveva posato il taccuino e si sporgeva verso di lui, osservandolo con estrema curiosit. Ci gli procur un brivido di soddisfazione; era come se fra loro si fosse repentinamente stabilito un nuovo equilibrio, come accade sulle navi al cambio di guardia, quando il comando passa da un ufficiale a un altro.
Oh, niente, signora disse con finta noncuranza. Solo un pensiero peregrino.
Di che si tratta? Ditemi, vi prego.
Lui attese per assaporare la nota di supplica nella sua voce. Non so se devo, Mrs Burnham.
E perch no?
Il fatto , signora, che non riguarda me e Paulette. Riguarda anche voi, e potrebbe provocarvi un grande dispiacere.
Mr Reid disse Mrs Burnham con tono secco, teso, ditemi... Ora tocc a lei interrompersi per tamponarsi il viso. Ditemi, ha forse a che fare con mio marito?
S.
Intrecci le mani sul petto. Parlate, Mr Reid. Ho bisogno di sapere.
Aveva parlato in tono di supplica, ogni traccia della precedente imperiosit era sparita. Sembrava quasi impossibile che fosse la stessa donna che poco prima l'aveva velatamente minacciato con una fredda nota di comando.
Ne siete sicura, Mrs Burnham? disse Zachary. Perch non ci sar modo di tornare indietro.
Sicurissima.
Molto bene.
Si ud l'approssimarsi di un tuono, e Zachary attese che il rombo scuotesse la stanza.
Spero non abbiate a pentirvene, Mrs Burnham... Ecco com' andata: una sera, poco dopo essere fuggita da questa casa, Paulette ha fatto in modo di incontrarmi. Mi ha detto che non intendeva tornare mai pi a Bethel e mi ha implorato di trovarle un passaggio per Mauritius, sulla Ibis. Le ho chiesto perch volesse cos disperatamente andarsene, e mi ha risposto che doveva lasciare Calcutta, a ogni costo, perch aveva paura di...
Mr Burnham?
Gi. Cos le ho chiesto se era accaduto qualcosa di sconveniente con vostro marito, e Paulette mi ha raccontato una strana storia.
Per favore, continuate. Vi ascolto.
Mi ha raccontato che nel periodo in cui viveva qui, Mr Burnham la chiamava spesso nel suo studio per darle lezioni sulle Scritture in privato.
Continuate, Mr Reid.
E che dopo alcune lezioni Mr Burnham le aveva chiesto di fare... certe cose.
Quali?
Be', tanto vale che ve lo dica: quel che voleva era una strigliata... Immagino che gli piaccia sentire la mano di una ragazza sul deretano. Io non lo capisco, ma ognuno ha i suoi gusti.
E Paulette lo faceva?
Zachary annu. Lo faceva perch Mr Burnham era stato gentile con lei e non voleva sembrare ingrata, ma un giorno si rese conto che era un gioco molto pericoloso, cos decise di fuggire.
Vi prego di essere onesto con me, Mr Reid, fugg perch era stata sedotta? Violata?
A questo punto direi proprio di s disse Zachary, ma allora non mi ha detto niente del genere. Solo che aveva deciso di scappare prima che succedesse. Le ho creduto, ma ora, dopo quello che mi avete raccontato, mi sembra chiaro che Paulette nascondeva qualcosa, che mentiva, per farla breve.
Mrs Burnham prese a singhiozzare in silenzio, coprendosi il volto con le mani.
Tuttavia continu Zachary, qualunque cosa fosse accaduta fra vostro marito e Paulette, posso assicurarvi che non c'era un bambino. Probabilmente quella che vi ha confidato era solo una sua paura.
Come fate a dirlo?
Perch ci siamo incontrati di nuovo, mesi dopo, sulla Ibis, e se ci fosse stato un bambino a quel punto si sarebbe visto. Invece non ce n'era segno. Spero che questo possa darvi consolazione.
Consolazione? disse lei, a capo chino e ancora scossa dai singhiozzi. Come potete parlarmi di consolazione, Mr Reid, dopo aver confermato i miei sospetti e le mie peggiori paure?
L'ansito delle spalle aveva allentato la chiusura della vestaglia, e un revers si era scostato, lasciando intravedere la camicia da notte; Zachary osserv il leggero tessuto di cotone che si tendeva sui seni. Distogliendo colpevolmente gli occhi, disse: Dunque avevate qualche sospetto?
Annu. In passato s... mi ero chiesta spesso se potesse esserci qualcosa di illecito fra mio marito e le ragazze che talvolta accoglievamo in casa. Ma non l'avrei mai creduto possibile con Paulette, che mi sembrava lo spirito pi puro che avessi mai conosciuto. Perci tenevo tanto all'amicizia con lei. E ora non so quale sia il tradimento peggiore, se il suo o quello di mio marito.
Seppell la testa tra le braccia. Parve che la sua figura statuaria si accartocciasse a poco a poco, finch il capo quasi affond tra le ginocchia.
Zachary si alz dalla poltrona per inginocchiarsi davanti a lei. Mrs Burnham disse piano, non siete l'unica a essere stata tradita. Anch'io sono stato ingannato e tradito da Paulette. E pensavo che fosse l'amore della mia vita.
Poich non capiva se l'avesse udito, le pos una mano sulla spalla. Mrs Burnham?
Sentendosi sfiorare, lei rialz il viso e socchiuse gli occhi. Be', Mr Reid... sussurr. Guardate, avete ancora i capelli bagnati... la pioggia, immagino.
Gli sfior i riccioli neri, cautamente, con una nocca. Poi allarg le dita e gliele infil tra i capelli, e all'improvviso attir la sua faccia contro le proprie labbra.
Lui reag con un tale trasporto che la poltroncina prese a oscillare adagio all'indietro e poi si ribalt di lato, rovesciandoli a terra e facendo scivolare il turbante. Con le labbra incollate su quelle di lei, Zachary cominci a scostare i revers della vestaglia. Mentre cos faceva rotolarono un'altra volta, e un'altra ancora. Poi le dita di Zachary raggiunsero lo scollo della camicia da notte e tirarono ma, fallito ogni tentativo di infilarci una mano, si spazient e lacer il morbido cotone per scoprirle i seni.
Allora tocc a lei afferrargli la camicia, che cedette con uno strappo. Lui intanto tentava di liberarsi di brache e mutandoni, e cos lottando crollarono uno sull'altra e urtarono qualcosa che cadde con uno schianto di legno e vetri rotti.
Zachary alz gli occhi di scatto, ma lei lo attir di nuovo a s.  solo il brandy, e il tavolo gli bisbigli all'orecchio. Non ha importanza. Nessuno sentir niente con questa tempesta.
Ora la camicia da notte strappata gli si era ravvolta intorno, e le brache e i mutandoni tolti a met serravano le caviglie. Quando tentarono di muoversi rotolarono nell'altra direzione andando di nuovo a sbattere contro qualcosa.
Con le labbra sul seno di lei, Zachary non si preoccup di guardare. Ma la sent bisbigliare:  solo la mia tamancha.
Gettandogli le braccia al collo, gli cinse i fianchi con le gambe, aggrappandosi al suo corpo come al ramo di un albero nella tempesta. Poi dalle sue labbra socchiuse usc un gemito che divenne un grido prolungato e si concluse con l'inarcarsi teso del corpo. All'improvviso gli si abbandon tra le braccia, e anche lui smise di muoversi. Era come se negli abissi del suo corpo fosse stata accesa una miccia e la scintilla scendesse a spirale fino a un cunicolo profondissimo. Quando tocc il fondo, una detonazione fece vibrare le sue pi intime fibre, scuotendogli con fragore le ossa e torcendogli i muscoli. Poi l'esplosione raggiunse il cervello, tutto si tinse di giallo, e a poco a poco il bagliore svan e calarono le tenebre.
La sensazione di tornare alla consapevolezza, dopo, fu quale Zachary non l'aveva mai sperimentata. Non era un risalire dalle tenebre alla luce; piuttosto un cadere da una nuvola. Non aveva alcuna nozione del tempo che era passato, ma sapeva di essere ancora sul pavimento, le membra intrecciate con quelle di lei.
Quando si mosse e fece per districarsi, Mrs Burnham gli mormor all'orecchio: No, non ancora. Domani apriremo gli occhi su un'eternit di colpa e rimorsi. Poich non abbiamo che questa notte insieme, tanto vale meritarci la punizione.
Zachary sollev la testa stupito. Cosa intendete dire, signora? Mi state dicendo che non ci sar un'altra volta?
Lei gli strofin teneramente le labbra sul viso. S, mio caro, mi dispiace ma cos dev'essere.  stata la prima e ultima volta. Sarebbe troppo pericoloso, se ne giungesse voce a Mr Burnham, ci ucciderebbe tutti e due.  un rischio troppo grosso.
Ma perch dovrebbe giungergli voce? Possiamo stare attenti, no? Capiteranno altre notti in cui la casa sar deserta.
Mrs Burnham scosse il capo con un sorriso malinconico. E a che pro? A cosa ci porterebbe? Non siete che un chuckeroo senza un soldo, e io sono moglie e madre, e molto pi vecchia di voi.
Quanti anni avete?
Trentatr. E voi?
Ventuno, quasi ventidue.
Lo baci sulla fronte. Vedete disse, potrei davvero essere vostra zia. Presto vi stancherete di me. Non pensiamo al futuro e cerchiamo di godere delle ore che ci restano.
La tenda del subedar era la prima nel settore dei sepoy, di fronte alla piazza d'armi. Dall'altro lato c'erano quelle degli ufficiali inglesi, e in una si vedeva il profilo ingigantito della testa del capitano Mee proiettato sulla tela dall'intenso bagliore di una lampada.
Anche la tenda del subedar era ben illuminata con lampade e candele. Dentro era riunita una quindicina di uomini. Dodici erano afsar come Kesri, sottufficiali del Pacheesi, tutti parenti di sangue del subedar. E a differenza di Kesri, che aveva ancora l'uniforme impolverata, indossavano abiti civili: dhoti e ungah.
Quanto ai visitatori, Kesri ne riconobbe solo uno: Chandan Singh, il cognato di Deeti, un giovanotto pelle e ossa con la bocca flaccida e gli occhi saettanti. L'aveva gi visto una volta, alla base di Barrackpore. Era venuto a prendere Hukam Singh per riportarlo al villaggio dopo che si era congedato dall'esercito, e in quell'occasione era andato a cercare Kesri per ringraziarlo di aver salvato la vita a suo fratello.
Kesri si apprestava a fargli le condoglianze di rito, ma le parole gli morirono sulle labbra quando Chandan Singh si gir verso di lui con un'espressione stravolta dal furore e gli occhi iniettati di sangue e pieni di collera.
Cap che doveva essere successo qualcosa di molto brutto, e si accorse di essere l'unico in piedi: il subedar non l'aveva invitato a prendere posto, sebbene tutti gli altri, inclusi due uomini inferiori a lui di grado, fossero seduti. Non si trattava solo di un insulto deliberato, era come se fosse stato convocato davanti a un tribunale, un incrocio fra una corte marziale e un panchayat di casta, col subedar nel ruolo di giudice supremo.
S'irrigid, come sull'attenti, e si rivolse a Nirbhay Singh.
Subedar-sah'b, mi avete mandato a chiamare?
S, havildar Kesri Singh. Ti ho mandato a chiamare. Perch oggi abbiamo ricevuto pessime notizie.
La voce del subedar era lenta, misurata e grave. Quel tono Kesri lo conosceva, era lo stesso che aveva sentito usare a Nirbhay Singh pi di una volta quando doveva testimoniare davanti alla corte marziale. La sua espressione era seria, solenne; le parole venivano pronunciate pi lentamente del solito, e in modo pi stentoreo. Il tono era monocorde e, quando voleva sottolineare qualcosa, il subedar non alzava la voce ma si lisciava i mustacchi.
Qualche tempo fa, disse guardando Kesri dritto negli occhi, ti ho detto che avevo ricevuto una lettera che annunciava due decessi nella mia famiglia. Ti ho detto che era morto mio fratello Bhyro Singh, e anche mio nipote Hukam Singh, che aveva prestato servizio con te in Birmania e poi ha sposato tua sorella. Oggi abbiamo saputo molto di pi in proposito, grazie a Chandan Singh e a questi suoi compaesani. Hanno viaggiato mesi e mesi per portarci queste notizie. Abbiamo saputo che la faccenda  molto pi complicata di quanto pensavamo.
Fece una pausa: E abbiamo saputo che sei coinvolto anche tu.
Io? protest Kesri. Ma com' possibile? Io ero qui, con tutti voi. Ne ero all'oscuro. Come posso essere coinvolto?
Attraverso tua sorella.
A quel punto la voce del subedar fu incrinata da un leggero tremito, e Nirbhay Singh fece una pausa per lisciarsi i mustacchi e ricomporsi. Quando riprese a parlare, la sua voce era di nuovo ferma.
A quanto pare, havildar, tua sorella aveva una relazione illecita con un altro uomo, un mandriano di bassa casta.
A quelle parole, dagli uomini riuniti nella tenda si lev un brontolio d'orrore e repulsione. Kesri, incredulo, fiss per un momento il subedar. Poi grid: Impossibile! Mia sorella la conosco bene... non farebbe mai una cosa simile.
A quel punto Chandan Singh, che era rimasto accucciato in un angolo a fremere di rabbia, cominci a sbraitare: Se tu la conoscessi, quella troia, lo sapresti che  una randi! E anche un'assassina. Ha avvelenato mia madre... e mio fratello...
Chup rah! Tieni a freno la lingua, intervenne il subedar. Non spetta a te parlare.
Poi si rivolse di nuovo a Kesri.
Ci che abbiamo saputo oggi, havildar,  che subito dopo la morte di Hukam Singh tua sorella  scappata col mandriano. A quanto pare, la fuga l'aveva architettata da tempo, aveva anche fatto nascondere la bambina. Per questo c' il fondato sospetto che abbia avvelenato il marito... ma lasciamo perdere, visto che non ci sono le prove. La cosa certa, per,  che avevano preparato la fuga con grande scrupolo: il loro piano era farsi passare per girmitiya e imbarcarsi per Mauritius, attraversare l'oceano. Ma durante la traversata sono stati riconosciuti da mio fratello, Bhyro Singh. Per questo  morto.  stato l'amante di tua sorella a ucciderlo, col suo aiuto.
Kesri non aveva mai sentito una storia pi inverosimile. E na ho sak... Non pu essere vero. Scosse la testa incredulo. Subedar-sah'b, sapete che ho per voi il massimo rispetto. Ma come posso crederci? Mia sorella non  mai uscita dal nostro distretto... Come pu esserle saltato in mente di attraversare l'oceano? Non  possibile.
Eppure  successo, disse il subedar. Mesi fa, a Calcutta, c' stato un processo. Non ne abbiamo avuto notizia perch eravamo nella giungla. Ma gli atti e la sentenza sono stati resi pubblici, e stampati sia in inglese sia in indostano.
Mostr due fogli.
Ecco le sentenze. Le abbiamo esaminate a fondo: non ci sono dubbi sull'accaduto. Chandan Singh e gli altri uomini sono andati fino a Calcutta per assistere alle udienze e assicurarsi che gli assassini fossero puniti. Ma Dio aveva gi in parte provveduto: l'uccisore di Bhyro Singh, l'amante di tua sorella,  morto.  annegato mentre cercava di scappare dalla nave. Ma tua sorella  ancora viva e, finch vive, n io n la mia famiglia avremo pace, perch non possiamo dimenticare la vergogna e il disonore che ci ha arrecato... e che anche tu ci hai arrecato, Kesri Singh, essendo suo fratello.
Kesri scosse di nuovo la testa. Subedar-sah'b, disse, dev'esserci un errore; deve trattarsi di un'altra donna. Io mia sorella la conosco bene...
Aur ham tohra se achha se jaana taani! E io la conosco meglio di te!
Chandan Singh balz in piedi e si avvicin a Kesri agitando un pugno. Tua sorella  una puttana, una troia, url. Per sette anni ha vissuto accanto a casa mia, so quello che dico. Quando eravamo nei campi, veniva sempre a offrirsi a me. Mi supplicava di prenderla, di darle un altro figlio. Io le dicevo che era una spudorata, le ricordavo che era sposata con mio fratello.... ma quale pudore pu avere una puttana? Non trovando nessun altro, si  presa quel lurido bovaro. Lo vedevamo, la mattina, che usciva da casa sua... Chiedi a chiunque, al villaggio. L'abbiamo visto coi nostri occhi...
A un tratto i piedi di Kesri si mossero e, prima di rendersene conto, con una mano aveva preso Chandan Singh per il collo e con l'altra gli aveva sferrato un pugno in faccia, schiacciandolo con tutto il peso del suo corpo e scaraventandolo contro il telo della tenda.
Gli sarebbe balzato di nuovo addosso ma, prima che potesse fare un'altra mossa, quattro uomini lo bloccarono, tenendogli ferme le braccia e rimettendolo davanti al subedar.
Nirbhay Singh non aveva fatto una piega.
Dammi ascolto, Kesri Singh, disse, in quel suo tono fermo e grave. Noi della nostra famiglia abbiamo fatto tanto per te. Ti abbiamo accolto in questo paltan anche se non eri uno di noi. Essendo generosi di natura, ti abbiamo trattato bene e fatto sentire a casa, e ti abbiamo aiutato a raggiungere il grado di cui ora ti fregi. Come se non bastasse, abbiamo accolto tua sorella nella nostra famiglia, anche se era scura di pelle e non aveva pi l'et per sposarsi; e la sua dote non era degna nemmeno di un miserabile. Tutto questo abbiamo fatto per te, ma tu non hai mai mostrato la minima gratitudine; n ci hai mai dato un segno di apprezzamento. Anzi, dietro le spalle sparlavi di noi, ci ridicolizzavi. Sappiamo cosa pensi: che questo paltan non andrebbe avanti senza di te. Niente di tutto questo  un segreto per noi. Finora abbiamo chiuso un occhio, essendo generosi e indulgenti di natura. Addirittura,  giunto alle mie orecchie che l'altro giorno, avendo saputo della morte di mio fratello, hai distribuito dolciumi nel bazar dell'accampamento, alle randi e alle naach-wali! Eppure non ho detto niente, sapendo che il tuo castigo sarebbe venuto dal cielo. E cos  stato... perch quel che  successo ora non pu essere perdonato.  una macchia sull'onore della nostra famiglia... una macchia che deturpa anche la tua faccia. L'unico modo in cui puoi redimerti, Kesri Singh,  consegnarci tua sorella, in modo che possa rispondere di ci che ha fatto. E fino ad allora in questo paltan nessuno, n gli afsar n i jawan, manger con te o accetter acqua da te. D'ora in poi in questo paltan non c' pi posto per te. Se scegli di restare, sarai come un fantasma. Domattina spiegher tutto questo agli ufficiali inglesi. Come sai, in fatto di casta e famiglia rispettano sempre le nostre decisioni. Dir loro che per noi adesso sei un paria, un reietto. Ai nostri occhi non sei meglio di un cane rognoso; sei solo letame. Non tollereremo che tu rimanga un istante di pi in questa tenda: sarebbe un insulto per tutto il nostro clan. Non metterai mai pi piede qui dentro. Non ho altro da dire.
Il subedar si raschi la gola e sput a terra.
Abh hamra aankhi se dur ho ja! Fuori dalla mia vista, Kesri Singh! Non voglio mai pi posare gli occhi su di te.
7.
La camminata dalla tenda del subedar alla propria parve a Kesri una delle pi lunghe della sua vita. Bench fosse gi molto tardi, parecchi uomini erano ancora alzati, a bisbigliare fra loro fuori dalle tende. Kesri incroci alcuni sepoy della sua compagnia, e non uno gli rivolse un saluto o anche solo lo guard in faccia: evidentemente sapevano che era stato ostracizzato. Tutti si scostavano, cos che davanti a lui si apriva un vuoto che sembrava precederlo dovunque andasse. Era come se fosse diventato una fonte di contaminazione ambulante.
Sentiva sulla schiena occhi scrutatori; udiva sussurri e risate maligne. Avrebbe voluto che qualcuno gli dicesse qualcosa in faccia, perch aveva una gran voglia di menare le mani, ma sapeva che non c'era da sperarci. Nessuno gli avrebbe fatto quel favore; avevano troppa paura di lui per affrontarlo da solo a solo.
Quando raggiunse la tenda, vide che era circondata da un branco di cani. Si stavano disputando un mucchietto d'ossa e frattaglie che qualcuno, in sua assenza, aveva buttato l davanti. Sapendo che lo tenevano d'occhio, gir intorno ai cani senza cambiare andatura, deciso a non dare a nessuno la soddisfazione di gongolare per la sua rovina.
Una volta dentro, vide i suoi averi sparpagliati a terra. Il domestico era sparito, e a quanto pareva quel chootiya aveva colto l'occasione per portarsi via alcuni utensili.
Accese una candela e inizi a riordinare le cose. Mentre rovistava in quella confusione si trov in mano un quadretto dipinto a colori vivaci su uno scampolo di stoffa. Eseguito con pochi tratti ben marcati, rappresentava una bambina. Lo riconobbe all'istante: era opera di Deeti, e la bambina era la sua figlioletta Kabutri. Deeti gliel'aveva regalato l'ultima volta che si erano visti, a Nayanpur, quando era andato a casa in licenza.
Si sedette sul bordo del charpoy, coi gomiti sulle ginocchia, e fiss il dipinto.
Cosa ne era stato di Kabutri? E di Deeti?
Che fosse fuggita con un amante imbarcandosi su una nave per Mareech gli sembrava un'assurdit. Per alcuni dettagli della storia erano senz'altro credibili, ad esempio che Hukam Singh fosse morto: la sua salute andava peggiorando da molto tempo, perci il suo decesso non era una sorpresa. N era difficile credere che, una volta vedova, Deeti avesse cercato di sottrarsi alle grinfie della famiglia del marito.
Di sicuro doveva esserle successo qualcosa e, anche se non aveva modo di sapere cosa, Kesri sentiva che era quello il motivo del lungo silenzio dei suoi: evidentemente la faccenda era troppo delicata per farne parola con gli scrivani cui di solito dettavano le lettere. Per scoprire la verit, avrebbe dovuto aspettare di tornare a casa, come in ogni caso sarebbe presto accaduto.
Si lasci cadere sul charpoy e rest immobile ad ascoltare i consueti rumori del campo: le campane del cambio della guardia, le risate degli uomini che tornavano ubriachi dal bazar, i cavalli che nitrivano nel recinto. Da qualche parte un giovane sepoy cantava una canzone piena di nostalgia per il suo villaggio.
Il paltan era la sua casa e la sua famiglia da diciannove anni, eppure ora capiva di non essergli mai appartenuto fino in fondo. Ora capiva che il suo sogno di raggiungere il grado di subedar era sempre stato irrealizzabile. L'attuale subedar e i suoi congiunti non l'avrebbero mai permesso: ai loro occhi lui era un intruso, e avrebbero sempre trovato qualche pretesto per estrometterlo. E il peggio era che non si trattava certo di una novit; in cuor suo Kesri l'aveva sempre saputo, ma non aveva mai osato ammetterlo per poi agire di conseguenza.
Quella presa di coscienza sollev in lui un'ondata di disgusto, tanto per se stesso quanto per gli uomini che aveva considerato suoi compagni d'armi. Gulabi aveva cercato tante volte di metterlo sull'avviso riguardo ai suoi nemici, ma non le aveva mai dato ascolto. Ora anche lei avrebbe dovuto troncare i rapporti con lui, altrimenti il subedar avrebbe fatto in modo che perdesse il posto al bazar.
Era evidente che per il bene di Gulabi, e anche per il proprio, doveva lasciare il battaglione. Una volta emessa una sentenza di ostracismo, era impossibile restare nel paltan. Kesri ne era gi stato testimone, quindi sapeva che il subedar poteva rendergli impossibile l'adempimento dei suoi doveri: se l'indomani si fosse presentato alla piazza d'armi, i suoi ordini non sarebbero stati eseguiti.
Inutile tergiversare... doveva andarsene. Ma dove? A quel punto della sua carriera trasferirsi in un'altra unit sarebbe stato assai arduo; e congedarsi ora significava rinunciare alla pensione a cui avrebbe avuto diritto se fosse rimasto nell'esercito altri due anni. Ma cosa fare nel frattempo?
Oltretutto, ci accadeva in un momento in cui era troppo stanco per pensare in modo lucido. Si allung sul charpoy e si appisol. Quando riapr gli occhi, seduto al suo fianco c'era Pagla-baba.
Arr Kesri. Perch dormi? Domani Mee-sahib parte per Calcutta.
Kesri scatt a sedere. Cos' che dici, Pagla-baba?
L'altro giorno Mee-sahib non ti aveva chiesto una cosa?
A un tratto Kesri si ricord della proposta dell'aiutante maggiore.
Stai dicendo che dovrei offrirmi volontario per la spedizione?
Che altro puoi fare?
Kesri balz in piedi e scost il lembo di tela della tenda. Mezzanotte era passata da un pezzo, ma al di l della piazza d'armi, nella tenda dell'aiutante maggiore, c'era ancora una lampada accesa.
Va', Kesri... vacci subito.
Lui gli prese la mano. Ci vado, disse, per ascoltami... Di' a Gulabi di venire da me stanotte. Voglio vederla... un'ultima volta.
Theek hai.
Un istante dopo Pagla-baba era sgusciato via, silenziosamente com'era arrivato. Kesri usc dalla tenda, raddrizz le spalle e si avvi verso il settore degli ufficiali.
Se l'aiutante maggiore fosse stato un altro, il pensiero di presentarsi a quell'ora della notte non gli sarebbe mai passato per la testa. Ma il suo legame col capitano Mee era diverso dal consueto rapporto fra sepoy e ufficiale: guardando la lampada che ardeva nella sua tenda, ebbe la netta sensazione che il capitano lo stesse aspettando.
Signore, Mee-sahib?
S? Chi ? I lembi della tenda si aprirono e comparve la faccia di Mee.
Oh, sei tu, havildar. Entra.
Facendosi avanti, Kesri vide che il capitano si stava preparando alla partenza. Accanto alla branda c'era un baule traboccante, e sulla scrivania una pila di carte.
Parto domattina presto disse brusco Mee, per Calcutta.
Lo so, signore replic Kesri. Per questo sono qui.
S, havildar. Continua.
Voglio venire anch'io, signore. Con voi.
Davvero?
Sissignore. Mi offro volontario.
L'espressione di Mee si allarg in un gran sorriso. Gli tese la mano: Questo s che  parlare, havildar! Lo sapevo che alla fine ti convincevi. Non so perch hai cambiato idea, ma sono entusiasta!
Kesri non abbocc, n al tono gioviale del capitano n al suo fingersi all'oscuro di tutto. Come ogni bravo aiutante maggiore, il capitano Mee veniva a sapere praticamente ogni cosa che accadeva nel battaglione: risse e bisticci, furti e discussioni, nulla gli sfuggiva. Essendo lui stesso il suo primo e pi fidato informatore, Kesri sapeva benissimo che Mee aveva fonti in ogni compagnia e plotone. Doveva aver appreso la novit pochi minuti dopo la fine della riunione nella tenda del subedar, e aveva senza dubbio intuito cosa significava per lui. Nel paltan erano gi state emesse sentenze di ostracismo, non solo fra i sepoy ma anche fra gli ufficiali: quando succedeva, si usava dire che il tale era stato mandato a Coventry.
Kesri sapeva che il capitano non aveva fatto cenno alle sue traversie per delicatezza, e non perch ne fosse all'oscuro, e ne fu profondamente commosso. Grazie, kaptn-sah'b.
Mee tagli corto. Bene, allora siamo d'accordo disse. Credo che il comandante non avr nulla in contrario, ma in ogni caso  meglio firmare subito le carte necessarie, cos domattina le vede appena si alza.
Per il resto del colloquio, il capitano mantenne un atteggiamento pratico e sbrigativo. Ma alla fine, quando le formalit furono espletate, i suoi modi cambiarono: gir intorno alla scrivania e mise una mano sulla spalla di Kesri.
Sono contento che vieni con me, havildar disse in tono insolitamente serio. Render le cose molto pi facili... noi due ci siamo sempre intesi a meraviglia, non  vero? Difficile trovare nel battaglione altri due uomini che si conoscono cos bene.
La schiettezza di quelle parole colse Kesri alla sprovvista. Lui non si sarebbe espresso in quel modo, ma doveva ammettere che il capitano aveva ragione. Era innegabile che, in quasi vent'anni trascorsi nel paltan, nessuno dei sepoy aveva mai avuto una parola di comprensione per lui; l'unico uomo che gli aveva posato amichevolmente una mano sulla spalla non era della sua casta n del suo colore: era un angrez su cui lui non poteva avanzare alcuna pretesa. Quel pensiero gli procur un formicolio agli occhi, e si rese conto con stupore di essere sull'orlo delle lacrime.
Per fortuna il colloquio volgeva al termine.
Tutto bene, allora, havildar disse Mee. Domani, dopo la prima colazione, presentati alla mensa ufficiali.
Ji, aj'ten-sahib. Kesri scatt sull'attenti e usc.
Era davvero tardi, e in giro non c'era pi nessuno. Tornato nella propria tenda, prima di coricarsi prepar i bagagli. Rest per qualche tempo con le orecchie tese, nella speranza di veder arrivare Gulabi, sebbene in cuor suo non ci contasse. N poteva biasimarla per questo; se il subedar l'avesse scoperta, l'avrebbe severamente punita: mettere a repentaglio la propria sussistenza, e quella delle sue ragazze, sarebbe stato una sciocchezza.
Ma, pur comprendendola, l'idea di non rivederla pi lo riempiva di tristezza. Nessuno conosceva come lei le sue ferite. Il suo tocco era cos abile che riusciva a fare pulsare di piacere i bordi sensibili delle cicatrici; le sue dita operavano una magia, trasformando miracolosamente quelle vecchie lesioni in organi sensoriali. Adesso era come se tutte quelle cicatrici implorassero il suo tocco.
Ricordava la prima volta che era andato a letto con lei, quand'era un novellino, e sentiva di nuovo quella voce ammonitrice dentro di s: un giorno avrebbe pagato il fio del suo piacere. Ora quel giorno era venuto, e Kesri decise che sarebbe tornato a praticare la disciplina della continenza abbandonata quando si era unito al Pacheesi: il ritorno allo stato di brahmacharya di quand'era un giovane lottatore sarebbe stata la sua penitenza per gli anni sprecati come sepoy.
Ripens a tutti quegli anni, alle battaglie e alle schermaglie, all'orgoglio provato per il suo paltan, e sent in bocca un gusto amaro. Ricord che era stata Deeti a tramare perch potesse arruolarsi nel battaglione, e si chiese se non fosse scritto nel loro kismat che sempre lei sarebbe stata all'origine del suo allontanamento. Eppure non provava alcun rancore. La colpa era soltanto sua, non solo per aver nutrito una falsa speranza, ma anche per aver sacrificato Deeti alle proprie ambizioni consegnandola ai parenti del subedar Bhyro Singh pur sapendo di che pasta erano fatti.
Se era stata Deeti ad augurargli quel castigo, lui se l'era meritato.
Per Zachary le conseguenze della notte con Mrs Burnham furono anche peggiori di quanto avesse previsto: non doveva affrontare soltanto il pesante fardello della colpa e del rimorso, ma anche l'agghiacciante terrore della vendetta del marito. Ovunque guardasse, vedeva i segni del potere di Mr Burnham. Cos'avrebbe fatto il burra sahib se gli fosse giunta voce dell'infedelt della moglie? Il solo pensiero lo faceva rabbrividire, e si malediceva per aver corso un rischio cos insensato per la gratificazione di una notte.
Eppure la contrizione non bastava a cancellare quella notte dalla sua memoria. Se la testa gli doleva per l'ansia, altre parti del corpo fremevano e formicolavano al ricordo dei piaceri esplosivi che aveva sperimentato. Cos il rimorso si tramutava in rimpianto, e si malediceva per non aver fatto durare di pi quella notte, e si trovava involontariamente a bramare di riviverla almeno una volta.
Ma ovviamente era impossibile. Mrs Burnham non aveva forse detto, in un tono che non ammetteva repliche,  stata la prima e ultima volta? Spesso quelle parole se le ripeteva, perch gli offrivano un qualche conforto quando il fardello della paura e del senso di colpa si faceva troppo pesante. Altre volte per gli echeggiavano nella testa in modo diverso, e si domandava se fossero state effettivamente pronunciate con la determinazione che vi aveva attribuito. Talvolta un pensiero tirava l'altro, e cominciava a sognare di ricevere un altro messaggio dal boudoir, che annunciava un altro appuntamento e un'altra corsa attraverso il giardino.
Ma quel messaggio, al contempo temuto e sperato, non arrivava. Le settimane passavano, e non solo non giungevano missive ma lui non aveva nemmeno l'occasione di intravedere Mrs Burnham, se non come fuggevole ombra dietro il purdah del calesse che sferragliava lungo il viale d'accesso portandola a un ricevimento, una conferenza o un burra-khana.
Quel prolungato silenzio diventava sempre pi inquietante. Zachary immaginava che, pentita dell'adulterio, potesse ora cercare di assolversi da ogni colpa inventandosi una qualche menzogna su di lui... A Baltimora aveva sentito raccontare di gran signore che avevano sedotto i propri schiavi e poi li avevano accusati di atti abominevoli.
Poi, in una notte di parossistica agitazione, gli balen il pensiero che la loro notte insieme avesse provocato una gravidanza.
Tale eventualit spazz via quel poco di pace interiore che ancora gli restava. Quel giorno stava lavorando ai masconi, ma pos gli attrezzi e si mise a rimuginare, sforzandosi di escogitare uno stratagemma per incontrare Mrs Burnham in privato. Gli venne in mente che avrebbe potuto fare irruzione nel boudoir forzando la serratura della porticina che si apriva sulla scala di servizio. Ma non riusciva a trovare il coraggio... la sua mente sovreccitata continuava a tornare alla pistola, e a evocare i motivi per cui Mrs Burnham avrebbe potuto risolversi a sparargli.
Un giorno, mentre lui si tormentava sul da farsi, Mr Doughty pass a invitarlo a un rinfresco per la settimana seguente.
Nel suo stato d'animo, Zachary non aveva nessuna voglia di andare a un tiffin dai Doughty, ma era cos confuso che non riusciva a trovare una scusa convincente. Oh, grazie, Doughty balbett, ma non ho niente da mettermi...
Mr Doughty scoppi a ridere. Ebbene, caro il mio chuckeroo, puoi sempre avvolgerti di nuovo in una toga. Sono sicuro che Mrs Burnham lo troverebbe molto divertente... l'altra volta se l' spassata parecchio. Ha detto che non aveva mai visto un galletto pi arzillo.
Al sentir nominare Mrs Burnham, la mente di Zachary prese a galoppare. Grattandosi il mento, disse con noncuranza: Ah s? Quindi ci sar anche Mrs Burnham?
S, e parecchie altre gentildonne, pulzelle e ragazzette. Per siamo un po' a corto di garzoncelli, per questo Mrs Doughty mi ha mandato qui ad accalappiarti.
Ci sar disse Zachary. Grazie, Doughty.
Bene. E se stai cercando qualche straccetto con cui agghindarti ti conviene fare un salto alle case d'aste, domenica. Spesso vendono i beni di qualcuno passato a miglior vita. Per pochi spiccioli trovi quello che ti serve.
Zachary decise di seguire il consiglio di Doughty, e quando giunse la domenica ficc una mano sotto il materasso e tir fuori il borsellino. Di monete l dentro ce n'erano ben poche, e mentre le contava a una a una pens che tutti i suoi travagli sarebbero stati sopportabili se solo non fosse stato cos maledettamente povero.
I suoi occhi si soffermarono sui portacandele dorati alle pareti del budgerow, e gli venne in mente che sarebbe stato facile venderne un paio al mercato; nessuno se ne sarebbe accorto. Diede un'occhiata pi da vicino. Staccarli non era un problema, bastava tirare via qualche chiodo.
And a prendere un punteruolo, e stava per affondarlo nel legno quando uno scrupolo improvviso lo trattenne. Dietro quel candelabro dorato aveva intravisto un tunnel che conduceva a un territorio misterioso e a lui sconosciuto, il ladrocinio, e non poteva risolversi a entrarci. Mise da parte il punteruolo e si ficc in tasca le poche monete che aveva.
Una lunga camminata lo port fino al centro di Calcutta, da dove chiese indicazioni per una delle case d'aste di Russell Street. Svuotandosi quasi del tutto le tasche, riusc a comprare un vestito appartenuto a un farmacista da poco defunto di nome Quinn.
Solo la mattina del tiffin dai Doughty si rese conto che il vestito aveva uno strano odore, di muffa e sudore mescolati a un effluvio medicinale, ma ovviamente era troppo tardi per rimediare. Lo indoss sperando che nessuno se ne accorgesse, ma invano, perch appena arriv dai Doughty il khidmutgar che gli apr la porta riconobbe l'abito e cacci uno strillo, come se avesse visto un fantasma: Quinn-sahib? Arr dekho... Quinn-sahib ka bhoot aa giya!
Il chiasso richiam Mr Doughty alla porta, e anche lui si lasci sfuggire un grido di sorpresa: Buon Dio, Reid! Quelli non sono i panni del vecchio Quinn? Aveva un vestito solo, e la sua farmacia era dietro l'angolo. Glielo vedevamo addosso tutti i giorni. Mrs Doughty e tutte le memsahib della citt compravano il laudano da lui.
Zachary farfugli una protesta: Be', sei stato tu a dirmi di andare alle aste. Come facevo a saperlo?
Va be', ora mica te lo puoi togliere. Vieni a ormeggiare il fondoschiena nella bettuck-connah.
Zachary aveva fatto solo pochi passi nel salone quando scorse Mrs Burnham. Sedeva su un divano all'estremit opposta, in un vaporoso abito di tulle rosa con guarnizioni color vinaccia; il viso, con la sua aureola di riccioli, era incorniciato da un cappellino a forma di cuore, sul quale una piuma ondeggiava piano per effetto del punkah appeso al soffitto che smuoveva l'aria afosa.
Sebbene Zachary fosse ben all'interno del suo campo visivo, Mrs Burnham sembrava ignara della sua presenza: con la solita aria di languida noncuranza chiacchierava con due memsahib dall'aspetto severo.
Quasi subito gli occhi di Zachary si abbassarono all'altezza del suo ventre. Erano trascorse sette settimane e, se davvero quella notte aveva prodotto l'esito che pi temeva, forse lo si sarebbe gi notato. Non vide nulla che confermasse le sue paure, ma non riusciva a distogliere lo sguardo. Poi gli occhi gli giocarono un brutto scherzo: strapparono via lo spumeggiante tessuto rosa del vestito per rivelare quel che c'era sotto. Rivide il declivio del ventre che scendeva a precipizio verso una foresta di morbidi ricci lanuginosi. Ricord la facilit con cui era scivolato attraverso quel setoso baldacchino, e come il caloroso benvenuto l'avesse incoraggiato a immergersi sempre pi in profondit, fino a raggiungere quello che sembrava un recesso inaccessibile; ricord con quanta gioia era stato accolto in quel rifugio, e come ci aveva generato in lui l'illusione di essere stato ammesso in un dominio a cui non pensava di poter mai appartenere... Via via che quella fantasia si dissolveva, e il suo naso tornava a percepire l'odore stantio dell'abito liso che indossava, si domand come fosse possibile che le sue parti pi segrete avessero ricevuto quella calorosa accoglienza da una persona che ora non si degnava di rivolgere il minimo cenno di riconoscimento al suo corpo vestito.
Quell'ingiustizia suscit in lui un moto di ribellione, spingendolo verso il divano. Era del tutto naturale, si disse, che le presentasse i suoi salaam, dopotutto non era un segreto che era un dipendente del marito, quasi uno di casa, e del resto Mrs Burnham non aveva danzato con lui in pubblico, al ballo?
Lei continuava a spettegolare con le due memsahib e non dava segno di averlo notato. Mentre si avvicinava al divano, a Zachary giunse il suono flautato della sua voce: Oh, te lo assicuro, mia cara Augusta, in Cina i problemi sono dovuti unicamente al commissario Lin...  un mostro, dice Mr Burnham, un drago che sputa fiamme!
Sembrava tutta presa dalla sua storia, e non fece il minimo caso a Zachary finch lui non le fu proprio davanti e le fece un inchino. A quel punto ebbe un piccolo sobbalzo e alz gli occhi: Caspiterina! Buonasera... Mr... Mr...? Oh,  inutile...
Inclin un poco la testa, cos da rivolgergli un cenno sbrigativo inteso pi a congedarlo che a salutarlo. Poi, dandogli le spalle, torn a dedicarsi alla conversazione.
Quell'affronto sbigott Zachary, che gir prontamente sui tacchi per nascondere le gote paonazze e si allontan con andatura dinoccolata. Mentre si ritirava, la sent dire in un pungente sussurro: Scusami, Augusta cara, se non te l'ho presentato, ma non riesco assolutamente a ricordare come si chiama. Comunque, non ha importanza...  un signor nessuno, solo un carpentiere di Mr Burnham.
Un carpentiere quello? Dall'odore, l'avevo preso per uno speziale.
Come gli sar saltato in mente, ai Doughty, di invitarlo?
Dovremmo farglielo presente... Di questo passo finiranno per invitare anche i giardinieri e i ciabattini.
Zachary si trattenne a stento dal tapparsi le orecchie con le mani: una sferzata sulla schiena sarebbe stata meno dolorosa.
Restare in quella stanza era pi di quel che poteva sopportare. Punt dritto alla porta senza nemmeno salutare Mr Doughty. Ma mentre prendeva il cappello si volt e vide che Mrs Burnham lo stava guardando.
I loro occhi s'incontrarono solo per un istante, ma bast perch quello sguardo gli si conficcasse in testa come la marra di un'ancora.
Per alcune settimane dopo la sua visita a Bassein, Shireen non ebbe notizie di Zadig Bey; sapendo che doveva partire per Colombo, cominci a chiedersi se l'avrebbe rivisto.
Col passare dei giorni quell'interrogativo andava assumendo un'urgenza che la imbarazzava: le sembrava disonorevole che la sua mente indugiasse cos tanto sulla questione. Cerc di convincersi che Zadig si presentava cos spesso nei suoi pensieri solo a causa del legame con Bahram; a volte si diceva che la comparsa di Zadig nella sua vita era un segno, che era stato Bahram a mandare da lei l'amico, ad aprire uno spiraglio nell'ora pi buia della sua vita, a far entrare un po' d'aria nell'ovattata tetraggine della sua esistenza.
Se avesse avuto modo di contattare Zadig direttamente, forse l'avrebbe fatto. Ma poteva raggiungerlo solo tramite Vico, e con lui preferiva non parlarne.
Dopo un intero mese senza ricevere sue notizie, si convinse che Zadig era partito. Fu dunque tanto pi grande il suo stupore quando Vico venne a dirle che aveva chiesto di vederla per salutarla.
Tramite Vico fu deciso che si sarebbero di nuovo incontrati nella chiesa cattolica di Mazagon. Il giorno stabilito, Shireen usc molto presto e arriv con notevole anticipo. Ma Zadig era gi l, nello stesso posto dove si erano seduti la volta precedente.
Si alz e le fece un garbato inchino: Buongiorno, bibiji.
Buongiorno, Zadig Bey.
Sedette nel banco accanto a lui e lasci cadere il velo. Dunque siete in partenza, Zadig Bey?
S, bibiji rispose lui con un certo impaccio. Presto sar Natale, devo andare a Colombo per stare coi miei figli e nipoti. Ma prima di partire ho delle notizie da darvi.
S, Zadig Bey. Di cosa si tratta?
Ho saputo, in via del tutto riservata, che a Londra Lord Palmerston, il ministro degli Esteri, ha deciso di inviare un corpo di spedizione in Cina. Partir dall'India; le truppe saranno per met sepoy, e da qui verr anche gran parte del supporto finanziario e organizzativo. A quanto sembra i preparativi a Calcutta sono in corso gi da qualche mese, in segreto, ma la spedizione verr annunciata pubblicamente solo quando tutto sar pronto.
Come l'avete saputo?
Bibiji, senza dubbio sapete che William Jardine, grande trafficante con la Cina,  il partner principale del mercante parsi Seth Jamsetjee Jejeebhoy.
S, certo che lo so.
Bene, William Jardine ha aiutato Lord Palmerston a pianificare la spedizione. Ho appena saputo che ha scritto a Seth Jamsetjee chiedendo la collaborazione dei mercanti di Bombay. Ha messo in chiaro che uno degli obiettivi primari della spedizione  ottenere i risarcimenti per l'oppio a suo tempo confiscato dal commissario Lin, e coloro che contribuiranno saranno naturalmente i primi a essere pagati.
E cos disse Shireen, credete che dopotutto ci sar un risarcimento?
Ne sono sicuro. E in quanto amico di Bahram devo dirvi, bibiji, che  molto importante che i vostri interessi non restino privi di rappresentanza nei mesi a venire. Dal momento che non potete mandare nessuno in Cina, dovete andarci voi.  ci che Bahram-bhai avrebbe voluto, ne sono certo.
Shireen sospir. Zadig Bey, dovete capire che per una donna, una vedova, affrontare un simile viaggio  molto difficile.
Bibiji! Le donne europee non fanno che viaggiare in nave. Siete una donna istruita, parlate inglese, siete figlia di Seth Rustamjee Mistrie, che ha costruito alcuni dei pi bei velieri oceanici. Perch dovrebbe esservi difficile andare in Cina?
E qualora ci andassi, dove potrei stare?
Ho amici a Macao. Scriver loro di trovarvi una casa da affittare.
Shireen scosse il capo. Ma ci sono molti altri problemi pratici, Zadig Bey. Come posso finanziare un simile viaggio? Non possiedo che i pochi gioielli che ho nascosto. Bahram ha lasciato solo debiti, come sapete.
Zadig agit un dito per manifestare il suo dissenso. Questo non  vero, bibiji, Bahram-bhai era molto generoso coi suoi amici e ha lasciato molte cose. A me per esempio.
Cosa intendete dire? Cosa vi ha lasciato?
Nel corso del tempo mi ha fatto molti regali e molti favori. Nel flusso della vita, sono prestiti anche questi. E poich siete la sua vedova,  solo giusto che io onori tali debiti pagandovi il passaggio.
Un repentino rossore imporpor le guance di Shireen. Non era questo che intendevo, Zadig Bey. Non potrei mai accettare denaro da voi.
Perch no? insistette lui. Sarebbe semplicemente il rimborso dei miei debiti con Bahram-bhai. Anzi no, sarebbe un investimento. Quando otterrete ci che spetta a Bahram-bhai, mi risarcirete. Col dieci per cento di interessi, se proprio volete.
Shireen scosse il capo. Sembra tutto molto facile, Zadig Bey, ma cosa dir alla mia famiglia? Vorranno sapere da dove viene il denaro.
Dite loro la verit. Dite che avevate nascosto alcuni gioielli e ora avete deciso di venderli. Non c' bisogno che sappiano altro.
Shireen cominci a giocherellare con l'orlo del sari. Voi non capite, Zadig Bey, il denaro  solo una piccola parte del problema. Devo tener conto anche del nome e della reputazione della mia famiglia. Ci sar un grande scandalo se si viene a sapere che sto pensando di andare in Cina, una vedova che viaggia da sola! Il panchayat parsi potrebbe perfino espellermi dalla comunit. E poi devo pensare alle mie figlie. Si preoccuperanno della mia incolumit.
Zadig si grattava il mento con aria pensosa. Ho riflettuto anch'io su queste cose, e credo di aver trovato una soluzione. Come sapete, Rosa, la cugina di Vico, ha vissuto qualche tempo a Macao. E in quel periodo lavorava per la Misericordia, un'organizzazione caritatevole cattolica che gestisce ospedali e orfanotrofi. Le suore le hanno chiesto di tornare, e lei  ansiosa di farlo, ma non  in grado di pagarsi il biglietto. Sarebbe lieta di viaggiare con voi, se si trova il modo di provvedere. Ne ho parlato con lei. La vostra famiglia non pu fare obiezioni se avete una compagna di viaggio, dico bene?
Invece di tranquillizzarla, quelle parole la agitarono ulteriormente. Un passaggio per Rosa! Si pass una mano sulla fronte. Ma come posso occuparmi di tutto ci, Zadig Bey?  troppo complicato, da sola non ce la faccio!
Zadig le sfior appena il dorso della mano. Vi prego, bibiji, non agitatevi. Cercate di riflettere. Vico vi aiuter, e io anche. Caso vuole che l'anno prossimo debba recarmi in Cina. Far in modo di imbarcarmi sullo stesso veliero su cui viaggerete con Rosa. La vostra nave far senz'altro scalo a Colombo, e l mi unir a voi. Vico mi terr informato, cos potr prenotare il passaggio.
Voi! Il sangue afflu sul viso di Shireen con tale violenza che le sue guance parevano ustionate. Ma, Zadig Bey, cosa dir la gente se scopre che viaggiamo insieme? Lo sapete come le voci corrono.
Non vedo perch dovrebbero scoprirlo disse Zadig. E qualora accadesse, potremo dire che  stata una semplice coincidenza. Di nuovo si gratt il mento. Per quanto mi riguarda, confesso che sar un piacere viaggiare con voi...
S'interruppe e tossicchi. Quando riprese a parlare lo fece come se volesse correggersi per avere osato troppo: Intendevo dire che sarebbe un piacere esservi d'aiuto durante il viaggio. Ci terrei soprattutto a organizzare un incontro tra voi e Freddie, a Singapore.
Shireen si strinse il viso tra le mani. Basta, vi prego, Zadig Bey, basta! grid. Non posso prendere una simile decisione in quattro e quattr'otto. Si alz in piedi e si copr il capo col velo. Ho bisogno di pi tempo.
Si alz anche Zadig. Per favore, bibiji disse con pacatezza, mentre lei si sistemava il velo, non preoccupatevi dei dettagli. Le difficolt sono solo nella vostra testa. Una volta presa una decisione, ogni cosa andr al suo posto.
Lasciatemici pensare, Zadig Bey. Quando sar pronta ve lo far sapere tramite Vico. Ma per ora  meglio che ci salutiamo.
18 novembre 1839
Honam
Il disastro di Humen ha dato una scossa al commissario Lin e alla sua cerchia di funzionari, ma dall'aspetto della citt non si direbbe. A Canton e dintorni la vita continua come sempre, e questo, dice Compton,  esattamente ci che vogliono le autorit: che la gente faccia i suoi affari come al solito. La battaglia  stata minimizzata perfino nei dispacci ufficiali. A Beijing hanno fatto sapere che si  trattato di uno scontro modesto, in cui anche gli inglesi hanno subito perdite significative. Compton dice che la battaglia viene ridimensionata per evitare il panico, ma io mi domando se non sia anche un modo per salvare la faccia ed evitare la collera dell'imperatore.
Al di l delle apparenze, per, la battaglia ha aperto molti occhi. Compton, per esempio,  stato profondamente turbato da ci che ha visto quel giorno a Humen. Da allora  emerso un aspetto del suo carattere che prima era celato dalla sua abituale bonomia: una tendenza a preoccuparsi e crucciarsi. Questa sua propensione non gli pare biasimevole; se gliela fai notare, cita un detto di Mencio, qualcosa che recita press'a poco cos: Si sopravvive preoccupandosi delle avversit; il compiacimento porta alla catastrofe.
E negli ultimi tempi le ansie di Compton emergono spesso. In passato la sua attitudine verso la traduzione era eminentemente pratica. Ma adesso  come se la lingua fosse diventata un campo di battaglia dove le parole fungono da armi. A volte, leggendo le traduzioni inglesi dei documenti cinesi esplode per l'indignazione: Guarda, Ah Neel, guarda! Guarda come hanno stravolto il significato!
Discute ogni dettaglio, anche il modo in cui gli inglesi usano la parola Cina. In cinese questo termine non esiste, dice. Gli inglesi l'hanno preso dal sanscrito e dal pali. I cinesi usano un'espressione diversa, erroneamente resa dagli inglesi con Regno di Mezzo, che a suo avviso andrebbe tradotto invece con Stati centrali. Suppongo che equivalga al nostro Madhyadesha.
Compton si arrabbia soprattutto quando l'ideogrammayiviene reso con barbaro. Sostiene che questo ideogramma  sempre stato usato per riferirsi a persone che non provengono dagli Stati centrali: significa, in sostanza, straniero. A quanto pare tale resa non  mai stata messa in discussione, ad americani e inglesi andava benissimo tradurreyicon straniero. Ma ultimamente alcuni dei loro traduttori hanno cominciato a insistere cheyisignifica barbaro. Gli  stato ripetutamente fatto notare che tale termine si applica anche a molti venerati e illustri cinesi, perfino all'attuale dinastia regnante, ma i traduttori inglesi pretendono di saperla pi lunga. Alcuni di loro sono noti contrabbandieri d'oppio, e stanno contraffacendo la lingua cinese per fomentare disordini. Dal momento che il capitano Elliot e i suoi superiori non conoscono il cinese, accettano tutto quel che dicono i traduttori, e sono arrivati a credere cheyisia davvero da intendersi come un insulto. Cos ora ne hanno fatto un ulteriore motivo di rimostranza.
E Compton si dispera: Come possono dire di sapere, Ah Neel? Come possono pretendere di sapere che ci che loro vedono quando dicono barbari  lo stesso che vediamo noi quando diciamoyi?
Mat dou gaa,  un cumulo di fandonie!
Ragionandoci, penso che anch'io protesterei se il termine sanscritoyavanao quello bengalijobanfossero tradotti con barbaro. Credo che Compton sia nel giusto quando dice che gli inglesi usano questo termine perch sono loro a vederci come barbari. Poich vogliono la guerra, sono in cerca di scuse, e anche una parola fa al caso loro.
Ma la battaglia di Humen ha avuto anche qualche conseguenza positiva per Compton. Ad esempio il commissario Lin presta adesso un'attenzione anche maggiore a tutto ci che concerne traduzione e raccolta d'informazioni, cos il ruolo di Zhong Lou-si si  molto rafforzato nei circoli ufficiali. Ci  motivo di grande orgoglio per Compton. Sente infatti che al suo mentore si  dato finalmente ci che gli  dovuto.
Secondo lui, l'oggetto degli studi di Zhong Lou-si, ovvero le questioni d'oltremare,  sempre stato sottovalutato o addirittura screditato. E molti dei suoi pari considerano disdicevole che lui non esiti a rivolgersi a marinai, armatori, mercanti, emigranti e gente simile: sono infatti categorie che la burocrazia cinese considera da sempre inaffidabili.
Perci il suo lavoro  stato a lungo ignorato. Se Zhong Lou-si  riuscito a proseguirlo, dice Compton,  solo perch si  guadagnato la fiducia di un ex governatore della provincia di Guangdong che nutriva uno specifico interesse per i mercanti stranieri e i loro paesi.  stato lui a offrire a Zhong Lou-si un lavoro in una nuova prestigiosa accademia di studi a Guangzhou, ed  l che Compton  entrato nella sua orbita.
Compton non appartiene al tipo di famiglia da cui di solito provengono studiosi e funzionari;  figlio di un fornitore navale ed  stato allevato sul Fiume delle Perle, a stretto contatto con marinai e uomini d'affari stranieri: loro gli hanno insegnato l'inglese, grazie a loro ha conosciuto i paesi d'oltremare, e a loro deve il suo nome inglese.
Ma Compton non  il solo ad aver imparato a conoscere il mondo cos: sulle sponde del Fiume delle Perle devono esserci migliaia e migliaia di persone che vivono di commercio e a stretto contatto con gli stranieri. E moltissimi di loro hanno parenti che si sono stabiliti oltremare, perci sono anch'essi al corrente di ci che accade negli altri paesi. Ma simili informazioni raramente raggiungono gli eruditi e i burocrati che reggono il timone di questo paese. Del resto la gente comune non ci tiene a farsi notare dalle autorit: cosa pu importargliene a loro di quel che i mandarini fanno del mondo? Compton dice che per secoli qui la gente ha tratto conforto dal pensiero chesaang gou wohng dai yuhn, le montagne sono alte e l'imperatore  lontano. Che senso avrebbe svegliare il can che dorme?
Immagino che le cose stessero pi o meno cos in Bengala e in Indostan all'epoca delle conquiste europee, e anche prima. I grandi eruditi e i funzionari avevano scarso interesse per il mondo, finch all'improvviso il mondo non si  sollevato e li ha divorati.
L'unica consolazione di Zachary per l'affronto subito al tiffin dei Doughty era il ricordo dello sguardo che Mrs Burnham gli aveva rivolto mentre se ne andava; non fosse stato per quella fuggevole occhiata, avrebbe cominciato a credere che la tenerezza della notte nel boudoir fosse frutto della sua fantasia, e di essere davvero un signor nessuno.
Fu sempre quel ricordo a metterlo in allerta qualche giorno dopo, quando un khidmutgar si present al budgerow con un vassoio di dolci giallo paglierino.
Ma perch glieli aveva mandati?
Bast qualche domanda per scoprire che si trattava di un dono per un'importante ricorrenza, in occasione della quale i domestici della magione avevano ottenuto dalla burra beebee uno speciale giorno di vacanza.
Era ovviamente impossibile rifiutare il vassoio, perci Zachary lo accett e lo port dentro. Lo pos sul tavolo e rimase a fissare i dolci, coperti da un argenteo foglio di carta.
Che significato aveva quel dono? Era un messaggio in codice? Il khidmutgar non aveva detto esplicitamente che veniva da Mrs Burnham, ma in quella casa non succedeva nulla senza che lei ne fosse al corrente.
And a sdraiarsi sul letto, chiuse gli occhi cos da non volgerli verso il boudoir, e cerc di non prestare ascolto ai rumori dei domestici che si riversavano fuori dalla tenuta.
Presto la casa sarebbe stata pressoch deserta...
Il pensiero gli era appena balenato in mente che gi cercava di scacciarlo. Quando ci si dimostr impossibile, decise che avrebbe fatto meglio ad allontanarsi dal budgerow e fare un giro in citt. Si mise in tasca le ultime monete e and a piedi fino a Kidderpore, dove si ferm in una bettola per marinai sulle banchine e spese un anna per un karibat e un bicchiere di grog leggero. Per far passare le ore, attacc bottone con degli sconosciuti, offrendo beveroni annacquati finch non si trov con le tasche vuote. Sarebbe volentieri rimasto fino all'alba, ma caso volle che le mescite chiudessero presto a causa della festa, e cos poco prima di mezzanotte era di ritorno al budgerow.
Ora la grande casa era avvolta nell'oscurit, e i domestici sembravano scomparsi, eccetto un paio di chowkidar che sonnecchiavano accanto al cancello. Zachary stava per imboccare lo scalandrone quando scorse un luccichio in lontananza. Guard ancora, ma stavolta non vide nulla. Gli venne il dubbio che un ladro si fosse intrufolato nella tenuta, e gli parve indispensabile andare a controllare. Prima che se ne rendesse conto, i piedi lo stavano portando verso la casa; si ripromise di dare solo una rapida occhiata per assicurarsi che fosse tutto a posto.
Il tratto che stava perlustrando era ancora fresco nella sua memoria. Scivol furtivo nell'ombra fino all'albero davanti al boudoir; ai margini delle tende tirate s'intravedeva la luce accesa.
Tracce di intrusi non ne aveva trovate, ma gi che era l tanto valeva assicurarsi che la porta di servizio fosse ben chiusa.
Avanz in punta di piedi lungo il bordo di ghiaia, pos una mano sul pomo e la porta si spalanc. All'interno, nello stesso posto della volta precedente, c'era una candela. La prese e tir il catenaccio.
Era troppo tardi per fermarsi. Sal silenziosamente le scale, sostando a respirare l'aria profumata della stanza della cipria prima di procedere verso l'inebriante luce dorata che veniva dal boudoir.
Lei era in piedi dall'altro lato del letto, con una semplice camicia da notte bianca, i riccioli castani sciolti sulle spalle e le braccia incrociate sul petto.
Si fissarono, poi lei disse sottovoce: Mr Reid... buonasera.
Buonasera, Mrs Burnham disse lui, e si affrett ad aggiungere: Volevo solo assicurarmi che fosse tutto a posto.
Molto premuroso da parte vostra.
Fece il giro del letto e gli si avvicin. Avete la camicia strappata, Mr Reid.
Lui abbass lo sguardo e vide che la punta del suo dito si era infilata nello strappo. Un istante dopo sent un'unghia sulla pelle, poi all'improvviso i loro corpi si avvinghiarono, abbandonandosi al sontuoso abbraccio delle lenzuola di seta e dei guanciali di piume.
Era come se le sue fantasie notturne avessero preso vita, diventando quasi troppo reali per essere vere: cos intenso era il piacere che quasi scord i timori che lo avevano assillato per tante settimane. Ma quelle ansie non potevano essere domate; ricomparvero senza preavviso, e a un tratto sent all'orecchio la voce di Mrs Burnham che esclamava sbigottita: Oh, ma che succede? Perch avete smesso? Vi siete gi soddisfatto?
No disse Zachary con voce roca. Non posso continuare, non devo...  troppo pericoloso. Dopo l'ultima volta avevo tanta paura che foste rimasta...
Lo attir a s e lo baci. Non avreste dovuto preoccuparvi gli sussurr all'orecchio. Era assolutamente sicuro.
Come fate a saperlo?
Per via del ciclo.
Grazie a Dio! Fu travolto da un'ondata di sollievo.
E per fortuna  sicuro anche adesso. Potete soddisfarvi quando e dove volete.
No. Scosse il capo con un sorrisetto. Non prima di voi.
Dopodich ci misero un po' a ritrovare il fiato per parlare, e fu solo quando lei si strinse a lui bisbigliandogli parole dolci che Zachary ricord il dolore patito in quelle settimane.
Ora che siamo a letto, Mrs Burnham, mi dite tutte queste belle cose sbott, ma quel giorno, dai Doughty, avete fatto finta di non conoscermi:  solo un carpentiere, avete detto, un signor nessuno.
Lei rialz la testa di scatto e protest a gran voce: Oh, come siete crudele a rinfacciarmelo! Non vi rendete conto di quanto  stato difficile per me? Non avete visto che avevo il terrore di tradirmi, come sarebbe sicuramente successo se vi avessi salutato? Augusta Swinhoe, che era seduta al mio fianco,  la pi famigerata impicciona della citt, nulla sfugge ai suoi occhi di lince.  stata lei a rovinare la povera Amelia Middleton: uno sguardo fortuito fra memsahib e khidmutgar durante una cena, e Augusta ha subito capito cosa c'era sotto. Nel giro di quindici giorni la povera Amelia  stata ripudiata dal marito e rispedita in Inghilterra. A quanto ne so, ha finito i suoi giorni in una casa di malaffare a Blackpool.
Zachary fremette. Dunque resteremo cos per sempre? Beebee e khidmutgar? Gentildonna e servitore?
Oh no, mio caro disse lei con un sorriso. Presto faremo di voi un sahib. Ma il prezzo  che nessuno ne sappia niente, altrimenti saremmo entrambi rovinati.
Lui gir la testa in modo da poterla guardare negli occhi. Quindi vi sbarazzerete di me?
Negli occhi di Mrs Burnham non ci furono tentennamenti. Oh, caro mio, lo sappiamo entrambi, no, che nessuno dei due  abbastanza forte da rinunciare all'altro? Avete fatto di me una donna debole e capricciosa, una vera somara, Mr Reid. L'unico pensiero che mi consola  che perlomeno vi sto aiutando a guarire dal vostro malanno.
Ma allora perch non curarmi per sempre? Perch non fuggite con me?
Oh, Mr Reid! rise lei. Adesso il somaro siete voi. Lo vedete da voi, credo, che il ruolo di amante di un servitore non mi si addice, n mi si addice vivere in un tugurio malsano. E poi, se mi aveste tutto il giorno per le mani vi stanchereste presto di me. In un paio di settimane fuggireste con una pollastra della vostra et, e cosa ne sarebbe di me? Finirei a fare la sgualdrina, ad adescare i clienti in un vicolo di donne perdute.
Gli carezz il viso. No, mio caro... prest verr il giorno in cui dovremo lasciarci per sempre. Quando succeder, ci incontreremo per un'ultima notte di follie, poi ci diremo addio e ciascuno andr per la sua strada.
Promesso?
S, certo.
E ancora una volta si avvinghiarono l'uno all'altra, e quando tornarono a sciogliersi era ormai quasi l'alba.
Lei scese dal letto mentre Zachary s'infilava le brache e, quando si fu messo anche la camicia, gli prese una mano e ci ficc dentro qualcosa. Aprendo il palmo, Zachary si trov a fissare tre grosse monete d'oro.
Che mi venga un canchero! Spalanc le dita lasciando cadere le monete sulle lenzuola umide e stropicciate. Queste non le posso accettare.
Perch no? Mrs Burnham raccolse le monete e si spost alle sue spalle. Passandogli le braccia intorno alla vita, premette il ventre contro la sua schiena. Un sahib ha bisogno di indumenti adeguati, no?
S, ma non  cos che intendo procurarmeli.
Cos allora? Gli infil una mano in tasca e lasci vagare le dita mentre le monete ci cadevano dentro una a una.
No... ferma! Cerc di tirarle via la mano, ma lei si teneva aggrappata all'inforcatura della gamba, e non mollava la presa.
 solo un prestito sussurr, facendogli guizzare la lingua sull'orecchio. Un giorno me li restituirete, quando sarete un ricco sahib.
Sar un ricco sahib?
Ma certo, insieme ci riusciremo. Sarete il sahib pi ricco e misterioso di tutti i tempi.
La mano di lei continuava ad armeggiare nella sua tasca, tanto che Zachary si scord delle monete. Voltandosi, la prese fra le braccia e la riport verso il letto.
No! strill lei. Dovete andare. Non c' tempo.
Avete ragione disse lui. Non c' tempo.
Ma prima che se ne andasse trascorsero ancora parecchi minuti, e solo quando fu di nuovo sul budgerow un tintinnio gli ricord le tre ghinee che aveva in tasca. Due le mise da parte, ma la terza la port l'indomani in citt, e si fece confezionare un bel vestito nuovo.
8.
Il viaggio che port Kesri e il capitano Mee da Rangpur a Calcutta richiese quasi due settimane, perlopi trascorse su un battello fluviale noleggiato per discendere il Brahmaputra.
Per Kesri quel viaggio fu un'occasione di riposo. Al lavoro necessario provvedevano i barcaioli, e lui aveva tempo libero in abbondanza. Il cibo era squisito; lo preparava un cuoco che faceva meraviglie col pesce appena pescato che compravano lungo il fiume, dimostrando che la reputazione culinaria dei barcaioli del Brahmaputra era del tutto meritata.
Il capitano Mee si era portato le consuete razioni da viaggio degli ufficiali, a base di carne sotto sale e gallette, e di solito a cucinare per lui era il suo domestico. Ma ben presto si stanc di quella dieta monotona e, avendo un debole per il karibat, lasci intendere a Kesri che non gli sarebbe dispiaciuto farne una scorpacciata di quando in quando. Se a bordo ci fossero stati altri ufficiali, per il capitano sarebbe stato arduo condividere il cibo con Kesri, ma quella era una buona occasione per trasgredire le leggi della sua casta, e lui ne approfitt ampiamente, non solo riguardo al cibo ma anche alle bevande: la sera, quando la barca era ormeggiata e la ciurma sottocoperta, condivideva volentieri con Kesri una bottiglia di birra delle sue scorte.
 solo perch siamo in mufti e non in uniforme, havildar... Mi raccomando, non una parola con nessuno!
No, signore.
Dell'estromissione di Kesri dal paltan non parlavano mai, ma a volte Kesri sentiva che il capitano, pur senza menzionare esplicitamente l'accaduto, cercava di esprimergli la sua solidariet.
Una sera stavano parlando di Londra, dove Mee era cresciuto ma era tornato un'unica volta dopo essersi trasferito in India, e mentre si abbandonava ai ricordi il capitano fece a Kesri una confessione che lo sbalord: gli raccont che suo padre, ormai defunto, era stato un bottegaio, un banyan, disse, con una risatina imbarazzata.
Kesri cap al volo perch non ne aveva mai fatto cenno: gli ufficiali inglesi, non meno dei sepoy, davano grande importanza alla casta degli uomini che accoglievano nei propri ranghi. Quasi tutti provenivano da famiglie di professionisti, latifondisti o militari, e si doveva alla loro rete di conoscenze se ottenevano le raccomandazioni e le lettere patenti necessarie per ricevere la nomina. Come avesse potuto farcela il figlio di un bottegaio, Kesri non riusciva a immaginarlo, ma quella confessione lo aiut a comprendere diverse cose che lo avevano sempre lasciato perplesso nell'uomo che un tempo era stato il suo butcha.
Gli torn in mente una sera di molti anni prima, quando Mee-sahib si era preso una sbronza colossale alla mensa ufficiali. All'epoca era un alfiere diciottenne, e Kesri, che era il suo attendente, aveva dovuto riportare il suo butcha agli alloggiamenti. Durante il tragitto, Mee-sahib si era messo a raccontare con voce impastata una storia confusa su come aveva cercato invano di entrare in un certo club di Calcutta: tutti gli altri alfieri e sottotenenti vi erano stati ammessi, lui solo era stato respinto. Kesri allora aveva compreso che in lui c'era qualcosa di particolare, forse qualcosa che riguardava le sue origini o la sua casta e lo distingueva dagli altri ufficiali.
Aveva vissuto il rifiuto del suo butcha da parte del club come un affronto personale: non ne parlava mai con nessuno e, ogni volta che fra gli uomini si nominava Mee, puntualizzava che era un khandaani aadmi, un uomo di buona famiglia, ben sapendo quanto tali considerazioni influissero sulla stima che i sepoy avevano dei propri ufficiali.
In quel periodo, il paltan era di stanza a Ranchi insieme a diversi altri battaglioni. Quella pittoresca cittadina fungeva all'epoca da base residenziale, e molti funzionari e ufficiali britannici avevano con s mogli e figli. Di conseguenza c'erano spesso feste, battute di caccia e burra-khana; quanto ai balli, erano cos frequenti da sfiancare le bande reggimentali.
Mee si era tuffato nel turbine mondano con tutta l'energia di un giovane alfiere vigoroso e socievole. Le informazioni sulle prodezze del suo butcha filtravano fino a Kesri di sepoy in sepoy, o attraverso i soldati di guardia ai circoli e alle mense oppure tramite i cuochi, i camerieri e i punkah-wallah che lavoravano nelle residenze degli ufficiali. Talvolta quelle notizie creavano problemi anche fra i sepoy: alcuni avevano un legame cos stretto coi propri butcha che una lite fra due sottufficiali rischiava di scatenare accesi alterchi anche fra i rispettivi attendenti.
Cos accadeva che a Kesri venissero rivolte benevole prese in giro sul conto di Mr Mee.
Arr Kesri, lo sai che combina il tuo sahib?
Quello sporcaccione ha sempre qualche ragazza per le mani.
Wu sawdhan na rahi to dikkat ho. Se non sta attento si mette nei guai.
Grazie a quelle insinuazioni, Kesri apprese che Mee faceva la corte alla missy-memsahib pi concupita di tutta la base: una ragazza molto seducente, alta, pettoruta, coi capelli fulvi, figlia di un generale di brigata che apparteneva a una delle pi insigni dinastie militari.
Quel corteggiamento poneva Kesri in una posizione delicata, perch si dava il caso che quella missy-mem la conoscesse anche lui. Quand'era ancora una recluta, una volta aveva scortato una spedizione di caccia organizzata da suo padre, il generale di brigata, ed era stato assegnato alla missy-mem come portatore di fucile. La ragazza, che aveva una buona mira, quel giorno aveva superato se stessa portandosi a casa una dozzina di anatre, e per qualche ragione aveva deciso di attribuirne il merito a Kesri, sostenendo che le aveva portato fortuna. Dopodich, ogni volta che il suo paltan si trovava in una base residenziale, insisteva per avere lui come portatore di fucile.
Durante le battute di caccia, Kesri sedeva dietro di lei nel roccolo e chiacchieravano. Essendo stata allevata da balie musulmane, la missy-mem parlava bene l'indostano: s'informava sul villaggio di Kesri, sulla sua famiglia e su come era arrivato ad arruolarsi nel Pacheesi. Lei era l'unica persona a cui avesse mai raccontato come Deeti l'aveva aiutato a scappare da Nayanpur.
Proprio la missy-mem l'aveva messo in contatto con Mee. Quando il nuovo alfiere si era unito al battaglione, era stata lei a chiedere a Kesri se gli sarebbe piaciuto fargli da attendente. Alla sua risposta affermativa, gli aveva promesso di mettere una buona parola per lui.
Kesri le era riconoscente, ma non immaginava che fra lei e Mee ci fosse qualcosa di diverso dalla consueta distaccata amicizia fra i subalterni e le figlie degli alti ufficiali. Tuttavia, quando a Ranchi le voci cominciarono a girare, si rese conto che la faccenda stava prendendo una piega preoccupante. Il suo butcha aveva scarse possibilit di ottenere la mano della missy-mem; non aveva soldi e non era nella posizione di sposarsi. Avendogli gi prestato parecchio denaro, Kesri lo sapeva bene. E poi la missy-mem aveva molti pretendenti, fra cui alcuni ottimi partiti. Di certo, per quanto concerneva il matrimonio la famiglia l'avrebbe costretta a fare quel che era meglio per il suo futuro.
Quando sentiva qualcuno spettegolare su Mr Mee e la missy-mem, Kesri lo liquidava dicendo che si trattava solo di un'amicizia, com'era normale fra i sahib e le mem; non significava niente. Ma sostenere quella posizione diventava sempre pi difficile: dopo ogni festa sentiva dire che la missy aveva concesso pi balli a Mee che a chiunque altro, arrivando addirittura a rifiutare alcuni alti ufficiali. Poi un giorno un cameriere gli bisbigli all'orecchio che, servendo la zuppa la sera prima, aveva visto Mee-sahib e la larki del generale che si tenevano per mano sotto il tavolo.
Qualche giorno dopo a Mee venne una febbre che lo tenne per un po' lontano dagli eventi mondani. Dopo una settimana Kesri fu convocato a casa del generale per accompagnare a caccia gli ospiti e la famiglia, e come sempre gli fu riservato il ruolo di portatore di fucile per la missy-mem. Quel giorno il gruppo dei cacciatori era molto nutrito, e lei era sempre circondata di gente. Ma non appena restarono soli per qualche istante, subito la missy-mem volle sapere come stava Mee, e se era curato a dovere. Poi gli fece scivolare in mano una spessa busta rosa e gli sussurr: Kesri Singh, per favore, puoi consegnargli questa? Mehrbani kar ke?
Kesri non poteva rifiutarsi. Lasci la busta sullo sgabello accanto al letto di Mee senza alcuna spiegazione. Non ne fecero mai parola, ma un giorno il servitore che stava spazzando la stanza and a dirgli che c'erano dei capelli sulla scrivania di Mr Mee, e voleva sapere se doveva buttarli via. Kesri and a dare un'occhiata e vide sopra la busta una ciocca fulva accuratamente legata con un nastro.
Cap subito che non ne sarebbe venuto niente di buono. A costo di prendersi una ramanzina, port a Mee la busta con dentro la ciocca di capelli, dicendogli che era pericoloso lasciare in giro cose simili, e che la gente gi mormorava. Come prevedibile, Mee lo copr di insulti invitandolo a farsi i fatti suoi e tenere le sue manacce lontano dalle sue cose.
Allora Kesri cap che il suo butcha era majnoon, pazzo d'amore, e pens che sarebbe stato meglio se avesse fatto come lui con Gulabi, scegliendosi una donna che poteva avere. Cos invece non ne sarebbero venuti che guai.
Non ci volle molto perch gli eventi precipitassero. Quell'anno fra gli ufficiali e le loro signore era in voga uno strano nuovo passatempo, probabilmente a imitazione di un'abitudine invalsa nella loro madrepatria. Si addentravano a cavallo nella giungla con cesti di cibo e bevande, stendevano a terra lenzuola e coperte e si sedevano a mangiare l, all'aperto. Per gli attendenti era una gran scocciatura doverli scortare per cacciar via i serpenti o addirittura tenere alla larga tigri ed elefanti, e trovavano assurdo quel capriccio di mangiare in un posto dove loro stessi rischiavano di essere mangiati dalle bestie feroci, ma gli ordini erano ordini, perci facevano quel che veniva detto loro.
Il peggio era badare ai cavalli, che costituivano un'esca per i leopardi e di conseguenza erano sempre agitati. Quel giorno Kesri stava proprio cercando di calmare un cavallo quando intravide Mr Mee e la missy-mem che s'inoltravano nella giungla. Si assentarono cos a lungo che i genitori di lei cominciarono a preoccuparsi e organizzarono una squadra di ricerca. Sapendo dov'erano andati, Kesri sgattaiol via e precedette gli altri gridando: Mee-sah'b! Mee-sah'b!
Poco dopo si sent rispondere, e vide venire verso di lui Mr Mee e la missy-mem. Erano scarmigliati e rossi in viso, e sulle prime Kesri lo attribu al fatto che si erano persi. Ma poi not sul viso della missy una luminosit inedita, e anche il colletto storto di Mee. Allora cap che fra loro era successo qualcosa. Cercando di bandire qualunque espressione dalla faccia, sussurr a Mee di raddrizzarsi il colletto.
Quando raggiunsero il resto del gruppo, i due avevano avuto il tempo di ricomporsi, e riuscirono a convincere gli altri di essersi semplicemente smarriti. Il resto della giornata trascorse senza incidenti, ma Kesri sapeva che non sarebbe finita l. Non lo sorprese scoprire, un paio di giorni dopo, che la missy era partita con la madre per Calcutta.
Sebbene lui e Mee non nominassero mai la ragazza, era chiaro che per il giovane alfiere la sua partenza era stata un brutto colpo. Il bichhanadar che gli rifaceva il letto trovava spesso le sue lettere sotto il cuscino, e a volte Kesri sorprendeva il suo butcha solo e sconsolato nella sua stanza, con la testa riversa sulla scrivania.
Fu lieto quando il battaglione ricevette l'ordine di tornare a Barrackpore; pensava che a Mee il cambiamento di scena avrebbe giovato. Ma all'arrivo appresero che la figlia del jarnail-sahib era in procinto di sposarsi con un ricco mercante inglese di Calcutta.
Il giorno del matrimonio gli alloggi degli ufficiali erano deserti perch tutti erano andati alla cerimonia. Solo Mee era rimasto, e girava voce che non fosse stato invitato.
La mattina dopo Kesri vide che il bichhanadar aveva messo ad asciugare al sole il cuscino di Mee; lo tocc e si rese conto che era zuppo.
La base di Barrackpore era cos grande che aveva un'apposita infermeria dove ci si assicurava che le ragazze da bazar a disposizione di soldati e ufficiali bianchi non avessero malattie veneree, e di quando in quando Mee aveva frequentato il bordello militare per gli europei nel bazar della base. Quella sera Kesri trov il modo di dirgli che era appena arrivata una ragazza nuova molto carina. Di solito riconoscente per quel tipo di informazioni, stavolta Mee lo zitt in malo modo.
Kesri cap che dentro di s Mee ribolliva di rabbia, non solo perch aveva perso la missy-mem, ma anche perch era stato umiliato di fronte agli altri ufficiali. Sapendo che testa calda fosse il suo butcha, temeva che un'esplosione fosse inevitabile, e in effetti non ci volle molto prima che si verificasse. Una sera un cameriere corse ad avvertire Kesri che Mee era stato coinvolto in una rissa fra ubriachi alla mensa ufficiali: aveva sentito di straforo un ufficiale che sparlava di lui col peggiore linguaggio possibile e l'aveva sfidato a duello.
Kesri non poteva che solidarizzare con lui. Essere chiamato bastardo o porco per scherzo era una cosa, ma qualunque soldato sapeva che insulti come haramzada e soowar-ka-baccha, se rivolti con intenzioni serie, dovevano essere lavati col sangue; solo un codardo avrebbe mancato di difendere il proprio izzat. Cos la situazione in un modo o nell'altro si sarebbe risolta e, comunque andasse a finire, sarebbe stato meglio che spargere lacrime solitarie su una donna irraggiungibile.
Gli dispiaceva soltanto che il duello si combattesse con le pistole: se l'arma prescelta fosse stata la spada, il suo butcha avrebbe vinto di sicuro. Non che fosse un cattivo tiratore, ma con le armi da fuoco contava molto la fortuna, soprattutto se chi sparava era sovraeccitato, come probabilmente sarebbe stato Mee.
E in effetti quando torn nelle sue stanze Mee era agitatissimo. Poich se lo aspettava, Kesri aveva gi escogitato un rimedio. Gli porse un bicchiere e gli disse di berlo: avrebbe dormito bene e al suo risveglio avrebbe avuto la mano ferma.
Cos'? chiese lui.
Sharbat, con afeem.
Del duello non fecero parola, del resto non ce n'era bisogno. Dopo che Mee ebbe bevuto lo sharbat, Kesri and a prendere le pistole, le avvolse in un panno di velluto, le port nella propria baracca e dedic parecchie ore a pulirle e oliarle. Poi, com'era consuetudine prima di una battaglia, le port al tempio reggimentale, le pos ai piedi della divinit e le fece benedire dal purohit. La mattina, dopo aver riconsegnato le armi a Mee, intinse la punta del mignolo in una ciotola di vermiglio e gli tracci una tikka sulla tempia. Mee non fece obiezioni, ma si assicur che restasse ben nascosta dai capelli.
Quando venne l'ora, e i secondi di Mee si presentarono per condurlo al luogo del duello, Kesri fu lieto di vedere il suo butcha perfettamente calmo, addirittura allegro. Adesso era lui ad avere paura, molto pi che se gli fosse toccato battersi di persona. Gli tremavano le mani quando si un alla moltitudine che assisteva tenendosi a una certa distanza.
I duelli tra gli ufficiali non erano insoliti, sebbene gli alti comandi li disapprovassero. Kesri vi aveva gi assistito, ma stavolta, quando fu dato il segnale di fare fuoco, chiuse gli occhi. Solo quando gli uomini intorno a lui cominciarono a dargli pacche sulle spalle cap che il suo butcha aveva vinto, e nel modo migliore possibile, non uccidendo l'avversario ma ferendolo soltanto.
Il duello ebbe un effetto lenitivo su Mr Mee, restituendogli il suo senso dell'onore e liberandolo da un poco di rabbia e angoscia. Ma le ripercussioni di quell'episodio l'avrebbero perseguitato per anni, facendo s che, nonostante le sue qualit di ufficiale, le promozioni per lui tardassero sempre a venire.
La relazione con la figlia del generale aveva prodotto un effetto duraturo anche sulla sua vita privata. Kesri non dubitava che fosse quello il motivo principale per cui non si era mai sposato. Immaginava che, sparita dalla circolazione lei, Mee avrebbe cominciato a correre dietro a qualche altra missy o memsahib. Invece no. Durante i trasferimenti talvolta andava con le ragazze di Gulabi; alla base, se aveva bisogno di sollazzarsi un po', come diceva lui, faceva visita al bordello militare. Ma non dava segno di voler prendere moglie, il che di per s non era insolito, dato che molti ufficiali inglesi rimandavano il matrimonio fino a dopo i quarant'anni. Nel suo caso per il celibato aveva un sapore diverso; Mee era ancora ossessionato dalla missy perduta. Kesri l'aveva capito perch una volta era al suo fianco quando in una schermaglia era rimasto ferito al torace. Pi tardi, mentre il personale medico cercava di levargli la giubba, dalla tasca interna era caduta una busta. Kesri aveva subito visto che conteneva una lettera della missy; evidentemente Mee se la portava in battaglia per tenerla vicino al cuore.
Da allora nella vita del capitano si era insinuata una persistente malinconia. La spensierata esuberanza della giovinezza era stata rimpiazzata dalla rassegnazione e dal risentimento. Sembrava rincuorarlo solo il legame coi sepoy.
Kesri s'intristiva al pensiero di come avrebbero potuto essere diverse la vita e la carriera del suo butcha se non fosse stato per quella sventurata relazione. Ma non ne parlavano mai, nemmeno durante il lungo viaggio da Rangpur a Calcutta, quando si trovavano a conversare pi come amici che come ufficiale e sepoy. Ovviamente il capitano non trascurava di informarsi riguardo alla moglie e ai figli di Kesri, e se Mee fosse stato sposato, lui avrebbe fatto lo stesso. Ma era diverso: la famiglia di un uomo sposato era un terreno sicuro, quell'altra cosa no.
L'ultimo giorno di viaggio, il capitano disse: Allora, havildar, che progetti hai per quando torneremo da questa spedizione? Pensi di fare domanda per la pensione e tornare dalla tua famiglia?
Sissignore.
Allora Mee gli fece una confidenza non del tutto inattesa. Sai, havildar, quasi quasi faccio domanda anch'io disse. Ho l'impressione che il Pacheesi non sia stato un buon posto nemmeno per me.
Dopo il secondo appuntamento con Mrs Burnham, il senso di colpa di Zachary si fece molto meno opprimente: non che se ne fosse sbarazzato, ma il desiderio di tornare nel boudoir era tale che se ne preoccupava meno.
Il successivo incontro, tuttavia, fu preceduto da una lunga, quasi intollerabile attesa. Passarono due intere settimane prima che gli arrivasse un messaggio, nascosto dentro un ponderoso tomo di sermoni: consisteva di una sola, criptica annotazione su un pezzetto di carta: 12. Era evidentemente una data, ed era da l a due giorni.
In vista dell'appuntamento, Zachary studi con cura le abitudini dei chowkidar e dei durwan che vigilavano sulla tenuta; impar a riconoscerne i passi e a seguire con lo sguardo il bagliore delle lanterne. Cos, quando giunse la sera del 12, li evit agevolmente. Non era stato difficile, disse poi a Mrs Burnham. Ormai sapeva come muoversi nei giardini senza che i guardiani si accorgessero di nulla.
La sua sicurezza accrebbe la fiducia di lei, e presero a vedersi pi spesso. Invece di scambiarsi messaggi, stabilivano la data prima di salutarsi. N si preoccupavano pi che ci fossero o meno i domestici, visto che Zachary s'intrufolava in casa nel cuore della notte e a quell'ora il giardino era deserto. Pi la sua familiarit coi luoghi aumentava, pi riusciva ad approfittare di qualunque copertura, incluse le brume invernali che nelle ore notturne spesso salivano a banchi dal fiume.
La maggiore assiduit dei loro convegni amorosi non diminu in alcun modo la sua bramosia. Ogni appuntamento era una nuova avventura; ogni incontro sembrava evocare una donna nuova, una creatura cos diversa dalla Mrs Burnham di un tempo che Zachary non ne avrebbe neppure immaginato l'esistenza, se il loro rapporto non avesse preso quella piega inaspettata. Sapeva per che in quanto era accaduto tra loro non c'era nulla di accidentale. Il suo corpo aveva infatti intuito qualcosa di cui la sua mente non era consapevole: dentro il guscio d'acciaio della beebee di Bethel si nascondeva una creatura diversa, stravagante e capricciosa, una donna di straordinaria inventiva, non solo col corpo ma anche con le parole.
Una notte fu sorpreso da un acquazzone e arriv in cima alla scala completamente fradicio. Mrs Burnham lo aspettava nella goozle-connah. Oh, mio caro, guardate, gocciolate dappertutto. State fermo che vi tolgo jamma e jangiah.
Dopo averlo spogliato, lo fece sedere sul bordo della vasca e si inginocchi tra le sue cosce divaricate. Poi si tir su la camicia, ne drappeggi l'orlo intorno alle sue gambe e gli si strinse al ventre. Con un mormorio affettuoso, cominci ad asciugargli la testa e le spalle con un asciugamano, tenendolo ancora pi stretto mentre si protendeva a strofinargli la schiena. All'improvviso, guardando attraverso lo scollo sbottonato della camicia da notte emise un gridolino: Oh, cosa vedo! Un topee! Un ardito piccolo havildar si  arrampicato sul per il mio seno e cerca di sbirciare sopra il nullah! Oh, ma guarda!  fradicio anche sotto il casco!
Adorava stuzzicarlo con parole insolite ed espressioni curiose. Tuttavia, per quanto intimamente i loro corpi si esplorassero, per quanto indulgessero nel soddisfare i reciproci desideri, c'erano formalit sulle quali non transigeva: anche quando l'organo che aveva ribattezzato pomposo sepoy era saldamente trincerato dentro di lei, il di lui signore e padrone restava Mr Reid, il segatore, e lei rimaneva Mrs Burnham, la beebee di Bethel.
Una volta, quando la scossa stava arrivando come lei amava dire, lui percep il sopraggiungere del fremito e la incalz: Godi, Cathy, godi! Non risparmiarti!
Quelle sillabe non gli erano ancora uscite di bocca che gi lei s'irrigidiva, ogni fremito scomparso.
Come? Com' che mi avete chiamata?
Cathy.
No, mio caro, no! ribatt lei, torcendo i fianchi in modo da disarcionare bruscamente il sepoy.
Io per voi sono e devo restare Mrs Burnham, e voi per me sarete sempre e solo Mr Reid. Se scivoliamo in Zac e Cathy in privato, state pur certo che prima o poi la nostra lingua ci tender un tranello anche quando siamo in compagnia.  cos che si  scoperto che la povera Julia Fairlie se la faceva col palafreniere. Quando mai si  sentito uno stalliere chiamare Julie la sua memsahib, come ha fatto quel disgraziato ooloo mentre l'aiutava a montare in sella? E cos  venuto fuori che cavalcavano, s, ma senza cavalli, e in men che non si dica la povera Julia  stata chiusa in manicomio, e tutto perch aveva permesso a uno sciocco stalliere di prendersi troppa libert con due sillabe. No, caro, non ne vale la pena. Mrs Burnham e Mr Reid siamo, e tali resteremo.
Se Zachary l'assecondava non era solo perch accettava quel ragionamento, ma anche perch c'era qualcosa di incredibilmente sensuale nel sentirla gemere dopo che una scossa era passata: Oh, Mr Reid, Mr Reid! Avete fatto una gelatina della vostra povera Mrs Burnham!
L'invocazione del cognome maritale rammentava a entrambi che i loro erano piaceri rubati, adulterini, con ci sottintendendo che l'inibizione era fuori luogo e l'autocontrollo assurdo: era un crimine cos mortalmente serio, il loro, che lo si poteva esorcizzare solo con la frivolezza, come quando lei, con un giocoso strattone, gridava: Ora  il mio turno di suonare il vostro batacchio.
Dispiegava quelle sequenze di parole come se calasse abilmente un amo, canzonandolo e istigandolo a osare di pi nell'arte del corpo a corpo.
Oh, Mr Reid, non dubito che sia un piacere essere un giovanotto della vostra et, con un lathi sempre pronto a essere brandito, e non nego che un dumbpoke sia una bella cosa, da non disprezzare. Ma vedete, mio caro segatore, un modesto stufato all'antica lo si pu di tanto in tanto insaporire con un po' di chutney.
Non vi seguo, Mrs Burnham brontolava lui.
Non mi direte che non avete mai sentito parlare di alaggio?
Intendete l'alaggio di una barca?
No, mio ingenuo puledro! disse lei ridendo. In India, l'alaggio  quello che si fa con la... e s'insinu fra le sue labbra mordicchiandogli la punta della lingua.
Avviarono cos una nuova serie di esplorazioni, in cui Zachary si rivel un novellino che si muoveva con la goffaggine di un orso. Oh no, mio caro, no! Non state masticando un chichky di spinaci, e neanche tirando un amo! Fare un chutney, tesoro, non  uno sport sanguinario.
I capricci di Mrs Burnham stimolavano in lui il desiderio di compiacerla, e la miscela di severit e tenerezza che gli riservava era pi eccitante di qualunque parola d'amore. La notte in cui i suoi tentativi di alaggio provocarono finalmente la scossa, il cuore gli si gonfi d'orgoglio sentendola dire: Mi stupisco, mio caro, di quanto rapidamente siete giunto a padroneggiare l'arte del gamahuche!
Quelle burle lo incantavano, ed era insieme sconcertato e affascinato dal fatto che lei rifiutasse di prenderlo sul serio. Poich le attribuiva un'illimitata esperienza in materia amorosa, riteneva giusto essere trattato come un neofita. Ma anche in lei c'era una certa innocenza, e a volte, mentre esplorava il suo corpo, tradiva un'ingenuit che lo stupiva.
Una notte, mentre si trastullava col pomposo addormentato celiando sul suo docile fascino, Zachary si spazient: Ma insomma, Mrs Burnham! Siete sposata e avete avuto una figlia. Non sar la prima volta che maneggiate un ca...
Lei gli pos una mano sulla bocca prima che potesse finire la parola.
No, caro, questo no lo interruppe. Niente volgarit qui. Una donna pu essere scurrile con le altre donne, e un uomo con gli uomini, ma mai l'una con l'altro.
E perch no? chiese lui. Perch non dovremmo usare le parole che tutti usano? Perch non dovremmo chiamare le cose coi nomi consueti, come fanno gli altri?
La risposta di lei fu pronta e decisa: Precisamente per questo, caro Mr Reid. Perch tutti lo fanno, e noi non siamo tutti, siamo voi e io; nessuno  come noi, e noi non siamo come tutti. Perch dovremmo prendere in prestito le parole da altri, quando possiamo usare le nostre?
Ma non  giusto, Mrs Burnham protest lui. Non sono mai stato bravo a scovare parole. Come faccio a stare al passo con voi?
Stupidaggini! disse lei, accompagnando l'esclamazione con un guizzo delle dita. Siete un marinaio! Come potete dirvi a corto di parole!
Benissimo allora, Mrs Burnham replic lui. Vi rifaccio la domanda nella lingua dei marinai. Siete una donna sposata e avete la patente da ufficiale da molti anni. Ignorate forse come sono fatti l'albero e i masconi di un uomo?
Vi prego, Mr Reid! ridacchi lei. Non penserete che due coniugi rispettabili siano cos impudichi da togliersi tutti gli abiti e vagabondare con le mani come facciamo voi e io! Se  cos, vi ingannate. Posso assicurarvi che per la maggior parte delle mogli e dei mariti l'accoppiamento  solo questione di lasciar cadere il biglietto in buca: lo si fa sollevando alla svelta la camicia da notte, e anche quello dopo aver soffiato sulle candele.
Ma senza dubbio quando eravate appena sposata...
No, Mr Reid, siete di nuovo fuori strada disse lei con un sospiro. Il mio non  stato quel tipo di matrimonio; la mia unione con Mr Burnham aveva molteplici scopi, ma non contemplava il piacere. Io avevo diciott'anni e lui quindici di pi: cercava rispettabilit e un'entratura in ambienti che gli erano preclusi. Mio padre, come vi ho detto, era un generale di brigata della Bengal Native Infantry, e poteva aprirgli molte porte. Il mio caro pap, come molti militari, era imprevidente e pieno di debiti. Lui e la mamma riponevano ogni speranza in un mio brillante matrimonio; l'unione con Mr Burnham non era propriamente tale, ma lui era comunque un uomo di successo, come si suol dire, ed era gi un nababbo. Fece ai miei genitori una proposta molto generosa.
C'era nella sua voce una nota di fiducia che Zachary non aveva mai colto prima; era come se fosse stato finalmente accolto in un recesso ancora pi intimo e recondito di quelli che aveva gi esplorato. Ansioso di saperne di pi, chiese: Non c'era dunque nessun sentimento tra voi e Mr Burnham? Nessun affetto?
Lei gli rivolse uno dei suoi sorrisetti ironici facendogli il solletico sotto il mento, come se fosse stato un bambino. Ma cosa dobbiamo fare con voi, Mr Reid? gli disse. Non lo sapete che una memsahib non pu permettere che i sentimenti intralcino la sua carriera? I sentimenti vanno bene per le lavandaie e le sgualdrine, non per donne come noi: questo mi ha insegnato mia madre e questo insegner a mia figlia. E non  sbagliato, sapete. Dopotutto non si pu vivere d'amore, e la mia non  una vita infelice. Mr Burnham non mi chiede altro che frequentare gli ambienti giusti e amministrare la casa come si conviene a una pukka beebee. A parte ci posso regolarmi come meglio credo. Perch io non dovrei concedere a lui le medesime licenze?
Dunque eravate informata insistette Zachary di come s'intratteneva con ragazze come Paulette?
No! disse brusca. Avevo dei sospetti, ma non indagavo pi di tanto, e se volete sapere perch posso anche spiegarvelo.
Perch?
Perch neanch'io sono stata la migliore delle mogli.
Zachary si gir su un fianco e la fiss con uno sguardo interrogativo: Cosa intendete?
Ve lo dir, se volete saperlo disse. Risale alla mia prima notte di nozze. Quando Mr Burnham si avvicin al mio letto, fui presa da un tale terrore che svenni. E non fu l'unica volta, cadevo in deliquio ogni volta che cercava di abbracciarmi. Accadeva cos spesso che si decise che avevo bisogno di cure. Fui visitata dal miglior medico inglese della citt, il quale mi diagnostic una frigidit provocata dall'isteria e da altri disturbi nervosi. Ci vollero anni di trattamenti prima che riuscissi a concepire una figlia; basti dire che da allora Mr Burnham ha finito per accettare che io sia per certi aspetti un'invalida, e a modo suo  stato comprensivo. Io, per parte mia, davo per scontato che avesse le sue valvole di sfogo, come tutti gli uomini, ma non avrei mai immaginato che fossero del tipo che Paulette vi ha descritto.
E allora cosa pensavate?
Ma lei aveva gi cambiato umore, e lo zitt mostrandogli scherzosamente il pugno. Oggi il mio piccolo segatore  piuttosto indiscreto, dico bene, Mr Reid? Confesso che preferirei rispondere al vostro sepoy piuttosto che a voi.
Quel rifiuto lo fer; era come se gli avesse sbattuto la porta in faccia. Si sottrasse al suo abbraccio e agguant i calzoni. Non dovrete rispondere a nessuno dei due, Mrs Burnham.  tardi e noi dobbiamo andare, perci vi auguriamo la buona notte.
Mentre si allontanava, lei cerc di mettergli in tasca qualche moneta, come faceva sempre, ma lui le scost bruscamente la mano. No, signora disse. Mi insultate, se pensate che preferisca essere pagato in monete d'argento piuttosto che con poche parole sincere.
Senza attendere una risposta, si precipit gi per le scale.
Per diverse settimane, al centro dei pensieri di Shireen ci fu il viaggio proposto da Zadig. Il desiderio di andare era cos forte da costituire di per s una ragione per interrogarsi sulle proprie motivazioni. Voleva forse allontanarsi da casa? O nutriva una volgare curiosit sul figlio di suo marito? O semplicemente desiderava rivedere Zadig?
Continuava a rimuginare su quelle domande, che alimentavano ulteriori dubbi. Le obiezioni della famiglia sarebbero state davvero insormontabili come immaginava? O erano principalmente frutto delle sue congetture, come aveva detto Zadig Bey?
Il solo modo di scoprirlo era fare un tentativo.
Un giorno, all'inizio di dicembre, pass a trovarla Vico. Parlando con lui, all'improvviso Shireen prese una decisione.
Vico, disse. Ho deciso. Andr in Cina.
Davvero, bibiji?
Non fece alcuno sforzo per mascherare il proprio scetticismo. E cosa diranno i vostri fratelli?
Infastidita da quella domanda, Shireen rispose: Sentite, Vico, non sono una bambina. Come potrebbero impedirmi di partire se  ci che voglio? Non c' nulla di scandaloso nel fatto che una vedova si rechi sulla tomba del marito. E poi, quando li metter al corrente della possibilit di recuperare gli investimenti di Bahram, capiranno. Pu darsi che non approvino, ma capiscono il valore del denaro.
E le vostre figlie?
Senza dubbio si preoccuperanno della mia incolumit. Ma sapendo che avr un'accompagnatrice saranno pi tranquille.  vero, no, che anche Rosa vorrebbe partire?
S, bibiji, ma dovrete pagarle il passaggio e le spese. Non sar poca cosa.
Ho pensato anche a questo, Vico. Aspettate.
And nella sua stanza e torn con la cassetta dei gioielli.
Guardate, Vico, questi li avevo tenuti per me. Pensate che basteranno a coprire i costi del viaggio?
Vico prese alcuni di quei monili e li soppes nel palmo della mano.
Questi vi frutteranno parecchio denaro, bibiji, disse. Certo abbastanza per il vostro passaggio e anche per quello di Rosa. Ma pensateci bene, volete davvero rinunciarci per questo viaggio?
S, Vico, perch se le cose si sistemano ne sar valsa la pena.
Shireen sentiva che Vico non era ancora convinto, cos tagli corto: Comunque per ora tenetelo per voi, Vico. Lasciate che ci ragioni sopra.
Certo, bibiji.  una grossa decisione.
Quella notte Shireen non chiuse occhio, non riusciva a far altro che pensare al modo di presentare il suo piano alla famiglia.
Aveva bisogno quanto meno del consenso dei fratelli, se voleva andare in Cina: la loro posizione nella societ e nell'ambiente commerciale di Bombay era tale che nessun armatore le avrebbe assicurato un passaggio se si fosse saputo che loro erano contrari. L'unica alternativa sarebbe stata andarsene in segreto, ma era uno stratagemma che Shireen non prendeva neppure in considerazione: se fosse partita, l'avrebbe fatto apertamente, e in modo tale da mettere a tacere i ficcanaso e i bak-bak-wala di Bombay. Non sarebbe stato facile, questo no, perch non appena si fosse saputo che la sorella dei Mistrie rimasta vedova si apprestava ad andare in Cina da sola, una possente raffica d'inquietudine avrebbe spazzato gli interni in purdah delle grandi magioni cittadine.
Dopo averci molto riflettuto, Shireen decise che un qualche scandalo era probabilmente inevitabile. Ma se la famiglia avesse formato un fronte unito, non ci sarebbero state gravi conseguenze, ne sarebbero usciti indenni. Si poteva perfino presentare la cosa in una luce positiva, dimostrando al mondo che i Mistrie, gi pionieri dell'industria, anticipavano i loro pari anche sotto altri aspetti.
Ma come convincere le figlie e i fratelli? Come ottenere ci che voleva senza provocare fratture nella famiglia?
Shireen vedeva tali e tanti ostacoli che dovette rammentare a se stessa una delle massime del suo defunto padre: per affondare una barca non c' bisogno di squarciarne tutto il fondo; basta rimuovere poche tavole, a una a una.
Le tavole pi importanti della sua barca, decise, erano le figlie. Se fosse riuscita a conquistarne l'appoggio sarebbe stato assai pi semplice persuadere i fratelli. Per sapeva che convincere le figlie sarebbe stato pi arduo; si sarebbero opposte sia per il timore dei pericoli cui sarebbe andata incontro sia perch dopo la bancarotta del padre avevano sviluppato un vero terrore degli scandali.
Shireen si stava ancora chiedendo come affrontare l'argomento quando il destino le offr un'occasione inattesa. Una sera in cui le figlie erano sue ospiti a cena insieme ai mariti, la conversazione vir spontaneamente verso la Cina. Uno dei generi accenn a un vertice segreto dei pi importanti armatori di Bombay. Venne fuori che l'altro genero sapeva esattamente che cosa stava succedendo: i pi ricchi uomini d'affari della citt facevano a gara per offrire sostegno alla spedizione britannica in Cina. Erano state promesse migliaia di rupie, con interessi molto vantaggiosi, e diversi armatori avevano offerto al governo coloniale le loro migliori navi per il trasporto truppe. Era ovviamente sottinteso che i maggiori finanziatori dello sforzo bellico britannico sarebbero stati i primi a essere risarciti quando si fossero ottenuti dal governo cinese gli indennizzi per l'oppio confiscato.
Pur non aggiungendo nulla alla conversazione, Shireen si accert che le figlie smettessero di occuparsi dei bambini e ascoltassero quello che gli uomini stavano dicendo. Pi tardi, quando rimase sola con le due ragazze, disse: Avete sentito di cosa parlavano i vostri mariti a tavola?
Le ragazze annuirono distratte: Qualcosa a proposito di compensazioni, in Cina?
Gi, disse Shireen. Vico dice che i risarcimenti verranno pagati, la nostra quota dovrebbe ammontare a due lakh di dollari spagnoli.
Quella cifra le fece sobbalzare, e Shireen lasci che assimilassero l'informazione, poi aggiunse: Ma Vico dice che noi non otterremo niente, a meno che...
A meno che?
Shireen trasse un profondo respiro ed esclam: A meno che non vada in Cina io stessa!
Tu? Perch tu?
Kain ke, disse Shireen. Perch buona parte del denaro investito nell'ultimo carico d'oppio di vostro padre era mio, veniva dalla mia eredit. Ma se voglio provarlo devo andarci di persona. Vico dice che il capitano Elliot conosceva vostro padre; e che se ci vado e mi rivolgo direttamente a lui sar comprensivo, e che anche gli amici di vostro padre alla Camera di commercio di Canton mi sosterranno.
Ma perch devi andarci di persona? Il denaro non ci verr dato comunque?
No, disse Shireen. Su questo non possiamo contare.
Spieg che il denaro che lei aveva dato a Bahram era considerato propriet comune, e quindi parte del patrimonio del marito. Di conseguenza loro sarebbero stati gli ultimi a essere risarciti. Ma se lei fosse stata presente al momento del saldo degli indennizzi, gli amici della Camera di commercio avrebbero fatto in modo che fosse trattata come ogni altro investitore; e in quel caso, chiss, forse sarebbe stata addirittura la prima a essere risarcita.
Le ragazze riflettevano mordicchiandosi le labbra, e ci vollero parecchi minuti prima che cominciassero a esprimere le loro obiezioni.
Ma per andare laggi e tornare impiegherai pi di un anno!
Ne ahenu bhav su? Quanto coster?
Shireen and a prendere la cassetta dei gioielli e la apr.
Guardate, disse alle figlie, mi restano un po' dei miei sun-nu, i monili d'oro che ho ricevuto per il matrimonio. Li avevo tenuti per voi, ma non pensate che sia molto meglio se li vendo e uso i soldi per questo viaggio? Renderanno dieci volte tanto.
Le ragazze si scambiavano brevi occhiate tormentandosi le nocche.
Ma cosa dir la gente?
Una donna della tua et, una vedova... che viaggia da sola.
Shireen le ascolt quietamente, tenendo gli occhi bassi. Quando ebbero finito, disse: Non si tratta solo dei soldi, vorrei anche recarmi sulla tomba di vostro padre prima di morire. Chi potrebbe fare obiezioni?
Avendo piantato il seme, lo lasci germogliare, senza tornare sull'argomento per quella sera.
Qualche giorno dopo, Vico venne a dirle che aveva ricevuto una lettera da Zadig Bey: aveva concluso i preparativi per il viaggio in Cina e si sarebbe imbarcato sulla Hind, una nave di propriet di Mr Benjamin Burnham.
Mr Burnham? chiese Shireen. Non  lui che ha comprato la nostra Anahita?
Proprio cos, bibiji, disse Vico. E Mr Burnham era anche collega di vostro marito nel Comitato della Camera di commercio di Canton. Zadig Bey non dubita che Mr Burnham vi troverebbe una cabina a condizioni molte vantaggiose, se fosse informato delle circostanze.  pronto a occuparsi di tutto, non aspetta che una parola da parte vostra.
Avendogli gi detto che aveva deciso di partire, ora Shireen non poteva tirarsi indietro. D'accordo, Vico, disse. Potete scrivere a Zadig Bey. Ho incontrato i Burnham una volta che erano in visita a Bombay, credo che si ricordino di me. Ditegli pure di procedere coi preparativi. In un modo o nell'altro la mia famiglia la convincer.
Una volta pronunciate, quelle audaci parole la resero ancora pi risoluta: sapeva che la strada da percorrere restava lunga, ma gli ostacoli sembravano ora un po' meno insormontabili. E soprattutto, il semplice fatto di avere uno scopo da raggiungere le dava un'energia che non sentiva da anni. La trama e i colori del mondo intorno a lei parvero cambiare, e cose di cui fino a quel momento poco si occupava - affari, finanza e politica - le parvero tutt'a un tratto di estremo interesse.
Era come se un colpo di vento avesse aperto le tende del purdah che segregavano il suo mondo, spazzando via decenni di polvere e ragnatele.
16 dicembre 1839
Honam
Stamattina, quando sono arrivato alla stamperia, Compton mi ha accolto con un largo sorriso.Naah Ah Neel!Ascolta Neel... devi venire con me dallo yum-chae!
Sulle prime ho pensato a uno scherzo.Gaai choi, ho detto. Non dire cavolate.
Si  messo a ridere.Leih jaan.Dico davvero, oggi vedrai il commissario Lin.Faai di laa!Forza, sbrigati!
A quanto pare dovevo quell'occasione alSunda, un veliero inglese affondato qualche tempo prima al largo della costa di Hainan. C'erano quindici sopravvissuti, tra cui un ragazzo. Erano perlopi sudditi inglesi, e per ordine del commissario Lin erano stati trattati molto bene. Una scorta ufficiale li aveva condotti da Hainan a Guangzhou e da allora erano ospiti nella factory americana. Torneranno quanto prima in Inghilterra.
Un paio di giorni fa il commissario Lin ha chiesto di conoscere i sopravvissuti. Cos si  organizzato un incontro in un tempio all'interno delle mura. Ho avuto il permesso di partecipare su richiesta di Zhong Lou-si.
Se quella mattina, svegliandomi, qualcuno mi avesse detto che di l a poco avrei messo piede nella citt fortificata, non ci avrei creduto: gli stranieri non vengono quasi mai autorizzati a entrarci, e da molto tempo avevo rinunciato all'idea di varcarne le porte. N mi ero mai trovato in presenza del commissario Lin, lo avevo sempre visto solo da lontano. La prospettiva di un darshan ravvicinato mi rendeva euforico.
Compton e io siamo andati alla porta sudoccidentale, dov'era gi riunito un discreto gruppo di persone. Tra gli stranieri c'erano una decina di sopravvissuti delSundae parecchi mercanti americani, tra i quali Mr Delano e Mr Coolidge. Tra i cinesi c'erano alcuni mandarini e alcuni mercanti della Co-Hong.
Ai miei occhi, i membri pi interessanti del gruppo erano i traduttori personali del commissario Lin: ne avevo molto sentito parlare da Compton, ma non li avevo mai incontrati perch vivono e lavorano dentro la citt fortificata.
Il pi eminente  Yuan Dehui: uomo tranquillo, affabile, ha studiato al collegio anglo-cinese di Malacca e ha vissuto molti anni in Inghilterra. Adesso occupa un posto di decano a Beijing e si trova a Guangzhou su espressa richiesta del commissario. Poi c' Lieaou Ah See, un uomo d'aspetto erudito il cui nome inglese  William Botelho:  uno dei primi cinesi che si sono formati negli Stati Uniti, ha studiato in Connecticut e a Philadelphia. Un altro membro del gruppo, Liang Jinde,  poco pi che un adolescente, figlio di uno dei primi convertiti al protestantesimo. Infine c' Ya Meng, di padre cinese e madre bengalese: attempato e curvo, ha vissuto molti anni alla Missione di Serampore, vicino a Calcutta.
Ya Meng parla ancora un po' di bengali, e avrei avuto molte cose da chiedergli. Ma ci eravamo scambiati solo i primi convenevoli quando gong e tamburi hanno segnalato che le porte della citt si stavano aprendo. Spalancandosi, hanno rivelato un ampio viale diritto tra due ali di soldati; al di sopra dell'asse stradale si levano a intervalli regolari una serie di arcate. Su entrambi i lati sorgono edifici di due o tre piani, con tetti di tegole verdi e cornicioni rivolti all'ins. Le finestre erano gremite di facce di astanti incuriositi.
Purtroppo  stata una camminata breve, che ci ha permesso di dare appena un'occhiata alla citt: il tempio al quale eravamo diretti distava meno di trecento metri. L'accesso era bloccato dai soldati, ma dietro di loro una folla chiassosa si accalcava per sbirciare gli stranieri.
L'incontro si sarebbe svolto sul retro del tempio. Dopo aver attraversato numerosi cortili, ci siamo trovati in un vasto salone che doveva essere una biblioteca, zeppo com'era di libri e rotoli. Al fondo era stata innalzata una pedana con scranni per il commissario e due alti funzionari.
L'arrivo del commissario Lin  stato annunciato dai gong. Quando  entrato, tutti nella vasta sala si sono messi in ginocchio, tutti tranne i mercanti stranieri, che hanno fatto l'inchino ma non si sono prosternati. Il commissario ha una corporatura robusta, e rispetto al suo seguito era vestito piuttosto sobriamente.  un uomo di mezza et, energico e per nulla cerimonioso. Ha una voce gradevole e un'espressione benevola, con occhi luminosi e penetranti e una barbetta sottile.
Devo ammettere che il darshan  stato un po' deludente. Avevo sentito cos tanto parlare di lui che mi ero immaginato una persona in qualche modo fuori dall'ordinario. Ma di tutti i mandarini presenti era forse il meno eccezionale, almeno per l'aspetto. Se gli altri funzionari fanno di tutto per dare un'impressione di splendore e di pompa, si direbbe che lui faccia il contrario, e forse  questa la cosa pi straordinaria in lui. Ha i modi di un arzillo vecchietto, ha perfino fatto una carezza sulla testa del ragazzo inglese e si  intrattenuto con lui per parecchi minuti.
Nell'insieme  stato un evento di scarso interesse. A quanto pare il commissario Lin aveva voluto quell'incontro per convincere gli inglesi della bont della sua causa. A tale scopo aveva portato parecchi libri e opuscoli relativi all'oppio e ai danni che sta infliggendo alla Cina (alcuni erano stati sottoposti alla sua attenzione proprio da me e Compton). Dietro sua richiesta  stato letto un passo di un trattato europeo di diritto internazionale, a dimostrazione del fatto che il divieto del commercio dell'oppio  perfettamente compatibile con principi legali universalmente riconosciuti.
Gli inglesi ascoltavano educatamente, ma sembravano sorpresi che il commissario si appellasse a loro: del resto non avevano certo l'aria di persone che reggono il timone dell'impero.
Anche Compton ritiene che l'incontro sia stato una perdita di tempo.
Pi tardi, quando siamo tornati alla stamperia, ha detto che il principale errore dello yum-chae  che ha troppa fiducia nella ragione. Pensa che, se i comuni cittadini inglesi cogliessero il ragionamento che sta dietro la sua linea politica, non ci sarebbero pi controversie. Non riesce a credere che delle persone di buon senso possano volere la guerra per una cosa come l'oppio. Ecco perch ha voluto incontrare i naufraghi:  convinto che le sue uniche speranze stiano nel rivolgersi ai comuni cittadini inglesi. Ha perso la fiducia nel capitano Elliot e negli altri funzionari britannici, ritiene che siano corrotti e ambiziosi e che ingannino il popolo che dovrebbero servire.
Probabilmente pensa che cittadini qualunque come i naufraghi delSundapossano presentare petizioni al governo come si fa in Cina. Non capisce che in Inghilterra non  cos, che questi uomini non possono presentare petizioni, n fare alcunch per incidere sulla politica ufficiale.
 sempre difficile comprendere il dispotismo altrui.
Solo dopo il loro brusco commiato, Zachary si rese conto che lui e Mrs Burnham non si erano accordati su quando rivedersi. Imprec contro se stesso, non solo per essersene andato cos precipitosamente, ma anche perch, pur non capendone il motivo, era terrorizzato dal pensiero di essere bandito dal boudoir. Sapeva che il loro rapporto, quale che fosse la sua natura, sarebbe finito presto. Eppure non riusciva a far tacere la parte di lui che continuava a implorare: Non ancora, non ancora!
Per fortuna non dovette aspettare a lungo: pochi giorni dopo gli arriv un messaggio, celato dentro un altro tomo ponderoso.
Quando si ripresent alla porta della goozle-connah, Mrs Burnham lo accolse con un ardore che non lasciava dubbi sul fatto che fosse dispiaciuta dell'accaduto.
Mio caro, caro Mr Reid disse, stringendolo fra le braccia. Sono cos contenta che siate venuto... temevo di non vedervi.
Perch?
Perch credo di aver parlato a sproposito, l'ultima volta. Sono sempre stata una tremenda buck-buck-wallee. Incapace di tenere a freno la lingua... o serrare il controfiocco, come dice Mr Doughty. Mi perdonate? Ditemi, sono perdonata?
Zachary sorrise. S, mia cara beebee... siete perdonata.
Grazie! Premette i fianchi contro di lui con un gemito deliziato. Oh, anche il nostro sepoy  disposto a perdonarmi. E sar pi pomposo che mai quando vedr il regalo che gli ho comprato.
Aiut Zachary a spogliarsi e lo condusse sul letto, che era coperto di asciugamani. Quando lui fu coricato sulla schiena con la testa appoggiata a una pila di cuscini, Mrs Burnham prese una piccola ciotola dal comodino. Gliela piazz sul torace e disse: Adesso state attento, Mr Reid... non dovete muovervi, altrimenti rischiamo di combinare un terribile pastrocchio.
Zachary vide che la ciotola era piena a met di un olio profumato color ambra. Immersa nell'olio c'era una cosa che sembrava il calzerotto di un bambino, ma non era di stoffa, bens di un materiale trasparente. All'estremit aperta era applicato un nastrino di seta rosso, che era stato sistemato con perizia in modo da restare sopra l'orlo della ciotola e non ungersi.
Ora, pizzicando il nastrino fra i polpastrelli, Mrs Burnham estrasse il calzerotto dalla ciotola, e dall'estremit affusolata lasci gocciolare l'olio, che form una pozza sull'addome di Zachary.
Sapete cos' questo, Mr Reid?
Lui sgran gli occhi. ...? Si tratta forse... di un guanto di Parigi?
Lei gli diede uno scherzoso scapaccione. Che parolone, Mr Reid! Chiamiamolo cappuccio. Una bella mantellina per il nostro audace sepoy, cos che non debba mai pi subire l'ignominia di sparare in aria i suoi proiettili.
Si allung a dargli un lungo e languido bacio. So che  stata dura per voi, mio caro, rinunciare a soddisfarvi come si deve. Il vostro sacrificio  stato gravoso anche per me, credetemi, e sono felice che non vi siate pi costretto.
Zachary era commosso, tanto dalla tenerezza della sua voce quanto dal suo gesto. Molto premuroso da parte vostra, Mrs Burnham.  stato difficile da trovare, il cappuccio?
Estremamente difficile, considerata la riservatezza cui ero tenuta. Basti dire che in Free School Street c' una levatrice armena che adesso  molto pi ricca di prima.
Dunque  costato molto?
In Inghilterra i cappucci si vendono a uno scellino l'uno, ma qui costano il doppio: una rupia l'uno. E io ne ho presi parecchi, cos ne avremo per un po'. Ne avete mai usato uno?
Zachary scosse il capo. Gli umili segatori non possono permettersi simili lussi, Mrs Burnham. Ne avevo sentito parlare, ma non ne avevo mai visto uno.
Neanch'io li ho mai provati disse lei, ma far del mio meglio per sistemarlo come si deve. Voi aiutatemi mantenendo il sepoy sull'attenti.
Quindi, allungandosi sul letto, gli scavalc una gamba e si posizion fra le sue cosce.
A quanto mi risulta, questi cappucci sono fatti di budello d'agnello disse, mentre immergeva le dita nella ciotola. Non  buffo, Mr Reid, che lo stesso animale con cui a cena ci riempiamo lo stomaco possa renderci di notte anche quest'altro servizio?
Tir su il pezzo di budello e ne apr piano l'imboccatura, lasciando sgocciolare un rivolo d'olio sul ventre e sul pube di Zachary. Seguirono alcuni minuti di armeggiamenti per sistemare il calzerotto al suo posto.
Operazione delicata, Mr Reid, che il nostro sepoy non rende pi facile con tutto questo suo torcersi e tremolare. Non lo capisce che non  il momento di esercitarsi con la baionetta?
Ora gli aveva affondato la faccia tra le gambe, e lui non vedeva che la sua fronte corrugata mentre armeggiava col nastrino. Oh, che pasticcio! Adesso dovr usare i denti per disfare il nodo. State fermo, Mr Reid, non muovetevi!
Zachary sentiva i suoi denti e il suo fiato, come un caldo venticello che fa garrire una bandiera. Buttando indietro la testa, gemette: Sbrigatevi, per favore, Mrs Burnham, o fra un po' sar fatto e finito.
Non se ne parla! Trattenete l'artiglieria!
Sent di nuovo lo sfarfallare delle sue dita, poi uno squittio di soddisfazione: Oh, Mr Reid! Vorrei che poteste vedere questo bel fiocchetto! Quasi quasi vado a prendere uno specchio, cos lo potrete ammirare.
No! Per favore... basta cos!
Ebbene, vi assicuro, mio caro, che non c' cuffia al mondo che possa vantare nastrino pi vezzoso: il fiocco adorna la cartuccera come una ghirlanda sotto un albero maestro! Nemmeno per la regina fu mai issato vessillo tanto leggiadro.
Incapace di trattenersi oltre, Zachary scost la ciotola, afferr Mrs Burnham per le braccia e la tir su di s. E voi, Mrs Burnham, vi siete guadagnata una salva d'onore!
Lei rise e lo baci sulla punta del naso. Bravo, Mr Reid, non siete cos povero di spirito come ci avevate indotto a credere.
Pi tardi, quando il nastrino ora fradicio era stato slegato e il cappuccio ora ricolmo era stato rimesso nella ciotola, Zachary disse: Voi siete cos esperta in queste arti, Mrs Burnham... Non posso non chiedermi quante volte l'avevate gi fatto.
Lei alz la testa dal cuscino e lo guard accigliata. Mai! protest. Non l'avevo mai fatto, Mr Reid.
Ma ci saranno pur stati altri prima di me, Mrs Burnham! Amanti con cui avete ingannato vostro marito.
Lei scosse il capo con vigore. No, mai! Ve lo giuro, Mr Reid, prima che voi metteste piede in questo boudoir non sono mai stata infedele, non ho mai fatto fesso mio marito. A mio modo, sono sempre stata una moglie virtuosa.
Ma se voi stessa, Mrs Burnham, mi avete detto che non andate mai a letto con lui. E io l'ho visto, quanto siete focosa. Di certo avrete avuto le vostre... voglie.
Lei sorrise e sollev un sopracciglio. Cosa c'entrano le voglie con un marito e con la fedelt, mio caro? disse. Non esiste voglia che una signora non possa soddisfare con un lungo bagno e l'aiuto di qualche cameriera o cushy-girl, o di un'altra memsahib. Dovete credermi, Mr Reid, le signore non sono mai tanto felici come quando i sahib sono via... ed  una fortuna, dato che sono sempre via per una delle loro innumerevoli campagne o traversate.
Zachary rest a bocca aperta per l'incredulit. Non direte sul serio! Ci significa che quando fate il bagno ci pensano le vostre cushy-girl a... soddisfarvi? E Mr Burnham lo sa?
Ebbene, non  certo un segreto, mio caro: la cura per l'isteria prescrittami dal medico consisteva proprio in massaggi intimi somministrati da un'infermiera.  il rimedio abituale per questo genere di afflizioni, perci ho sempre dovuto ricorrere a una o due cameriere per la cura. Mr Burnham lo sa benissimo e non disapprova... Come potrebbe, visto che  stato un medico a prescriverlo? Anzi, potrebbe essere un vantaggio non doversi preoccupare della mia fedelt. E in effetti, fino a quando nella mia vita non  entrato un certo segatore, non ho mai sentito la minima inclinazione a concedermi a un uomo... E mi meraviglia adesso, mio caro, pensare che al vostro arrivo vi consideravo un rivale, pi che un possibile amante.
Non vi seguo, Mrs Burnham... perch un rivale?
Gli carezz il mento con un sorriso malizioso. Ebbene, mio caro, se al vostro arrivo ero tanto maldisposta nei vostri confronti  perch vi ritenevo responsabile di aver mandato all'aria i miei piani per Paulette. Se non fosse stato per voi, avrebbe seguito il mio consiglio e sposato Mr Kendalbushe, dopodich io e lei avremmo potuto condividere molti bagni felici. Ero arrabbiata perch avevate fatto naufragare le mie speranze, ed ero decisa a punirvi per le vostre mascalzonate... Ma il destino ha voluto che voi ora siate qui, e un giorno, quando mi lascerete per scappare con Paulette, non sapr di chi essere pi gelosa, se di voi o di lei.
Quella strana idea diede a Zachary il capogiro: come gli capitava spesso con Mrs Burnham, aveva la sensazione di non essersi mai trovato in acque tanto profonde e turbolente. Eppure anzich scoraggiarlo, quella sensazione riattizz il suo desiderio.
Lei se ne rese conto e ridacchi: Vedo che il nostro sepoy ha sentito la sveglia ed  di nuovo pronto al presentatarm, e pensare che si era ritirato dalla mischia solo pochi minuti fa.
Lui sorrise riluttante. Una cosa  certa, Mrs Burnham, a cazzare la randa non siete seconda a nessuno.
9.
Sebbene nel corso della sua carriera avesse passato parecchio tempo a Calcutta, Kesri non aveva mai alloggiato dentro le mura di Fort William, la cittadella che montava la guardia alla capitale di l dalla brulla distesa del maidan. Di solito i sepoy non venivano acquartierati all'interno del forte, che era presidiato perlopi da soldati bianchi. Le truppe indiane alloggiavano nelle Sepoy Lines, un'area separata dal forte da un'ampia striscia di terra.
In precedenza anche Kesri aveva alloggiato nelle Sepoy Lines, dove le condizioni erano simili a quelle di altre basi o accantonamenti e toccava ai sepoy procurarsi cibo e alloggio, dato che l'esercito non forniva loro n caserme n mense. I jawan della truppa si costruivano una baracca oppure ne affittavano una dividendo le spese, mentre il cibo veniva preparato da servitori comuni. Invece gli havildar e gli altri sottufficiali si procuravano alloggi individuali ed erano serviti dai propri attendenti.
Ma l'acquartieramento di Calcutta riservato ai sepoy aveva anche qualcosa di speciale: era molto pi grande degli altri. Il bazar era un'enorme struttura permanente, una vera e propria citt, e aveva cos tanto da offrire che un jawan poteva trascorrervi mesi senza che gli venisse voglia di avventurarsi all'esterno.
Se fosse dipeso da lui, a Kesri sarebbe piaciuto tornare al bazar delle Sepoy Lines, ma stavolta era fuori discussione, essendogli stato severamente proibito di mettere piede fuori da Fort William. L'esistenza del corpo di spedizione era un segreto, poich da Londra non era ancora giunto alcun ordine ufficiale, e per evitare qualunque indiscrezione si era deciso che i volontari restassero confinati nel perimetro delle mura.
Quando gliel'avevano detto, Kesri aveva brontolato, ma una volta insediatosi trov quella restrizione meno seccante di quanto avesse temuto. Alloggiava in una caserma, e gi questa era un'esperienza nuova, inoltre, essendo stato fra i primi ad arrivare, si era aggiudicato una delle stanze migliori: d'angolo e dotata di grandi finestre su due lati, si trovava al terzo piano, un'ulteriore novit, dato che Kesri non aveva mai abitato cos in alto n aveva mai goduto di una vista cos bella.
D'altro canto, per, gli pesava il fatto di dover essere sempre in servizio. In quasi tutte le basi, i sepoy risiedevano in luoghi appartati, dove non vigevano gli obblighi militari: alla fine della giornata, quando tornavano nei propri alloggi, si mettevano in dhoti e camiciola. A Fort William invece dovevano stare tutto il giorno in uniforme, proprio come i soldati inglesi, e non era facile abituarvisi. Tuttavia anche questo presentava dei vantaggi: era bello potersi risparmiare il fastidio e la spesa di assoldare un domestico e gestire una casa.
La caserma assegnata al battaglione dei Bengal Volunteers sorgeva in una zona isolata del forte. Soltanto una piccola parte dell'edificio era riservata a loro, poich l'unit era un battaglione solo di nome. Anche quando fosse stata al completo, gli effettivi sarebbero stati la met di un paltan regolare: due compagnie, ciascuna composta da un centinaio di uomini.
Il fatto che si trattasse di un'unit piccola era una novit positiva: Kesri si era aspettato di avere sopra di s dei jamadar, forse addirittura un subedar, pronti a ficcare il naso dappertutto. Fu molto lieto di scoprire che sarebbe stato lui il sottufficiale di pi alto grado della Compagnia B. Altrettanto piacere gli fece la notizia che il comandante del battaglione, un certo maggiore Bolton, era una sorta di ufficiale soprannumerario che probabilmente sarebbe stato assegnato allo stato maggiore. Ci significava che di fatto le due compagnie avrebbero funzionato come unit indipendenti, il che era esattamente quello che Kesri desiderava, poich a quel modo lui e il capitano Mee avrebbero potuto fare di testa propria. Ovviamente c'era da tener conto anche di una mezza dozzina di subalterni, ma Mee sarebbe senz'altro riuscito a impedire che quei giovani ufficiali inglesi rappresentassero una scocciatura.
Si scopr che l'omologo del capitano Mee, cio il comandante della Compagnia A, non era un ufficiale particolarmente energico o autorevole. Ci si rivel un vantaggio quando venne il momento di scegliere i sottoposti: con l'aiuto di Mee, Kesri riusc a ottenere come naik e lance-naik proprio gli uomini che voleva.
Quando i primi sepoy della truppa cominciarono ad arrivare alla spicciolata, anch'essi superarono le sue aspettative. Sapeva per esperienza che spesso i soldati cui era permesso offrirsi volontari per il servizio oltremare erano per un verso o per l'altro pessimi elementi: disadattati, imboscati, scansafatiche e ubriaconi, uomini di cui qualunque unit sarebbe stata felice di disfarsi. Questi invece non erano cos male: perlopi si trattava di giovani e ambiziosi jawan che volevano vedere il mondo e farsi strada, proprio come lui tanti anni prima.
Non si poteva tuttavia negare che fossero giovani e inesperti, e che provenissero da reggimenti molto disparati. Non sarebbe stato facile trasformare quell'accozzaglia di soldati in un'unit di combattimento coesa.
Ma una volta cominciato l'addestramento, Kesri scopr che c'erano degli aspetti positivi nell'avere a che fare con quella folla eterogenea di volontari: a differenza che nei paltan normali, quegli uomini non erano imparentati fra loro, perci non c'era da preoccuparsi di cugini e zii sempre pronti a immischiarsi. Poteva maltrattarli, minacciarli e punirli senza doverne rispondere ai loro parenti. Il senso di potere che ne derivava era esaltante: come essere uno zemindar e un subedar al medesimo tempo.
In passato Kesri aveva spesso guardato con timore reverenziale alla ferrea disciplina dei reggimenti europei; si era domandato come facessero quei sottufficiali a trasformare i loro uomini in macchine da combattimento. Adesso capiva che il primo passo consisteva nel recidere qualunque legame fra i soldati e il mondo esterno. Normalmente nella Bengal Native Infantry ci era impossibile, perch i rapporti fra gli uomini e le loro comunit di origine erano troppo forti.
L invece era d'aiuto anche il fatto che vivessero tutti in una situazione inusuale. Nessuno di loro aveva mai alloggiato in una caserma, e Kesri era molto colpito dalla differenza. Lui stesso divideva la stanza con quattro naik, e nel giro di una settimana sentiva di conoscerli meglio di quanto avesse mai conosciuto i suoi subordinati in passato. Provenivano da luoghi diversi - da Awadh, Mithila, Bhojpur e dalle montagne - e appartenevano a caste diverse - bramini, rajput, ahir, kurmi e altre ancora - perci all'inizio qualcuno non aveva gradito di dover mangiare insieme agli altri, ma Kesri non aveva impiegato molto a levargli quei grilli dalla testa. Lo sapevano o no che avrebbero viaggiato su navi trasporto truppe? Lo capivano o no che sulle navi non ci si poteva regolare come al villaggio? E cos via. Non ci volle molto perch smettessero di lamentarsi, e ci ebbe un effetto salutare anche sui jawan, che divennero molto pi disponibili a mangiare alla stessa mensa quando videro che lo facevano anche i sottufficiali.
Per un po' le cose andarono meglio di quanto Kesri si fosse aspettato, ma sapeva che non sarebbe durato, e cos fu. A un certo punto gli effetti dell'isolamento forzato cominciarono a farsi sentire. Quegli uomini non erano abituati a vivere segregati e a non avere accesso alle piacevoli distrazioni del bazar. E anche il fatto di alloggiare in caserma insieme a degli sconosciuti, e di stare sempre in uniforme, li metteva a disagio.
La situazione prese una brutta piega quando a rimpolpare gli effettivi della compagnia arriv il secondo contingente. Erano quasi tutti indesiderabili indotti a offrirsi volontari perch le unit cui appartenevano volevano sbarazzarsi di loro, o perch erano fisicamente inabili o perch erano incorreggibili piantagrane.
Presto cominci a serpeggiare il nervosismo e, in mancanza di cugini e zii pronti a intervenire prima che i diverbi sfuggissero di mano, i battibecchi sfociavano frequentemente in vere e proprie risse. Nel giro di quindici giorni due uomini furono uccisi a coltellate, e di conseguenza la compagnia perse nove uomini in tutto, perch anche i complici degli uccisori dovettero essere radiati dai ranghi.
Col trascorrere delle settimane, Kesri cominci a notare altri segni rivelatori del basso morale delle truppe: uniformi in disordine, manovre mal eseguite, diversi casi di una tacita e cocciuta insubordinazione che non si poteva contrastare con le punizioni consuete. Mantenere il controllo degli uomini era diventata una fatica, e per la prima volta nella sua carriera Kesri si trovava a rimpiangere che nella Bengal Native Infantry fosse stata abolita la fustigazione.
Alla fine gli venne l'idea di far costruire un quadrato da wrestling. Nelle basi dei sepoy non mancava mai, e spesso vi si organizzavano veri e propri tornei, all'interno dei battaglioni e anche fra un battaglione e l'altro. Nel corso della sua carriera militare Kesri aveva continuato a lottare nel quadrato, e per qualche anno era anche stato il campione indiscusso del Pacheesi. Sapeva che lo sport aiutava a rafforzare i legami all'interno delle unit, e i ricordi dell'akhara della sua giovinezza gli dicevano che ci valeva ancor pi laddove i lottatori non si conoscevano bene. Pensava che il capitano Mee non avrebbe avuto nulla da obiettare - era uno dei pochi ufficiali inglesi che di tanto in tanto saliva sul quadrato - e infatti fu entusiasta dell'idea, e nel giro di una settimana ottenne i permessi necessari.
Per scavare un quadrato pi o meno soddisfacente bastarono un paio di giorni, poi Kesri stesso si assunse il ruolo di guru per i primi volontari. L'effetto fu esattamente quello che aveva sperato: gli uomini partecipavano con entusiasmo, ben contenti di quella distrazione, e il morale si rialz. Ben presto l'intera compagnia si appassion ai tornei e ogni plotone organizz le proprie squadre.
In mezzo a tali segnali rincuoranti, restava l'incertezza circa la loro destinazione. Girava ogni sorta di voci inquietanti: avrebbero combattuto contro selvaggi che mangiavano carne umana, sarebbero stati mandati in un deserto senz'acqua, e via dicendo. Per contrastare quelle illazioni, Kesri cominci a parlare ai sottufficiali delle destinazioni che gli sembravano pi probabili: Lanka, Giava, Singapore, Bengkulu e l'isola Principe di Galles in Malesia, teatri di guerra dove i sepoy avevano gi combattuto, e di cui Kesri aveva sentito innumerevoli storie dai suoi superiori. Quando qualcuno nomin la Cina, scart l'ipotesi con una risata: si era mai sentito che i sepoy venissero mandati in Maha-Chin? Quel paese si stendeva ben al di l dei territori dove avevano combattuto in passato. Il nome stesso Maha-Chin faceva pensare a un regno indicibilmente remoto: il poco che lui ne sapeva veniva da pir e sadhu erranti che parlavano di valichi montani innevati e gelidi deserti. L'idea che contro una simile terra venisse sferrato un attacco navale sembrava totalmente assurda.
A Calcutta, dicembre era la stagione della vita mondana, e grazie ai Doughty Zachary fu invitato a un gran numero di ricevimenti natalizi, e a un numero ancora maggiore di feste per l'arrivo del nuovo anno, il 1840. In alcune occasioni era presente anche Mrs Burnham e, quando accadeva che si trovassero faccia a faccia, si scambiavano un saluto distaccato, come se si conoscessero appena.
Ma la sua presenza lo metteva sempre sul chi vive: sapeva che, senza darlo a vedere, l'avrebbe tenuto d'occhio, e che, se in qualche modo non si fosse dimostrato un vero sahib nel vestiario, nei modi o nel comportamento, sarebbe seguita una scrupolosa analisi retrospettiva con tanto di reprimende. Talvolta, di rado, Mrs Burnham si lasciava sfuggire qualche parola di lode, di cui lui si beava: ogni minimo apprezzamento accresceva il suo desiderio di farla contenta, anche se non capiva mai fino in fondo se scherzasse o facesse sul serio.
La vigilia di Capodanno le loro strade s'incrociarono brevemente a un tiffin, e quella notte, nel boudoir, Mrs Burnham si fece una risata: Oh, Mr Reid! State diventando un sahib fatto e finito. Fra un po' sarete cos pukka da trasformarvi in una statua di marmo. La cravatta! La catena dell'orologio!
E l'abito? si affrett a chiedere lui. Come vi  sembrato?
Con suo dispiacere, quella domanda provoc un'altra risata. Oh, caro, caro segatore mio disse Mrs Burnham prendendogli il viso fra le mani, non esiste abito al mondo in grado di eguagliare quello con cui siete nato. E ora che ce l'ho qui, mi piacerebbe infilarmelo...
Essendo una signora molto in vista, anche Mrs Burnham riceveva spesso, ma aveva messo bene in chiaro che Zachary non poteva aspettarsi di essere invitato, e che avrebbe fatto bene a girare al largo. Se veniva avvisato per tempo, lui di solito andava in citt o si organizzava in qualche altro modo. Ma a volte aveva troppo da fare e se ne scordava: fu cos che un giorno, mentre stava posando alcune tavole del ponte, not una lunga fila di carrozze e calessi che risalivano il viale d'accesso. Solo allora si ricord che quel pomeriggio Mrs Burnham riceveva.
Poich dalla casa la zona del budgerow dove stava lavorando non si vedeva, decise di non chiudersi all'interno dell'imbarcazione, come a volte faceva quando Mrs Burnham aveva ospiti. Rest dov'era, piegato sulle ginocchia col martello in mano.
Stava lavorando sodo, di schiena alla prua del battello, quando ud una voce alle sue spalle: Ehil!
Scatt in piedi, e voltandosi si trov di fronte una ragazza biondissima, di diciassette o diciott'anni.
Vi ricordate di me, Mr Reid? disse lei, con un sorriso schivo. Sono Jenny Mandeville: abbiamo danzato insieme al ballo della Capitaneria di porto... una quadriglia, credo. Mi avevate detto di chiamarvi Zachary.
Oh s, certo. Abbass gli occhi sugli abiti da lavoro sudici - calzoni lisi e camicia fradicia di sudore - e fece un gesto imbarazzato. Chiedo scusa, ma non sono vestito per avere compagnia.
Oh, a me non importa affatto! disse lei con una risata argentina. Quello che state facendo sembra tanto divertente. Posso provare?
Be', certo. Tenete.
La ragazza afferr il martello con un gridolino. Ooh! Come pesa!
Non poi tanto disse lui. Bisogna solo impugnarlo bene. Ecco... vi faccio vedere.
Le prese la mano e le chiuse le dita intorno al manico di legno.
Le loro mani erano ancora unite quando all'improvviso si ud una voce: Ah! Sei qui, Jenny! Il mistero della missy-mem scomparsa  infine risolto!
Voltandosi verso il ponte di prua, videro Mrs Burnham che li guardava in cagnesco coi pugni sui fianchi; sebbene temesse tanto la luce del sole, per una volta non aveva n parasole n cappello.
La ragazza tir via la mano con fare colpevole. Oh, Mrs Burnham! protest. Stavo solo guardando...
S, cara disse Mrs Burnham caustica, lo so cosa stavi guardando. Ma  ora che tu vada... i tuoi genitori sono gi in carrozza.
Senza una parola per Zachary, le due donne si allontanarono in fretta, lasciandolo sullo scalandrone come un idiota, col martello in mano.
Lui e Mrs Burnham erano d'accordo di incontrarsi nel boudoir quella notte - a lei piaceva che andasse a trovarla dopo i ricevimenti - ma Zachary era cos indispettito per la bruschezza dei suoi modi che decise di non farsi vedere. Si coric presto, e dormiva profondamente al riparo della zanzariera quando la porta della sua cabina si spalanc di colpo. Svegliandosi di soprassalto, la vide in piedi sulla soglia con una lanterna in mano e un'espressione che non le aveva mai visto prima, i lineamenti distorti dalla rabbia e gli occhi fiammeggianti.
Farabutto! gli sibil. Lurido ficaiolo! Sciacallo! Come osate? Come osate?
Zachary balz gi dal letto e si precipit a chiudere la porta. Alla luce della lanterna vide che dopo il ricevimento non si era cambiata e indossava ancora lo stesso abito.
Balordo... traditore...!
Mrs Burnham... calmatevi. Le tolse la lanterna dalle mani e la condusse verso il letto. E vi prego! Abbassate la voce.
Oh, come osate? Prima corteggiate quella sgualdrina e poi mi fate aspettare? Come osate?
Non l'aveva mai vista cos infuriata, e si sforz di tenere bassa la voce per non esasperarla ulteriormente. Non la stavo corteggiando disse.  lei che mi  venuta a cercare.
Bugiardo! Vi vedevate alle mie spalle. Lo so!
Non  vero, Mrs Burnham. Era la prima volta che le rivolgevo la parola, dopo il ballo alla Capitaneria di porto.
Allora perch  sempre l che chiede di voi? Zachary qua, Zachary l... ogni volta che la vedo.
Non ne ho idea. Non ne so niente.
Questo parve calmarla un poco; allora la prese per un gomito, apr la zanzariera e disse: Su, Mrs Burnham, se no vi mangiano viva.
Lei si divincol, ma accett di entrare dentro la zanzariera. Spegnendo la lanterna con un soffio, Zachary le si avvicin e scopr che la rabbia si era trasformata in un fiume di lacrime.
Perch non siete venuto da me? Ho aspettato, aspettato.
Mrs Burnham rispose lui in tono pacato, non so se vi  mai passato per la mente, ma io non sono solo un carpentiere, sono anche un essere umano, e ci sto male quando mi trattate come un cane rognoso, come avete fatto oggi pomeriggio.
Che diavolo intendete dire? lo rimbecc lei. Vi aspettavate una pioggia di baci davanti a tutti? Lo sapete benissimo che in pubblico non posso darvi confidenza.
Sentite, Mrs Burnham ribatt lui pazientemente, lo capisco che voi siete una memsahib e io un segatore, e che dobbiamo comportarci in un certo modo per salvaguardare le apparenze. Ma dovete per forza essere sempre cos sgarbata? Non trattate cos male neanche i vostri servi! Anche il modo in cui mi guardate... come se fossi una specie di parassita.
Lei si nascose il volto fra le mani scuotendo violentemente il capo. Oh, che sciocco, Mr Reid! disse, inghiottendo le lacrime. Siete un somaro bello e buono, ecco cosa siete.
Perch dite cos?
Non lo capite? Il motivo per cui in pubblico non sopporto di guardarvi  che ho una paura tremenda.
Perch?
Sono paralizzata dal terrore che mi si legga in faccia il goll-maul che mi sento dentro al solo vedervi!
Zachary le cerc la mano, nel buio, e sent che tremava. Per non  solo di fronte agli altri che siete dura con me disse. Anche quando siamo soli avete parole di lode solo per il nostro piccolo sepoy, come voi lo chiamate.
Sottrasse stizzosamente la mano alla sua stretta. Sentite... se quello che volete sono sospiri, smancerie e dichiarazioni d'amore, fareste bene, Mr Reid, a rivolgervi alle Jenny Mandeville di questo mondo. Con me cascate male. Mi sono lasciata alle spalle le fantasticherie da ragazza.
Ma siete stata una ragazza anche voi... non siete mai stata innamorata?
Sentendo che prendeva fiato, Zachary si prepar a un rimbrotto, ma quando Mrs Burnham riprese a parlare, fu in un sussurro: S, una volta s.
Raccontate.
 stato tanto tempo fa, non ero pi grande di quella sciocca impudente di Jenny. Lui era un ufficiale subalterno del reggimento di mio padre, appena arrivato dall'Inghilterra, e aveva solo un anno pi di me. Era un po' ribelle, come si addice a un alfiere, e molto bello, un bel tenebroso. Quasi dal primo momento in cui ho posato gli occhi su di lui, ho perso la testa... mi sono innamorata pazzamente, come pu capitare solo a una diciassettenne. La vostra piccola Miss Mandeville non ha ancora provato la decima parte dell'ardore che scuoteva me a quel tempo.
E lui?
Anche lui. Eravamo cotti tutt'e due.
Allora perch non l'avete sposato?
Impossibile. I miei genitori non l'avrebbero mai permesso... ai loro occhi non era degno di me. Suo padre faceva il fruttivendolo a Fulham, e si diceva che sua madre fosse un'ebrea levantina. Girava voce che il posto da ufficiale l'avesse ottenuto col ricatto: sua madre era stata l'amante di un membro del Consiglio d'amministrazione della Compagnia delle Indie orientali, e l'aveva costretto a usare la propria influenza. E in ogni caso, lui una moglie non se la sarebbe potuta permettere. Gli piaceva giocare a carte, e puntava forte... non aveva un soldo.
Che ne  stato di lui?
Non saprei... Non l'ho pi visto n sentito dal giorno in cui ci hanno strappati l'uno all'altra, diciassette anni fa. Le tremava di nuovo la voce, e fece una pausa per riprendere il controllo. Il reggimento di mio padre era di stanza a Ranchi, una localit collinare. Era inverno, e alla base c'era molto movimento: feste, picnic e tumasher. Su quelle colline c'erano boschi meravigliosi, e un giorno, mentre stavamo facendo un picnic nella foresta, andammo a fare due passi. Ci allontanammo parecchio, noi due soli, e non feci obiezioni quando mi abbracci, n opposi resistenza quando pos le sue labbra sulle mie. Credo che gli avrei lasciato fare anche qualcosa di pi, se ci avesse provato... Bruciavamo l'uno per l'altra.
E non ci prov?
No. Sentimmo il suo attendente che ci chiamava. Tornammo di corsa, e ai miei genitori dicemmo che ci eravamo persi. Ma nella mia espressione doveva esserci qualcosa che insospett mia madre, perch appena tornati al bungalow si ritir a parlare con mio padre. Il giorno dopo mi spedirono a Calcutta per evitare scandali. Mia madre era atterrita all'idea che la gente pensasse che mi ero compromessa, perci decise di farmi sposare il pi in fretta possibile. In quel periodo Mr Burnham stava sempre alle costole di mio padre, nella speranza di assicurarsi un contratto per alcune forniture militari. Un giorno mi riferirono che aveva chiesto la mia mano. Mia madre disse che non potevo sperare in un partito migliore.
E l'alfiere? Che ne  stato?
Presumo sia ancora col suo reggimento. Sar sposato, con un paltan di figli che gli razzolano attorno.
Pensate ancora a lui?
Oh, meglio non parlarne...  troppo crudele! Si gir dall'altra parte, ma lui cap che stava cercando di arginare un nuovo fiume di lacrime.
Mrs Burnham non aveva mai manifestato una simile emozione al suo cospetto: evidentemente i sentimenti suscitati in lei dall'alfiere erano stati di straordinaria intensit, di gran lunga pi forti di quelli mai provati per lui. Senza dubbio con lui non aveva mai dato segno di altrettanta passione; anzi, Zachary non avrebbe mai creduto che ne fosse capace. Per un istante prov un moto di stizza, mentre dentro il suo petto cominciava ad ardere un tizzone di gelosia: chi era quell'uomo, quell'alfiere, il cui ricordo dopo tanti anni restava cos vivo in lei da fargliela sentire estranea pur avendola nel proprio letto?
Non vi chieder altro disse. Solo un'ultima domanda.
Dopodich s'impappin, perch non sapeva come spiegare a parole quello che voleva sapere. Alla fine disse esitante: Quell'alfiere... era...? Io...? Ci somigliamo?
Al che lei gli rivolse un pallido sorriso. Oh no, mio caro. Due uomini non potrebbero essere pi diversi: segatore e guerriero, Eros e Marte.
Zachary fece una smorfia: chi fossero costoro non lo sapeva, ma gli parve che il paragone non giocasse a suo favore. Era come se con quelle parole lei avesse voluto dirgli che non avrebbe mai potuto amare n lui n chiunque altro quanto aveva amato il suo alfiere perduto, e che sarebbe rimasto per sempre lui il signore del suo cuore.
Pian piano, con l'aiuto determinante di Rosa e di Vico, Shireen riusc a convincere Shernaz e Behroze che andando in Cina non correva grossi pericoli, e che il viaggio era nel loro comune interesse. Il passo successivo era vincere la battaglia coi fratelli, e per questa parte della sua campagna Shireen contava sull'aiuto delle figlie, che combinarono un incontro con gli zii per tastare il terreno.
Fu un incontro fallimentare. Le ragazze tornarono da lei in lacrime a riferirle che gli zii le avevano rimproverate per averle dato il loro benestare: se fosse andata in Cina sarebbe scoppiato un enorme scandalo e la reputazione dell'intera famiglia ne avrebbe sofferto. I seth avevano accusato le nipoti di essere insensibili, sfacciate, irrispettose nei confronti della madre e dei parenti.
Ascoltando il loro racconto, Shireen speriment molteplici e insolite emozioni. Di solito l'ira la infiacchiva, rendendola passiva e indolente, invece in quella circostanza mont in lei una rabbia furibonda. Quando le figlie se ne furono andate, cap che non poteva starsene con le mani in mano, e col piglio di chi indossa un'armatura si mise un sadra pulito e un semplice sari bianco. Poi scese a passo di marcia ed entr come una furia nel daftar dei fratelli, incurante delle proteste di contabili e munshi. Dritta davanti a loro con le mani sui fianchi, chiese se davvero pensavano di poterle impedire di recarsi sulla tomba del marito.
I suoi fratelli erano pi giovani, e da bambini erano sempre stati un po' in soggezione con lei. Il passare del tempo e i rovesci patiti da Shireen nel corso degli anni avevano attenuato quel timore infantile, ma ora lo sentirono riemergere e, a parte qualche evasivo mugugno, non seppero dare risposta alle sue domande.
Approfittando del loro turbamento, Shireen dichiar che in ogni caso non era affar loro; spettava a lei prendere una decisione, e l'aveva gi fatto: n loro n le loro mogli, e neppure le sue figlie, potevano imporle di rinunciare al suo progetto. Potevano soltanto scegliere che tipo di scandalo affrontare. Preferivano che si creasse una spaccatura in famiglia? O invece restare al suo fianco, come certamente avrebbero desiderato i loro genitori? Non lo capivano che andava a vantaggio di tutti dire al mondo che la sorella si apprestava a fare ci che ogni vedova addolorata e ligia al dovere avrebbe fatto? Non lo capivano che, se la famiglia presentava al mondo un fronte unito, il prestigio del nome Mistrie avrebbe fatto pendere la bilancia a loro favore e le acque si sarebbero calmate?
I due fratelli davano segni di nervosismo, perci Shireen cap che tentennavano. Si mise a sedere e li guard dritti negli occhi.
Dunque? chiese. Cosa decidiamo di fare? Cosa diremo alla gente?
Anzich rispondere alle sue domande, fecero un debole tentativo di ragionare con lei.
Dissero che Hong Kong era molto lontana; comportava un viaggio di parecchie settimane, e lei, con la sua salute cagionevole, avrebbe avuto difficolt a stare in mare per tanto tempo.
Shireen scoppi a ridere. Era robusta quanto loro, disse, e a testimonianza di ci ricord che aveva sempre avuto gambe da marinaio migliori delle loro. Da bambini, nelle traversate coi genitori, lei era sempre l'unica a non soffrire il mal di mare; loro due invece quasi non riuscivano a mettere piede sul ponte senza che gli venisse il voltastomaco.
Arrossirono entrambi e cambiarono argomento. E le spese? dissero. Sarebbe stato un viaggio costoso, dove avrebbe preso il denaro?
Shireen aveva ragionato cos tanto su quell'aspetto del suo piano che ormai sapeva le cifre a memoria. Prese un calamo, scarabocchi dei numeri su un foglio e lo pass ai fratelli dall'altra parte del tavolo.
Leh, disse. Date un'occhiata.
Scorrendo i numeri, i due seth si accigliarono. La loro disapprovazione si concentrava su una cifra in particolare, che sottolinearono prima di far scivolare di nuovo il foglio verso di lei.
Il prezzo del passaggio era stato gravemente sottovalutato, le dissero. Il viaggio sarebbe costato molto di pi.
Esattamente l'obiezione che Shireen si aspettava.
Mi  stato fatto un prezzo speciale, annunci trionfante, da Mr Benjamin Burnham, che era collega di mio marito nel Comitato della Camera di commercio di Canton. Mi fornir una bella cabina su una delle sue navi, la Hind, che sta per arrivare a Bombay e a fine marzo salper per Colombo e poi Calcutta, dove prender a bordo un contingente di truppe per la spedizione in Oriente.
Dopo una pausa, aggiunse: Come vedete, sar un viaggio molto sicuro ed economico.
I suoi fratelli si guardarono e fecero spallucce. Dall'espressione del loro viso Shireen cap di averla spuntata ancora prima che dicessero: Tho pachi theek che. D'accordo allora, fa' come vuoi.
14 gennaio 1840
Honam
Sono stato davvero molto fortunato a trovare una sistemazione sulla casa-barca di Baburao. Di sicuro nessuno a Canton gode di una vista migliore della mia. Due settimane fa i residenti della factory americana hanno organizzato uno spettacolo di fuochi artificiali per festeggiare l'inizio dell'anno 1840 dell'era cristiana. Vi ho assistito dalla mia veranda ed era come se fosse stato allestito appositamente per me; se gli altri vedevano lo spettacolo solo in cielo, io lo vedevo anche rispecchiato nell'acqua, sulla superficie del Fiume delle Perle e del Lago del Cigno Bianco.
Pi tardi, Zhong Lou-si mi ha fatto diverse domande riguardo ai calendari, ed era molto curioso di sapere quali usiamo in India e perch. Spesso, quando mi interroga, mi ricorda i precettori della mia infanzia, gli eruditi pandit che mi hanno istruito nel Nyaya, il pensiero logico, e nella grammatica sanscrita. Come loro, Zhong Lou-si ha un'inesauribile riserva di pazienza, una memoria tenace e un occhio infallibile per discrepanze e contraddizioni. E anche con lui devo stare molto attento a scegliere le parole: analizza ogni cosa che dico, e se facessi affermazioni imprecise so che verrei immediatamente rimproverato.
Anche nei suoi modi c' qualcosa che mi ricorda i miei vecchi panditji: talvolta sprofonda in un'opaca distrazione e talvolta diventa assai irascibile. In una cosa, per, Zhong Lou-si  diversissimo dai pandit della mia infanzia: non ha alcun interesse per le astrazioni o la speculazione filosofica.  interessato solo allachih hsueh, la conoscenza utile, che include una gran variet di cose, perlopi relative al mondo oltre i confini della Cina. Nei mesi scorsi  rimasto seduto insieme a me per ore, sottoponendomi a un fuoco di fila di domande: i marathi sono quelli che i tibetani e i gurkha chiamanoborgi? Qual  la data della battaglia di Assaye secondo il calendario cinese? Sir Arthur Wellesley e il duca di Wellington sono la stessa persona? Non dubito che Zhong Lou-si conosca la risposta a molte di queste domande, ma me le fa lo stesso per avere conferma o per sondare la mia affidabilit. Vaglia criticamente ogni affermazione, attribuisce pari importanza al contenuto e alla provenienza di ci che viene detto: come facevo a sapere che la spedizione britannica in Birmania del 1825 aveva rischiato di essere una sconfitta? Si trattava solo di dicerie? Quali erano le mie fonti?
Ma dopo la disastrosa battaglia navale di Humen c' stato un netto cambiamento di rotta nelle sue indagini. Non sembra pi cos interessato alla storia e alla geografia; le sue domande vertono ora principalmente su questioni militari e navali.
Un giorno mi ha lungamente interrogato sui piroscafi con ruota a pale. Gli ho detto che ricordavo benissimo il giorno, quattordici anni fa, in cui l'Enterprize, il primo vapore che si fosse mai visto nell'Oceano Indiano, era arrivata a Calcutta da Londra e per quell'ardita impresa aveva vinto un premio di ventimila sterline. Poich ero molto giovane, m'immaginavo un veliero enorme e torreggiante, cos mi ero meravigliato nel vedere un'imbarcazione cos piccola e goffa d'aspetto. Ma quando aveva cominciato a muoversi la mia delusione si era trasformata in stupore: sebbene non ci fosse neppure una bava di vento, era andata su e gi nel bacino del porto manovrando abilmente fra gli assembramenti di barche e di navi.
Ho raccontato a Zhong Lou-si che l'arrivo dell'Enterprizeaveva scatenato un'accesa competizione fra gli armatori di Calcutta. Nel giro di qualche anno i New Howrah Dockyards avevano costruito laForbes, un piroscafo a pale con due motori da sessanta cavalli. Ci aveva indotto mio padre a entrare nella competizione investendo cinquemila rupie nella Calcutta Steam Tug Association, una societ fondata dal pi illustre imprenditore bengalese, Dwarkanath Tagore, divenuta presto proprietaria di due navi a vapore. Ho detto a Zhong Lou-si che piroscafi e rimorchiatori a vapore sono ormai una vista familiare sull'Hooghly; la gente si  abituata a vederli zangolare risoluti sulle acque emettendo lunghi nastri di fumo, fuliggine e cenere.
Se si sono costruiti battelli a vapore a Calcutta, dev'essere possibile costruirne uno anche a Guangzhou, ha commentato Zhong Lou-si.Me aa?
Gang hai Lou-si!S, certo. Non vedo perch no, ho aggiunto, ma tutto dipende dal motore. Quelli dei piroscafi di Calcutta, a quanto ricordo, erano arrivati dall'Inghilterra, ma ho saputo che anche un armatore parsi di Bombay ha fabbricato motori simili. Se lo si pu fare a Bombay, non c' ragione perch non lo si possa fare a Guangzhou.
Dalla piega presa dalle domande ho capito che evidentemente era allo studio un piano per dotare anche la Cina di battelli a vapore. Pi tardi Compton mi ha detto che un piroscafo  gi arrivato a Canton qualche anno fa; inoltre mi ha confidato che un cantiere locale sta lavorando a un prototipo.
Questo e alcuni altri compiti che ci sono stati attribuiti dimostrano con chiarezza che il commissario Lin e il suo entourage non hanno sottovalutato la lezione del disastroso scontro navale di Humen: hanno capito che le giunche da guerra cinesi sono antiquate, e stanno facendo ogni sforzo per acquistare moderni velieri di modello occidentale.
Qualche tempo fa, Zhong Lou-si ci ha chiesto di tenere d'occhio gli annunci di vendita di navi occidentali. Fortuna ha voluto che quasi subito io ne abbia scovato uno. Era comparso su uno dei giornali che ci procurano gli agenti di Lou-si, il Canton Press.
Vi si parlava di una nave, laCambridge, messa in vendita dal proprietario, un inglese, un certo capitano Douglas. Stando all'annuncio, si trattava di un mercantile costruito nei cantieri Fawcett di Liverpool, con una stazza di milleottanta tonnellate e trentasei bocche da fuoco, perfetto da ogni punto di vista per Lou-si. Ma Mr Douglas avrebbe venduto a un acquirente cinese? Il capitano Elliot l'avrebbe autorizzato a concludere una simile transazione?
Ne dubitavo, ma ho comunque mostrato l'annuncio a Compton, che con un'esclamazione soddisfatta -Dak jo!- si  precipitato da Zhong Lou-si. Non ho pi saputo nulla fino a oggi, quando mi ha comunicato con aria di trionfo: Ah Neel!  nostra, l'abbiamo comprata, laCambridge!
Le cose sono andate cos: a quanto pare i funzionari della provincia di Guangdong conoscono bene il proprietario dellaCambridge, il capitano Douglas;  un noto fomentatore di disordini, e per mesi ha scombussolato il traffico sul Fiume delle Perle andando su e gi lungo l'estuario e sparando senza ritegno a pescatori e giunche commerciali. Le autorit locali hanno addirittura messo una taglia sulla sua testa, mille dollari d'argento.
Tali essendo le circostanze, Zhong Lou-si supponeva che il capitano Douglas non fosse disposto a vendere laCambridgea un acquirente cinese. Per aggirare l'ostacolo si  rivolto a un ricco mercante della Co-Hong, che a sua volta ha persuaso il suo socio americano, Mr Delano, a fare un'offerta per la nave. L'offerta  stata accettata e laCambridgegli  stata consegnata. Dopo qualche giorno Mr Delano ha venduto la nave al suo socio cinese, che l'ha infine offerta al commissario Lin, in dono! Adesso laCambridge nelle mani delle autorit cinesi, che progettano di equipaggiarla con una nuova batteria di cannoni.
L'abilit con cui si  portata a termine l'acquisizione viene considerata un trionfo di Zhong Lou-si, e si  voluto ricordare anche il mio modesto ruolo in tutta la vicenda. Zhong Lou-si mi ha fatto avere un'ottima bottiglia di mao-tai come ringraziamento per aver portato l'annuncio alla sua attenzione.
Rincuora, ed  anche piuttosto sorprendente, vedere un alto funzionario, per di pi anziano, cos svelto di mente e cos lungimirante.
Una mattina Zachary stava lavorando sul budgerow quando ud la voce di un khidmutgar: Mistri-sah'b! Chitthi!
L'uomo recava con s una busta, e Zachary vide subito che veniva da Mrs Burnham.
30 gennaio 1840
Caro Mr Reid,
ho bisogno di vedervi immediatamente. Vi prego, venite subito nella stanza da cucito. Ho detto alla servit che ho bisogno di un vostro consiglio per fissare le tende, quindi portatevi dietro il metro.
C.B.
Pochi minuti dopo Zachary era sulla porta della stanza da cucito. Madam? Mrs Burnham?
Ud dall'altro lato della porta una voce che si rivolgeva a una cameriera nel solito tono imperturbabile: Oh,  il segatore? Fallo entrare. Challo!
La cameriera apr la porta e sgattaiol via. Zachary entr e vide Mrs Burnham seduta al tavolo da cucito con un'aria perfettamente calma e il ricamo fra le mani.
Ma non appena la porta si chiuse, lasci cadere il telaio.
Oh, Mr Reid! esclam alzandosi di scatto.  tutto sottosopra!
Cosa intendete, Mrs Burnham?
Lui  qui! Mio marito... Mr Burnham!  tornato dalla Cina con due navi: la Ibis e un'altra imbarcazione che ha comprato di recente, l'Anahita. Sono tutt'e due ancorate ai Narrows, a venti miglia da qui. Mi ha mandato un sowar con un messaggio: sar da noi in serata.
Zachary la fiss attonito. Lo aspettavate?
No! Non ne avevo idea! Si port alla gola una mano tremante. Oh, Mr Reid... e questo  il meno.
Che altro c'?
Non ci crederete... Mio marito ha deciso che dobbiamo trasferirci in Cina!
In Cina! disse Zachary. Ma perch?
Dice che presto sulla costa cinese verr aperto un nuovo porto franco. A Londra  gi stata presa una decisione in tal senso. Dice che si creeranno nuove grandi opportunit, e che lui vuole essere l per approfittarne.
E vostra figlia?
Per il momento rester coi nonni.
Zachary era sgomento. Cosa significa questo per noi? Non ci vedremo pi?
Assolutamente no! grid lei. Non potremo mai pi vederci come prima. Non dovete neanche farvi sfiorare dal pensiero. Mr Burnham  di un'astuzia diabolica, e ne voi n io saremmo in grado di ingannarlo mentre sar qui.
Dunque  cos?  finita?
Insomma, Mr Reid, lo sapevamo che un giorno sarebbe finita. A quanto pare quel giorno  arrivato, e dobbiamo farcene una ragione.
Zachary aveva un groppo in gola.
Per, Mrs Burnham, mi avevate promesso che quando fosse giunto il momento avremmo concluso in bellezza.
Ormai  impossibile, non lo capite? Sar qui stasera.
Gli mise una mano sul braccio. Sentite, Mr Reid,  dura anche per me. Anzi... a dire il vero, per me  molto pi dura che per voi. Io ho solo la mia vita passata a cui tornare: ricevimenti, chiesa, cause benefiche e laudano per dormire la notte. Ma voi siete giovane, avete tutta la vita davanti. Troverete la felicit con Paulette, o con un'altra.
Al diavolo Paulette! sbott lui.
Negli ultimi mesi, via via che la sua intimit con Mrs Burnham andava crescendo, in Zachary era cresciuto anche il rancore verso Paulette; la cosa che pi lo irritava era che lo avesse accusato di averla sedotta, mentre in realt non le aveva mai mancato di rispetto. S, una volta aveva chiesto la sua mano, e lei lo aveva respinto con malagrazia! Se quello era il ringraziamento per la sua correttezza, non lo si poteva biasimare se si era dato all'adulterio.
Di Paulette non me importa un fico secco!
Non dite cos! Paulette avr anche commesso degli sbagli, ma  una brava ragazza... Per voi sarebbe un'ottima moglie.
Zachary dovette trattenersi dal pestare i piedi come un bambino capriccioso.
Non voglio sposarla! Non voglio sposare nessuno!
Sul viso di Mrs Burnham apparve un'espressione crucciata. Certo che dovete sposarvi, Mr Reid, e anche presto, altrimenti ricadrete vittima del vostro antico disturbo. Se dalla nostra relazione  venuto qualcosa di buono,  che quel capitolo  chiuso, dico bene? Ora che siete guarito non dovete assolutamente abbassare la guardia. Su questo tutti gli uomini pi illuminati concordano: meglio il bordello che indulgere a egoistici piaceri solitari.
Mrs Burnham ribatt Zachary, intendete incoraggiarmi a frequentare postriboli e lupanari?
Certo che no disse lei. Intendo incoraggiarvi a domare il selvaggio in agguato dentro di voi. Viviamo in un'epoca di progresso, e per farne parte dovete distruggere tutto ci che di arretrato vi portate dietro. E sono convinta che, se vi ci applicherete, non sar difficile. Col duro lavoro, la preghiera, l'esercizio fisico, una dieta sedativa e bagni freddi riuscirete a sconfiggere il malanno. Dovete tenervi al passo coi tempi, Mr Reid... dovete trasformarvi in un uomo nuovo. Se ci riuscirete, avrete il mondo ai vostri piedi!  questo che mi aspetto da voi; questo vi meritate.
Molto gentile da parte vostra dirmi queste cose, Mrs Burnham. Ma quello che merito davvero  che manteniate la vostra promessa... riguardo a come si sarebbe conclusa la nostra relazione.
Su, su, Mr Reid. Adesso il suo tono era cambiato, aveva un che di autoritario che da un po' non le sentiva nella voce. Non siete un bambino, non fatene un tumasher.
Scuotendo il fazzoletto, gli indic la porta: Dovete andarvene prima che tornino le cameriere.
Ma lui rimase ancora un momento dov'era, deciso a non cedere; allora lei gli sussurr all'orecchio: Ricordate, Mr Reid... Se dovesse nutrire il minimo sospetto, mio marito ci distrugger entrambi. Quindi vi prego, cercate di dominarvi.
A poco a poco i suoi piedi cominciarono a muoversi. Arrivato alla porta, si gir un'ultima volta: Arrivederci, Mrs Burnham.
Lei si stava asciugando gli occhi col fazzoletto.
Arrivederci, Mr Reid.
Zachary apr la porta e se ne and.
Solo alla fine di gennaio Kesri apprese dove sarebbero andati i volontari. Fu il capitano Mee a comunicarglielo: Havildar, ho una notizia importante. Il burra laat, Lord Auckland, e il jangi laat, il generale Sir Hugh Gough, hanno ricevuto da Londra un comunicato ufficiale. Abbiamo ordine di dirigerci verso la Cina meridionale.
Kesri rest di stucco. La Cina gli era sembrata una destinazione cos improbabile che non aveva dato alcun peso alle voci che giravano. Ma quando il capitano gli chiese se voleva riconsiderare la decisione di partire volontario, rispose senza esitare: No, Mee-sahib. Ho dato la mia parola e partir. Ma riguardo agli altri non garantisco.
Pensi che perderemo molti uomini?
Vedremo, signore. Alcuni  meglio perderli che trovarli.
Il giorno dopo Kesri radun la compagnia e Mee comunic la notizia nel suo solito stile impersonale, parlando attraverso un interprete. Concluse dicendo che, se qualcuno dei sepoy voleva cambiare idea, aveva tre giorni per farlo. Quando tocc a lui parlare, Kesri forn ulteriori dettagli, spiegando che chi si fosse tirato indietro avrebbe dovuto restituire i rimborsi e gli altri emolumenti ricevuti al momento dell'ingaggio. Anche questo andava fatto entro tre giorni, dopodich nessuno avrebbe pi potuto tirarsi indietro: chi avesse avuto un ripensamento sarebbe stato considerato un disertore.
Kesri sapeva che per la maggior parte dei volontari la prospettiva di restituire rimborsi ed emolumenti sarebbe stata un forte deterrente. Riteneva che non si sarebbero tirati indietro in molti, ma si sbagliava. Nove uomini, quasi un decimo della compagnia, chiesero di essere riassegnati alle unit di provenienza. Li conged all'istante e li fece portare via sotto scorta: meglio disfarsene subito piuttosto che permettere che diffondessero il loro veleno.
Trascorso il terzo giorno, Kesri ricord alla compagnia che il tempo del ripensamento era finito. Da quel momento tenne gli uomini sotto stretta sorveglianza. Non temeva l'ammutinamento o la disaffezione - al chiuso delle mura di Fort William sarebbe stato facile individuare ed eliminare qualunque segno di renitenza - ma la diserzione. Adesso che la notizia della partenza per l'Oriente era di dominio pubblico, gli uomini erano liberi di chiedere licenze e assentarsi per brevi periodi. Considerato lo scarso morale della truppa, qualche diserzione era inevitabile. Kesri si rassegn ad affrontare il problema quando si sarebbe presentato.
C'era tuttavia anche un aspetto positivo. Adesso che il divieto di uscire dal forte era stato revocato, Kesri poteva finalmente visitare il bazar e le Sepoy Lines per dedicarsi a una faccenda che per tutto quel tempo aveva dovuto rimandare: mettere insieme il contingente dei civili al seguito che, una volta reclutati i necessari lavandai, sarti, ciabattini, portatori d'acqua, dispensieri, facchini e addetti alle salmerie, sarebbe stato ancora pi folto di quello dei soldati. E poi bisognava pensare ai daftardar e alle milizie ausiliarie, un'altra squadra molto nutrita, tra infermieri, scrivani, interpreti, contabili, serventi, lascari di terra, pifferai, tamburini e cos via.
Reclutare i civili al seguito era un compito gravoso, ma qualcosa da guadagnarci c'era. Di solito i civili venivano forniti da sirdar, ghat-serang e altri procacciatori di manodopera, molti dei quali traevano grandi profitti dagli appalti per l'esercito ed erano disposti a pagare mance sostanziose pur di assicurarseli. Di solito gli ufficiali lasciavano l'incombenza ai sottufficiali di pi alto grado e ai furieri, che col beneplacito generale spesso riuscivano a raggranellare un bel gruzzoletto.
Ci non valeva per le milizie ausiliarie, che facevano gi parte degli effettivi dell'esercito. Per anche in questo caso Kesri pot, con l'appoggio del capitano Mee, selezionare i suoi uomini di persona. Prest particolare attenzione a tamburini e pifferai, che venivano scelti fra i rampolli di truppa, ragazzini spesso di dieci o undici anni, in gran parte eurasiatici. Alcuni erano figli illegittimi di soldati britannici ed erano forniti dagli orfanotrofi, altri erano discendenti dei leggendari topaz, gli artiglieri goani e portoghesi che avevano combattuto per la Gran Bretagna al tempo delle prime conquiste in India.
Sebbene i banjee-boy, com'erano chiamati, fossero relativamente pochi, contribuivano in grandissima misura a mantenere alto il morale della truppa. Spesso diventavano le mascotte delle proprie unit, e a volte i sepoy ci si affezionavano tanto da trattarli come figli.
Kesri volle esaminarli di persona passandoli in rassegna uno a uno. Nel corso di una di quelle selezioni, un ragazzino lasci sbadatamente cadere il flauto; aveva undici o dodici anni, ma era alto per la sua et, con occhi ambrati, capelli castani e naso all'ins. Riprese a suonare imperterrito, anche se alla fine dell'esibizione gli tremava il labbro. Kesri cap che aveva paura di non essere selezionato, e gli fece segno di venire avanti.
Naam kya hai tera? Come ti chiami?
Dicky Miller, havildar-sah'b.
Lo sai dov' diretta la spedizione?
Sissignore. In Cina.
E non hai paura?
Gli occhi ambrati del ragazzo s'illuminarono. Nossignore! rispose gonfiando il petto. Main to koi bhi cheez se nahin darta! Io non ho paura di niente!
Quella foga gli conquist la stima di Kesri, che volle includere il ragazzo nel contingente dei pifferai e tamburini della compagnia. E quando la banda fece la sua prima comparsa nella piazza d'armi, cap di avere fatto una buona scelta: coi suoi occhi vispi e il passo baldanzoso, il giovane Dicky Miller era proprio quello che ci voleva per tenere alto il morale della truppa.
Dopo essere stato congedato da Mrs Burnham, Zachary torn al budgerow con la testa in subbuglio, incapace di concentrarsi su quel che stava facendo. Ovviamente aveva sempre saputo che le sue visite al boudoir prima o poi sarebbero finite, ma pensava che almeno gli sarebbe stata concessa la sua notte d'addio.
La verit era che, nonostante i ripetuti avvertimenti di Mrs Burnham, Zachary aveva sempre creduto che in un modo o nell'altro la loro relazione clandestina sarebbe continuata; non aveva mai preso in considerazione la possibilit di essere gettato fuoribordo da un giorno all'altro come un bozzello usurato. Ma oltre alla rabbia, all'amarezza, al dolore e alla gelosia, provava anche un forte senso di riconoscenza verso Mrs Burnham per tutto quello che gli aveva dato, e non era ai soldi che pensava. La sua ammirazione per lei non era diminuita dal fatto di essere stato scaricato cos all'improvviso.
Anche questo aumentava la sua confusione, inducendolo a interrogarsi sulla natura del loro legame: cos'era esattamente quel che si era venuto a creare fra loro? Di certo non amore, una parola che nessuno dei due aveva mai usato; n pura attrazione fisica, perch lui era incantato non solo dal suo corpo ma anche dalla sua voce, dalle sue parole, dalle cose che diceva. Mrs Burnham gli aveva aperto uno spiraglio su un mondo di lusso e ricchezza in cui i piaceri pi raffinati e voluttuosi erano quelli rubati, e proprio il fatto che fossero un furto li rendeva, quando era a letto con lei, cos deliziosi e inebrianti. Era come se gli avesse concesso di mettere piede sulla soglia di quel mondo, e adesso non gli restava che entrarci... ed era deciso a farlo, non fosse che per dimostrarle che ne era capace.
Ma come?
Non riuscendo a trovare una risposta se ne and in una gargotta di Kidderpore e ci rest fino a notte fonda.
La mattina dopo, al risveglio, si rese conto che avrebbe dovuto porgere i suoi omaggi al burra sahib. Ma rimandava, non sapendo se sarebbe riuscito a mantenere un atteggiamento normale, temendo di tradirsi con una parola o un gesto di troppo.
Tuttavia, col trascorrere delle ore gli era sempre pi chiaro che non facendosi vedere avrebbe attirato maggiori sospetti. Cos, nel tardo pomeriggio, si arm di coraggio, si present alla grande casa e chiese di Mr Burnham.
Un khidmutgar lo accompagn in un salotto dove il burra sahib era a colloquio con un gentiluomo dall'aria molto importante. Mentre aspettava col cappello in mano, il carisma di quel magnate cominci inaspettatamente ad ammaliarlo: la statura imponente, il torace ampio e maestoso, la barba lucente, addirittura il gonfiore del ventre, tutto in Mr Burnham contribuiva a circondarlo di un'aura tale che anche solo ottenere la sua approvazione sembrava una ricompensa per cui valeva la pena lottare.
N, con sua grande sorpresa, Zachary provava il senso di colpa o la gelosia che si sarebbe aspettato. Al contrario, avvertiva una sorta di solidariet, addirittura di complicit, derivante dal sapere che n l'uno n l'altro avrebbero mai potuto rivendicare il possesso del cuore di Mrs Burnham, che lei aveva donato una volta per tutte al suo primo amore.
Quando infine Mr Burnham si volt verso di lui, Zachary gli tese la mano con sincero calore.
Molto lieto di vederla, signore.
Anch'io sono lieto di vederla, Reid. Ha gi finito col budgerow?
Non ancora, signore, ma poco ci manca.
Ottimo! Felice di sentirlo. Mi faccia sapere quando sar pronto e verr a dare un'occhiata.
E con ci Burnham gir sui tacchi e si ritir nel suo daftar.
Quella conversazione, per quanto breve, ebbe su Zachary un effetto galvanizzante, cos che si mise a lavorare con pi impegno che mai, lucidando, martellando, cesellando e strofinando. A volte, quando s'interrompeva per riposarsi, la sua mente vagava, e allora gli sembrava che quegli ultimi mesi fossero trascorsi in una sorta di delirio in cui nulla era reale se non la febbrile volutt delle notti con Mrs Burnham: che fosse o meno con lei, sentiva sempre la sua voce; anche quando si coricava nel proprio letto malconcio, si sentiva cullato dalle sue lenzuola di seta.
Se le reminiscenze di quelle notti fossero state un puro fenomeno intellettuale, le avrebbe potute gestire senza grandi difficolt. Ma anche il suo corpo aveva accumulato molti ricordi, ed essendosi abituato ai piaceri carnali del boudoir spesso chiedeva a gran voce un po' di sollievo. Ma sotto questo aspetto Zachary era diventato inflessibile. Le parole di Mrs Burnham sull'argomento gli riecheggiavano nelle orecchie, e seguendo il suo consiglio cominci a mangiare giudiziosamente, nutrendosi soprattutto di cracker e cibi insipidi e poco speziati. Faceva molto esercizio fisico, con pesi e manubri, e quando poi il suo corpo era accalorato all'estremo faceva un lungo bagno freddo per calmare i bollenti spiriti. Di notte, quando il pericolo di lasciarsi andare era maggiore, si legava le mani alla testiera del letto come raccomandato dal dottor Tissot, per impedire che vagassero. Una sera partecip addirittura a un incontro di preghiera in citt, e per la prima volta in vita sua cap di cosa stava parlando il predicatore coi suoi discorsi sulla natura peccaminosa dell'uomo e sul diavolo annidato nel cuore di ognuno; anche lui, come gli altri fedeli, usc dall'incontro armato di un prezioso arsenale di sacri terrori.
E in effetti, proprio come Mrs Burnham aveva previsto, quelle crescenti paure e ansie operarono su di lui un cambiamento lento ma costante. Ora cominciava a capire perch era pi importante conservare che sprecare, accumulare che spendere, ed era sempre pi disgustato dalla sua vita di prima, una vita di sperpero e indigenza, in cui aveva dissipato la sua mente e il suo corpo inseguendo vani desideri, aveva dilapidato le sue forze fisiche e spirituali in assurde fantasticherie. Aveva una gran voglia di lasciarsi quella vita alle spalle, ma come? Quella domanda lo assillava.
Un giorno vide passare la carrozza dei Burnham con dentro il padrone e la padrona, e fu assalito dalla smania di dimostrare a tutt'e due che lui non era solo un carpentiere, che anche lui poteva diventare un burra sahib, con una grande casa, una carrozza e una flotta.
Ma come?
Non trovava una risposta. Dopo aver passato molte ore a spremersi inutilmente le meningi, se ne and a Kidderpore a comprarsi una bottiglia di rum.
10.
Ora che conoscevano la loro destinazione, i volontari non parlavano d'altro che della Cina. E pi ne parlavano, pi rapide si diffondevano le dicerie: era come se il nome stesso di quel remoto paese, Maha-Chin, risvegliasse ancestrali paure. Naturalmente non ne sapevano nulla, se non che i cinesi erano diversi sotto ogni punto di vista, a cominciare dall'aspetto: somigliavano ai gurkha, diceva qualcuno, e anche questo era motivo d'inquietudine. I sepoy infatti avevano parenti che una ventina d'anni prima avevano combattuto contro l'impero dei gurkha per la Compagnia delle Indie orientali, ed erano ben consapevoli della loro reputazione di grandi guerrieri. Uno dei naik era figlio di un sepoy caduto nella battaglia di Nalapani, dove i gurkha avevano inflitto agli inglesi una sonora sconfitta. Come tutti i militari di professione, i sepoy avevano la memoria lunga, e ricordavano che, nonostante la loro maestria nell'arte della guerra, qualche decennio prima i gurkha erano stati sconfitti e assoggettati dall'esercito del Maha-Chin ka Faghfoor, l'imperatore della Cina.
Tutto ci suscitava grande apprensione, ulteriormente alimentata da illazioni e dicerie: alcuni sepoy sostenevano che i cinesi avevano poteri soprannaturali ed erano maestri dell'occulto; altri dicevano che possedevano armi segrete e conoscevano trucchi per seminare il panico fra i nemici.
Kesri non era indifferente a quelle voci: anche lui sul campo di battaglia aveva personalmente sperimentato molti strani fenomeni, e non dubitava che in guerra potessero agire forze ignote. Altrimenti perch i soldati pregavano prima di combattere? Perch portavano amuleti protettivi e facevano benedire le armi? Parlare di fortuna e caso, come facevano gli ufficiali inglesi, era solo una scappatoia: a cosa si riferivano quelle parole, se non all'intervento del kismat? E se davvero credevano che le forze soprannaturali e divine non avessero parte alcuna nella guerra, perch allora gli angrez andavano in chiesa a pregare alla vigilia di una battaglia? Perch permettevano che gli attendenti portassero le loro armi al tempio per farle benedire?
Ma naturalmente di quei suoi dubbi Kesri non poteva fare parola con nessuno, men che meno coi naik e i lance-naik: a loro raccontava aneddoti sulle sue esperienze belliche in Birmania, dove pure la popolazione somigliava ai cinesi e ai gurkha. Effettivamente, diceva, erano guerrieri abili e valorosi, che ricorrevano a ogni sorta di stratagemmi per confondere i nemici. Ma alla fine anche i birmani, che in passato avevano sgominato le armate dell'imperatore della Cina, erano stati sconfitti: non c'era motivo di temere cos tanto i soldati cinesi, diceva. Come tutti, anche loro potevano essere battuti.
Ormai l'autorevolezza di Kesri tra gli uomini era abbastanza consolidata perch le sue parole avessero un effetto rassicurante. Grazie al quadrato da wrestling aveva costruito forti legami personali con molti sepoy, conquistandosi la loro fiducia. Inoltre era confortante sapere che il loro havildar aveva gi combattuto oltremare. Col trascorrere dei giorni, i risultati nella piazza d'armi migliorarono al punto da strappare al capitano Mee qualche burbera parola di approvazione: Gli uomini cominciano a darci sotto, havildar. Ottimo lavoro.
A fine febbraio il capitano diede nuovi ragguagli a Kesri e agli altri sottufficiali. Con l'aiuto di una grande mappa e di due interpreti, spieg che la compagnia era stata assegnata alla Hind, un mercantile che li avrebbe portati a Singapore, e da l verso la Cina meridionale. La prima parte del viaggio sarebbe durata fra i quindici e i venti giorni, a seconda delle condizioni atmosferiche; quella successiva un po' meno. I tempi di navigazione non si potevano prevedere con certezza. Probabilmente sarebbero partiti al placarsi del monsone settentrionale e prima che cominciassero le piogge estive, cio in marzo o aprile; quindi mancavano solo poche settimane.
La lunghezza della traversata fu una sorpresa per Kesri. Nessuno dei suoi precedenti viaggi per mare era durato pi di una settimana, e l'idea di trascorrere un mese o pi su una nave non era una prospettiva allettante. Non che fosse preoccupato per i disagi del viaggio, ma non sapeva come avrebbe fatto a mantenere alto il morale della truppa cos che poi, giunta a destinazione, fosse in grado di combattere. Pochissimi fra i sepoy avevano mai navigato prima, e tutti condividevano il sacro terrore del Kala-Pani, il Nero Oceano, cos diffuso nelle regioni da cui provenivano.
Kesri sapeva che i ragguagli forniti dal capitano Mee avrebbero suscitato nuove apprensioni, e cos fu. Un giorno, un infermiere venne a riferirgli che un sepoy si era ferito gravemente con la baionetta. Quando Kesri giunse all'infermeria per interrogarlo, l'uomo afferm di essersi fatto male accidentalmente. Tuttavia era evidente che mentiva: la ferita era nella parte pi carnosa della coscia, dove avrebbe arrecato minor danno. Il sepoy doveva essersela procurata di proposito, nella speranza di congedarsi con uno stato di servizio immacolato e conservare i rimborsi ricevuti, e magari ottenere anche una pensione.
Di comune accordo, Mee e Kesri decisero di punirlo perch servisse da esempio agli altri e a nessuno venisse in mente di imitarlo. Fu convocata alla svelta una corte marziale e l'uomo fu condannato a sette anni di deportazione, da scontare sull'isola Principe di Galles.
Di solito lo sguardo di Baboo Nob Kissin era circospetto e vigile, come quello di un ruminante che teme l'avvicinarsi di un predatore affamato. Ma la presenza di Zachary spesso produceva in lui una trasformazione, e ora, mentre apriva la porta della cabina del budgerow, gli s'inumidirono gli occhi all'idea di rivedere l'oggetto della sua devozione.
Era trascorso un anno e mezzo dall'ultima volta che Nob Kissin aveva posato gli occhi su Zachary. Nel frattempo era stato quasi sempre in Cina con Mr Burnham, e con lui era tornato a Calcutta, sull'Anahita. Se le circostanze l'avessero permesso, sarebbe andato subito a cercare Zachary, ma Mr Burnham aveva deciso altrimenti e, il giorno stesso del loro arrivo, l'aveva spedito a Patna e Ghazipur per informarsi sul raccolto di papavero. Non appena portata a termine la sua missione, tuttavia, Nob Kissin si era precipitato al budgerow con lo stato d'animo di un pellegrino devoto, e ora, mentre la porta della cabina lentamente si apriva, rest sbalordito nel vedere che Zachary era stravaccato sul letto, in mutande, con le dita strette intorno al collo di una bottiglia di rum semivuota.
In altre circostanze, l'odore dell'alcol e del sudore avrebbe suscitato in lui una profonda ripugnanza, ma trattandosi di Zachary interpret quell'ubriachezza come il segno di qualcosa di ignoto e inatteso, di uno sconcertante mistero che l'avrebbe fatto progredire lungo la strada che portava all'illuminazione. Entr in punta di piedi e indugi tenendosi in disparte, approfittando della rara opportunit di godersi indisturbato quel darshan: contemplando quella figura che russava e sudava, il suo cuore si gonfi per l'emozione quasi incontenibile che Zachary suscitava in lui, riportandolo al momento della sua epifania, quando era salito per la prima volta a bordo della Ibis.
Quel giorno, mentre si dirigeva verso le cabine degli ufficiali a poppa, aveva udito il suono di un flauto, lo strumento del divino flautista di Vrindavan, il dio dell'amore e della guerra. Quella musica gli aveva scombussolato le viscere. Dopo un iniziale momento di allarme, si era reso conto che non si trattava di un disordine intestinale, ma del risveglio della sua defunta guru-majee, Ma Taramony, che dopo essersi disfatta della propria forma terrena era trasmigrata nel suo corpo. Quello scombussolamento era il segno che era rintanata dentro di lui, che stava prendendo vita e cominciava a crescere come un embrione dentro un uovo, e che quel processo si sarebbe concluso solo quando il suo corpo ne fosse stato interamente occupato e l'involucro fosse divenuto inutile come il guscio rotto di un uovo. Baboo Nob Kissin era allora caduto in ginocchio davanti alla porta della cabina di Zachary, che proprio in quel momento si era spalancata rivelando colui che stava suonando il flauto: un giovanotto robusto in calzoni e camicia, con una spolverata di lentiggini e i capelli scuri e ricciuti.
Era una visione leggiadra, non indegna di un messaggero del bellissimo Banka-bihari di Vrindavan, deludente per un aspetto soltanto, ovvero il colore della pelle, che era avorio, del tutto diverso dalla scura tinta bluastra del Nero Signore. Ma il Malizioso Ladro di Burro amava tendere tranelli, e lui aveva sempre saputo che, se mai gli fosse stato dato un segno, l'emissario sarebbe stato camuffato in modo tale da mettere alla prova la sua perspicacia. La verit, lo sapeva, si sarebbe nascosta in un luogo inatteso, e infatti l'aveva infine scoperta mentre esaminava l'elenco dei membri dell'equipaggio: l, accanto al nome di Zachary Reid, nella colonna razza, c'era scritto nero.
Nob Kissin non aveva avuto bisogno di ulteriori conferme. Proprio come si aspettava, l'apparenza esteriore del messaggero non era che un mascheramento dell'essenza interiore, un aspetto del flusso e della trasformazione del mondo materiale, il Samsara. Aveva strappato la pagina e da allora aveva sempre portato quel segreto su di s: era diventato il suo legame con Zachary, la reliquia che gli ricordava l'inizio della propria trasformazione.
Da quel giorno, la barriera che dentro di lui separava la vita spirituale da quella materiale aveva iniziato a dissolversi. Fino ad allora si era sempre fatto lo scrupolo di tenere distinta la sfera della sua ricerca interiore da quella della sua esistenza profana, che era l'esistenza di uno scaltro e spietato professionista delle arti terrene, fiero di promuovere gli interessi del suo datore di lavoro, Mr Benjamin Burnham. La trasformazione messa in moto dall'avvento di Zachary aveva spazzato via l'argine che separava i due fiumi della sua vita; come una marea che si riversa oltre un'alzaia, l'amore e la compassione della sua vita interiore avevano inondato il dominio del gomusta, e le due correnti erano a poco a poco confluite in un unico, grande, incontenibile flusso di amore e compassione.
Nulla di tutto ci sarebbe accaduto se Zachary non fosse comparso nella sua vita recandogli quel dono straordinario, poich quell'emissario aveva il potere di suscitare potenti emozioni nel cuore di coloro che entravano nella sua orbita: amore e desiderio, rabbia e invidia, compassione e generosit. Eppure, e anche questo era un segno di chi egli fosse, l'emissario non era affatto consapevole dell'effetto che produceva su coloro che lo circondavano.
La trance di Baboo Nob Kissin non s'interruppe neanche quando Zachary apr gli occhi e sbott irritato: Ehi, Baboo, non l'ho sentita bussare. Che ha da fissarmi a quel modo?
Quale modo?
Come un maiale che guarda uno stronzo.
Nob Kissin era abituato a sentirsi apostrofare con quel tono dal sacello della sua devozione; anzi, quelle strigliate se le aspettava e gli facevano addirittura piacere, le considerava infatti un promemoria degli ostacoli di cui era disseminata la via che stava percorrendo. Ma, per salvaguardare le apparenze, si mostr offeso, gonfiando il petto per l'indignazione fino a riempire l'ampia alkhalla che indossava: Arr! E chi la fissa? Guardo e sto tranquillo. Perch devo fissare? Anche la mente ha occhi, no? Superflue sono le forme terrene per chi sa percepire significati occulti.
Come spesso accadeva coi discorsi del gomusta, a Zachary il senso recondito di quelle parole sfugg completamente. Avrei solo voluto saperlo, che veniva, Baboo brontol. Non dovrebbe piombarmi addosso cos all'improvviso, m' preso un colpo.
Come potevo informare? Troppo daffare, no? Tornato dalla Cina con Burnham-sahib, ho subito ricevuto ordine di andare a Ghazipur a ispezionare il raccolto di oppio. Appena ho potuto, sono corso qui da lei a rendere visita.
Allora com' andato il viaggio in Cina?
Niente da ridire, tutto considerato. E ho anche una buona notizia per lei.
Zachary si tir su e s'infil la camicia. Sarebbe?
Fatto visita a Miss Paulette.
A quelle parole, Zachary scatt in piedi. Cosa? Cos' che ha detto?
Miss Paulette ripet il gomusta, raggiante. L'ho incontrata sull'isola chiamata Hong Kong. Ha avuto lavoro come assistente di un botanico inglese. Hanno tante serre sull'isola, e dentro ci mettono tutti gli alberi e i fiori della giungla.
Zachary distolse gli occhi da Nob Kissin e si lasci cadere di nuovo sul letto. Era molto tempo che non pensava a Paulette; ora gli tornavano in mente, con una punta di nostalgia, le loro baruffe notturne, e come sbucava dalle ombre per accostarsi a lui... Ma poi ricord che quella Paulette era solo un fantasma, un parto della sua fantasia, e che la vera Paulette aveva ordito ai suoi danni un inganno che lui non avrebbe mai scoperto se non fosse stato per Mrs Burnham.
Si tir su con un'espressione accigliata. Paulette ha chiesto di me?
Ma certamente. Una copia della Calcutta Gazette era venuta tra le sue mani e aveva letto la notizia su di lei. Era al corrente che tutte le accuse sono cadute e che adesso lei ha in progetto di salpare per la Cina. Ha fatto copiose domande su quando sarebbe arrivato. Le viene il crepacuore a forza di aspettare, aspettare. Le ho detto che  molto probabile che lei si imbarchi e vada. Dopotutto  un marinaio, no?
La risposta di Zachary fu immediata: No, Baboo. Sono stufo di quella merda, navigare, rischiare ogni giorno la vita, non avere mai un soldo in tasca. Non voglio pi essere un povero meritevole. Sospir. Voglio essere ricco, Baboo; voglio avere lenzuola di seta e guanciali morbidi e buon cibo; voglio vivere in una casa come quella. Indic la dimora dei Burnham. Voglio possedere le navi, non lavorarci su.  questo che voglio, Baboo; voglio vivere nel mondo di Mr Burnham.
Quel suo salmodiare la parola voglio fu per Nob Kissin un'illuminazione: Ma Taramony aveva sempre detto che l'et presente, Kaliyuga, l'et dell'apocalisse, era il tempo del volere, un'epoca di sfrenate bramosie in cui il genere umano era dominato dai demoni della cupidigia e del desiderio. Sarebbe finita solo quando il Signore Vishnu fosse disceso sulla terra sotto le spoglie del suo ultimo avatar, il distruttore Kalki, per dare inizio a un nuovo ciclo di tempo, Satyayuga, l'et della verit. Ma Taramony sosteneva che, per affrettare l'avvento di Kalki, sarebbe comparsa sulla terra una moltitudine di esseri deputati ad accelerare la marcia della cupidigia e del desiderio.
E Baboo Nob Kissin fu folgorato dall'idea che Zachary fosse l'incarnazione della profezia di Ma Taramony. Adesso ogni tessera andava al suo posto, e sarebbe stato suo dovere assistere Zachary nella missione di sbrigliare il demone della cupidigia che alberga nel cuore di ogni uomo.
Quanto al come, conosceva lo strumento adatto: una sostanza che aveva il potere di trasformare in oro la fragilit umana.
L'oppio  la soluzione disse a Zachary.  cos che si possono spingere le persone a volere: l'oppio lusinga tutti i desideri. Questo lei deve fare, deve imparare a comprare e vendere oppio, come Mr Burnham. Lei  il pi adatto all'uopo.
Zachary fece una smorfia perplessa. Non lo so, Baboo disse. Non ho mai avuto il bernoccolo degli affari... non so se ne sono capace.
Nob Kissin congiunse le mani in un gesto di preghiera. Nessuna preoccupazione, Malum Zikri... Se incanala le energie e agisce con la dovuta diligenza, riuscir nell'impresa. Addirittura sorpasser Mr Burnham! Da trent'anni faccio il gomusta... ho tutti i segreti in tasca. E tutto render noto a lei. Se lavorer di buona lena e ascolter i miei insegnamenti, raggiunger presto il successo. Chi non risica non rosica, no?
Ma non so neanche da che parte cominciare.
Nob Kissin si gratt il mento. Quanto denaro ha?
Vediamo. Zachary infil una mano sotto il materasso e tir fuori la sacchetta coi soldi che gli aveva dato Mrs Burnham negli ultimi mesi. Li aveva usati per saldare i suoi debiti con la Capitaneria di porto, ma ne restavano ancora parecchi: quando l'apr e la svuot sul letto, le monete ruzzolarono fuori in una cascata d'argento.
Per Giove! strill Baboo Nob Kissin, strabuzzando gli occhi di fronte a quel mucchio di metallo scintillante. Saranno almeno mille rupie. Come le ha avute?
Ho fatto qualche lavoretto rispose Zachary sbrigativo. E sono stato attento a non spenderli.
Ottimo.  abbastanza per cominciare... I guadagni verranno in fretta.
E ora che faccio?
Cominceremo domani. Deve venire nello Strand, con la sacchetta, alle cinque del pomeriggio.  pregato di non tardare... Espettorer puntualmente.
18 febbraio 1840
Honam
Ieri era la festa delle lanterne. Nelle due settimane passate dopo l'inizio dei festeggiamenti per il Capodanno cinese, la citt  diventata un immenso parco di divertimenti. Tutti hanno smesso di lavorare e molti sono andati a trovare i parenti al villaggio. La sera, in strada, si faceva baldoria; in cielo si accendevano i fuochi d'artificio e sulle vie d'acqua si affollavano barche adorne di luci.
Le giornate trascorrevano in un vortice di allegria. Dovunque si andasse, risuonavano nelle orecchie le paroleGong Hai Fatt Choy!Talvolta ho festeggiato insieme a Compton e alla sua famiglia, talvolta con Asha-didi, Baburao e i loro figli e nipoti nella casa-barca. Ogni giorno Mithu mi portava dalla cucina prelibatezze di buon auspicio: lunghissimi noodle che non vanno assolutamente spezzati per non accorciare la propria vita; mandarini dorati con le foglie ancora attaccate; involtini fritti, per evocare lingotti d'oro. Confesso che alla fine ero esausto, ed  stato un sollievo, oggi, uscire finalmente per una tranquilla giornata di lavoro.
Per non  stata per niente tranquilla. A met mattina io e Compton abbiamo ricevuto una convocazione urgente da Zhong Lou-si. Dovevamo correre alla Consoo House.
Immaginavo che la convocazione avesse a che fare con la saga dellaCambridge, che io e Compton abbiamo seguito con profondo interesse. La nave  stata abbonacciata per qualche tempo per scarsit di equipaggio, circostanza piuttosto insolita, perch dopotutto il Guangdong  provincia di marinai. Esiste perfino un proverbio: Sette figli a pesca e tre all'aratro. Eppure dopo lunga ricerca si  trovata solo una decina di marinai disponibili e in grado di lavorare su una nave inglese.
Non perch nel Guangdong manchino uomini con esperienza di navi occidentali, ma molti di loro non vogliono rivelare che hanno lavorato all'estero perch  illegale farlo senza informare le autorit. Fra la gente delle barche, una comunit che in passato  stata spesso bistrattata, questo timore  particolarmente sentito. Ed  un ulteriore ostacolo, poich la maggior parte dei marinai della provincia appartiene a tale comunit, e ben pochi si sono fatti avanti quando le autorit si sono messe in cerca di volontari. Sembrava quasi che laCambridgenon avrebbe mai potuto issare le vele.
Compton gi mi aveva detto che Zhong Lou-si stava valutando misure straordinarie. Oggi alla Consoo ho scoperto quali sono.
La Consoo, o Council House, si trova dietro le factory straniere, in Thirteen Hong Street, in diagonale rispetto all'imbocco di Old China Street.  circondata da un minaccioso muraglione grigio e somiglia molto allo yamen di un mandarino. All'interno ci sono numerose vaste sale e padiglioni, tutti con graziosi tetti all'ins.
Siamo stati condotti fino a un padiglione molto all'interno del complesso. Era una giornata fredda e le finestre erano chiuse, ma attraverso i vetri coperti di brina riuscivamo a vedere i contorni di alcune figure sedute a convegno.
Siamo entrati da una porta laterale e ci siamo uniti a un gruppo di segretari e inservienti che si ammassavano contro una parete bisbigliandolo-lo-si-si. In mezzo alla stanza, una mezza dozzina di alti funzionari assisi su scranni maestosi in paramenti formali ostentavano i bottoni e gli altri emblemi del potere. In quanto membro anziano del consiglio, Zhong Lou-si sedeva al centro del gruppo.
L'incontro  iniziato con un colpo di gong, che a sua volta ha dato il via a uno scampanio che si perdeva a poco a poco nei pi lontani recessi dell'edificio.  calato un silenzio nel quale si udiva il passo strascicato di molti piedi lungo un corridoio. Poi sono comparsi cinque uomini in manette, scortati da un drappello di alti manchu corazzati.
I prigionieri erano scuri di pelle e scarmigliati; il loro ingresso  stato accolto da sommessiHaak-gwai!eGwai-lo!Anch'io ero colpito dal loro aspetto selvaggio e macilento. Sembrava che fossero stati tirati fuori da una segreta: capelli e barbe non vedevano le forbici da un pezzo; avevano occhi incavati e guance infossate. Gli abiti, evidentemente forniti per l'occasione, ricordavano quelli consueti dei barcaioli cantonesi, bluse e pyjama, ma ho capito all'istante che erano lascari. Intorno alla testa e ai fianchi avevano stracci e strisce di stoffa simili alle fasce e alle bandane che portano i lascari.
Le guardie li hanno piazzati di fronte ai funzionari, e Compton e io ci siamo messi accanto a loro. Chiarito che la lingua preferita dei prigionieri era l'indostano, si  deciso che io avrei tradotto le loro parole in inglese e poi Compton le avrebbe riferite ai funzionari in cinese formale.
Il primo a interrogarli  stato Zhong Lou-si: Puoi chiedere a questi uomini perch sono stati incarcerati?
Quando ho posto la domanda ai prigionieri,  apparso chiaro che avevano gi scelto il loro portavoce: di corporatura snella e di media altezza, non s'imponeva per l'aspetto, ma lo sguardo acuto e la risolutezza del comportamento lo rendevano diverso dagli altri. La faccia era contornata da una barba ricciuta e gli occhi intelligenti erano protetti da sopracciglia che avrebbero disegnato sulla fronte un'unica linea cespugliosa se non fossero state interrotte da un paio di profonde cicatrici.
Ha fatto un passo avanti, venendo pi vicino a me. Allora mi sono accorto che era anche pi giovane di quanto avessi pensato: il volto bronzeo era del tutto privo di rughe, e la barba era la prima crescita della giovent, ancora non indurita dalla lama del rasoio.
Con gli occhi di tutti puntati su di lui, il ragazzo ha fatto un gesto che ha colto di sorpresa l'intero consesso.
Si  messo la mano destra sul cuore, ha chiuso gli occhi e con un tono di sfida quasi teatrale ha detto:Bismillah ar-Rahman ar-Rahiim...!
Cos' che fa? mi ha bisbigliato Compton.
Dice una preghiera musulmana, ho risposto.
Solo a orazione conclusa il giovane si  rivolto ai presenti sbalorditi. Mentre lui parlava, io traducevo: Mi avete chiesto come siamo finiti in prigione.  accaduto proprio qui a Guangzhou, un anno fa. A quell'epoca eravamo al servizio di un certo Mr James Innes, mercante e armatore inglese. Avevamo lavorato per qualche mese sulle sue navi, come lascari.
Il ragazzo parlava un indostano fluente, ma ho notato le tracce di un accento bengali.
Un giorno, mentre la nostra nave era ormeggiata a Whampoa, Innes-sahib ci ha ordinato di caricare delle casse su due scialuppe della nave. Ci ha detto che dovevamo portarle a remi alla sua factory, a Canton, il giorno dopo. Non ci ha detto cosa c'era dentro le casse, ma noi abbiamo capito che era oppio. Gli abbiamo detto di no, che non ci saremmo andati, ma Mr Innes ci ha minacciato e costretto a obbedire ai suoi ordini. Il giorno dopo abbiamo caricato le casse su due scialuppe e abbiamo remato fino all'enclave straniera. Quando siamo arrivati alla casa di Mr Innes c' stata un'irruzione di funzionari della dogana, hanno aperto le casse e scoperto che dentro c'era l'oppio. Siamo stati arrestati subito e portati davanti a un giudice. E poi condannati alla prigione.
Ha alzato la voce: Non avevamo commesso nessun crimine n contravvenuto alla legge, era tutta opera di Mr Innes. Eppure ne abbiamo sofferto noi.  stata una grande ingiustizia!
Dopo aver tradotto tutto ci a Compton, mi sono girato verso il giovane lascaro e ho visto che mi fissava: aveva socchiuso gli occhi come se stesse cercando di orientarsi in una stanza buia. Poi all'improvviso ha cambiato faccia e io ho provato la sconcertante sensazione di essere stato riconosciuto.
Mi sono girato dall'altra parte, sbigottito, con la mente in tumulto. Dopo un attimo ho guardato di nuovo il lascaro, e stavolta l'ho riconosciuto anch'io: non era altri che il mio compagno di fuga, Jodu, dal quale mi ero separato alla Grande Nicobar, dopo essere fuggiti insieme dallaIbis.
Non avrei mai immaginato che due paia d'occhi, guardandosi, potessero provocare un impatto cos straordinario, era come se fossi stato colpito da un fulmine.
Entrambi abbiamo distolto rapidamente lo sguardo, ben sapendo di essere osservati. Nel frattempo Compton aveva cominciato a tradurre la risposta del consiglio; io lo ascoltavo e riferivo a Jodu.
Ascolta, questo  ci che mi hanno chiesto di dirti. Il consiglio vuole farvi una proposta: recentemente la provincia del Guangdong ha acquistato una nave, costruita all'europea. Servono marinai che abbiano dimestichezza col funzionamento di simili imbarcazioni. Se accettate di lavorarci per un anno, la vostra condanna sar commutata e alla fine dell'ingaggio sarete liberi. Vi sta bene?
Jodu ha annuito ed  andato a conferire coi suoi compagni. Dopo pochi minuti ha risposto: Di' ai mandarini che ci che ci propongono comporta grossi rischi e un duro lavoro. Accetteremo solo se riceveremo un giusto salario, pari a quello che guadagneremmo su una nave in mare, l'equivalente di dieci rupie d'argento al mese, cio due dollari spagnoli.
Mi sembrava che non fosse nella posizione di avanzare pretese, perci ho ribattuto sottovoce: Sei sicuro di volere che glielo dica?
Jodu ha risposto con un plateale cenno del capo, cos ho tradotto fedelmente le sue parole. Pensavo che non ne avrebbe cavato nulla. Conoscendo i modi dei funzionari cinesi, prevedevo che Jodu e i suoi amici sarebbero andati incontro a uno sbrigativo rifiuto.
Per un po'  sembrato che i miei timori fossero fondati, ma poi, dopo un'accesa discussione,  intervenuto Zhong Lou-si e le cose hanno preso una piega diversa.
Mi ha detto cosa dire e io l'ho spiegato a Jodu: I funzionari cinesi sono disposti a darvi quello che chiedete, ma a certe condizioni. Vi pagheranno il salario in un'unica soluzione alla fine dell'ingaggio. Nel frattempo vi verranno fornite razioni di viveri, equipaggiamento e una piccola provvigione per le spese. Alla fine del servizio, se avrete lavorato in modo soddisfacente, vi verr pagato un bonus pari a un mese di salario. Inoltre, se il vascello dovesse affondare delle navi nemiche riceverete un premio pari a due mesi di salario; e se catturerete una nave nemica vi verr concessa una parte del bottino. Ma dev'essere chiaro che avete la responsabilit collettiva della condotta di ognuno: nel caso di un tentativo di diserzione, o di qualsivoglia slealt, l'accordo sar annullato e i salari confiscati, e sarete processati per tradimento, passibile di condanna a morte. Se accettate tutto ci, si proceder ad accordi in tal senso.
I lascari avevano ascoltato attentamente, e pochi minuti sono bastati loro per decidere.
Ora rispondi, mi ha detto Jodu, che abbiamo anche noi delle condizioni. Siamo tutti musulmani, perci le nostre razioni devono essere halal e devono essere fornite dai commercianti della comunit hui locale, come fanno nella nostra prigione per i detenuti musulmani. E se ci troviamo nei pressi di Guangzhou l'ultimo venerd del mese, vogliamo il permesso di andare in citt, alla moschea di Huaisheng. Sappiamo per esperienza che la gente cinese  spesso sospettosa con gli stranieri, dunque ci aspettiamo un'adeguata protezione in modo da essere tranquilli e lavorare al massimo delle nostre capacit.
Qui Jodu ha fatto una pausa.
Poi ha aggiunto: Se ci garantiscono tutto questo non dovranno dubitare della nostra lealt. Siamo uomini di parola e non tradiremo mai la mano che ci fornisce il sale.
Una volta tradotto tutto ci, Zhong Lou-si e gli altri funzionari hanno lasciato i loro scranni per ritirarsi in un'altra stanza e deliberare in privato. Speravo di avere un po' di tempo per parlare con Jodu ma, appena i funzionari sono usciti, i lascari sono stati ricondotti nei recessi dell'edificio.
A Compton non era sfuggita la mia intesa con Jodu. Mi ha chiesto se lo conoscevo e gli ho detto che una volta ci eravamo trovati a bordo della stessa nave. Gli ho anche detto che mi sarebbe piaciuto parlare con lui, se possibile.
Compton non ha avuto nulla da ridire. Vuole che scopra se Jodu e i lascari sono uomini onesti e affidabili. Ha promesso che organizzer un incontro, nel posto dove abito.
Sono tornato alla casa-barca con la testa che turbinava: quando gli occhi di Jodu hanno incrociato i miei, alla Consoo House,  stato come se le nostre vite fossero cambiate. Cosa strana e potente  il riconoscersi!
Per parecchie notti Shireen si svegli di soprassalto, nell'oscurit, coi nervi tesi e il cuore che batteva all'impazzata. Le pareva incredibile che tutti gli ostacoli che si erano stagliati minacciosi nella sua mente fossero stati superati, e che ora fosse libera di andare in Cina, lei, la madre di Behroze e Shernaz, una nonna che aveva vissuto l'intera vita nella stessa casa e non era mai andata pi in l di Surat! Non aveva mai creduto davvero che il muro contro cui premeva avrebbe ceduto, e invece era successo, e ora si sentiva mancare il terreno sotto i piedi.
In quel periodo difficile, in cui la sua determinazione cominciava a vacillare, fu Rosa a rassicurarla, inducendola a concentrarsi sulle questioni pratiche, ad esempio i bagagli. Le chiese quanti bauli possedeva e se sarebbero bastati per tutte le sue cose.
Shireen ricordava di aver messo in soffitta alcune vecchie casse e i bauli da mare di Bahram. Li fece portare gi e scopr con sgomento che erano in pessimo stato: lo scheletro ligneo era stato polverizzato dalle termiti e i rivestimenti di cuoio divorati dalla muffa. Due per si erano salvati, e le parevano pi che sufficienti; non vedeva come potessero servirgliene di pi.
Ma Rosa scoppi a ridere e replic: No, bibiji, ti serviranno almeno tre bauli in pi e anche un paio di stuoie. Dobbiamo andare subito a ordinarli al bazar cinese.
Cos Shireen fece chiamare un veicolo e attraversarono la citt per recarsi dai valigiai del bazar cinese. Dopo aver fatto le loro ordinazioni, Rosa se ne usc con un'altra trovata: dal momento che avevano il calesse per tutta la mattina, potevano andare anche da Mr da Gama, il sarto, nel suo negozio vicino all'Esplanade.
Shireen aveva pensato di comprare sari e scialli bianchi per il viaggio; non le era mai venuto in mente di far visita a Mr da Gama, che era specializzato nella confezione di palt e mantelle, principalmente per gli europei.
Perch Mr da Gama? chiese Shireen, e Rosa le spieg che a volte gli inverni erano molto rigidi sulla costa cinese meridionale. Shireen avrebbe avuto bisogno non solo di scialli e sciarpe ma anche di mantelle, soprabiti, cappelli, gonne...
Gonne! Shireen si copr la bocca con una mano. Dopo la morte di Bahram si era attenuta rigorosamente alle regole della vedovanza, che prescrivevano, tra le altre cose, di indossare solo sari bianchi. Indossando una gonna avrebbe infranto una tradizione secolare.
Con uno scatto d'inquietudine, Shireen disse: Non penserai di farmi mettere una gonna!
Perch no? replic Rosa col suo sorriso vivace e malizioso. Per mare, le gonne sono molto pi comode dei sari.
Ma cosa penser la gente? Cosa diranno i miei famigliari?
Loro non ci saranno, bibiji.
Shireen non sapeva come spiegarle che l'idea di mascherarsi all'europea le sembrava non solo scandalosa ma anche assurda.
Non posso, Rosa! Mi sentirei ridicola.
Rosa sorrise dandole una pacca amichevole sulla mano.
Nessuno rider di te, bibiji. Sei alta e magra, starai benissimo con un vestito all'europea.
Dici davvero?
Mentre cercava d'immaginarselo, Shireen si rese conto che quel viaggio avrebbe comportato molto pi di un cambiamento di scenario; per arrivare a destinazione avrebbe dovuto diventare una persona diversa.
Nelle settimane successive, mentre una processione di sarti, pellettieri, bustaie e modiste sfilava nel suo appartamento, Shireen cominci a lanciare occhiate a quella nuova incarnazione di se stessa.
Ci che vedeva la induceva a distogliere gli occhi dallo specchio. A parte Rosa, non permetteva a nessuno di entrare nella stanza in cui le venivano prese le misure e provava gli abiti. Nascose il suo nuovo guardaroba perfino alle figlie, chiudendo a chiave l'almirah ogni volta che venivano a trovarla loro o i loro bambini.
Riusc a tenere nascosto il suo guardaroba fino a una settimana prima della partenza. Ma una mattina arrivarono Shernaz e Behroze coi figli per aiutarla a preparare i bagagli, e una delle bambine in qualche modo scov la chiave dell'almirah in cui erano nascosti i vestiti nuovi.
Nell'appartamento riecheggi uno strillo, e d'un tratto fu come se nella stanza da letto di Shireen fosse comparso il tesoro di Aladino: tutti corsero all'almirah e rimasero a fissare increduli i cappelli, le scarpe e le mantelle riposti all'interno.
A quel punto Shireen non pot rifiutarsi di mostrare a figlie e nipoti come stava coi vestiti nuovi. Cedendo alle loro suppliche, indoss un perfetto completo da memsahib - abito, mantella e cappello - e sfil nella stanza sfidandole a ridere.
Ma nessuno rise; spalancarono invece gli occhi per una meraviglia non priva di una sfumatura d'invidia.
Oh, mam! grid Shernaz, che non si era mai rivolta a Shireen in quel modo.
Perch mam? disse Shireen. Da quando in qua mi chiami cos?
Shernaz parve meravigliata: Ti ho chiamata cos?
S.
Dev'essere perch non sembri la nostra solita mamma.
E cosa sembro?
Non so, sembri diversa... pi giovane.
Poi Shernaz, con sorpresa di tutti, scoppi in lacrime. E dopo nessuno riusc pi a tenere gli occhi asciutti.
Negli ultimi due giorni prima della partenza della Hind, Shernaz e Behroze si trasferirono da Shireen coi figli. L'intenzione era di renderle le cose pi facili; naturalmente non fu cos, ma Shireen accett volentieri il lavoro supplementare perch la teneva occupata.
La sera prima dell'imbarco, i suoi fratelli organizzarono in casa uno speciale jashan per chiedere la benedizione del suo viaggio e augurarle una felice traversata. Shireen era piuttosto nervosa, ma and tutto nel migliore dei modi. Ogni eminente famiglia parsi della citt, compresi i Readymoney e i Dadiseth, mand un proprio rappresentante; per qualche minuto fece la sua comparsa perfino Mrs Jejeebhoy. Ma soprattutto erano presenti numerosi membri del panchayat parsi, cosa che le procur un grande sollievo, perch non si era completamente liberata del timore che la pi alta istituzione della comunit potesse metterla al bando. Fu dunque come se il viaggio avesse ricevuto il loro imprimatur.
L'indomani, arrivando al molo con le figlie, i generi e i nipoti, Shireen vide che c'era gi un notevole affollamento. Anche molti parenti di Rosa erano venuti a salutarla, e Vico aveva reclutato un gruppo di musicisti perch suonassero melodie benauguranti.
Il capitano della Hind era stato avvisato del suo arrivo e l'aspettava con un mazzo di fiori. Alto, scurito dal sole, con basette e mustacchi, scort personalmente Shireen alla sua cabina, che si trovava nella tuga di coperta, a dritta. In realt era una suite di cabine, una piccola per dormire e una un po' pi grande con un salottino e un angolo per i pasti. Nella dispensa adiacente c'era una cuccetta per Rosa.
Spero sia di suo gradimento, madam.
Shireen non avrebbe potuto desiderare di meglio.  magnifica! disse.
Dopo che il capitano se ne fu andato, le figlie e i nipoti di Shireen l'aiutarono a installarsi. In pochi minuti le cabine furono sistemate con soddisfazione di tutti. Ma a Shireen sembrava che mancasse qualcosa. Se ne ricord un attimo prima che i suoi accompagnatori scendessero a terra. Si chin su un baule e tir fuori un toran, uno di quei drappi ricamati che vengono appesi intorno alla porta d'ingresso di tutte le case parsi.
Shernaz, Behroze e i bambini l'aiutarono a drappeggiarlo intorno alla porta della cabina. Quando fu appeso, si affollarono nel corridoio a guardarlo.
Ekdum gher javu che, disse Shernaz con un sospiro. Adesso  proprio come a casa, vero?
S, disse Shireen. Proprio come a casa.
L'iniziazione di Zachary al traffico di oppio cominci nello Strand di Calcutta, che correva lungo la zona pi trafficata del fiume Hooghly. Indicando sei velieri ancorati nelle vicinanze, Baboo Nob Kissin spieg che la flotta dell'oppio era appena arrivata dal Bihar, dalle fabbriche di Patna e Ghazipur della Compagnia delle Indie orientali, col primo carico dell'anno. Il raccolto aveva battuto tutti i record; nonostante i problemi in Cina, nei territori della Compagnia la produzione aveva continuato ad aumentare a un ritmo stupefacente.
L'oppio inonder il mercato come un diluvio monsonico dichiar.
Restarono per un po' a guardare mentre la merce veniva scaricata. Ogni mercantile aveva intorno una flottiglia di sampan, scialuppe e bettoline, come maialini attaccati alle mammelle. Sotto la sorveglianza di burkundaz e guardie armate, squadre di coolie trasferivano le casse dalle navi ai magazzini lungo le banchine.
Ogni cassa conteneva due maund d'oppio, circa centossessanta libbre, disse Baboo Nob Kissin; alla Compagnia ogni cassa costava fra le centotrenta e le centocinquanta rupie. Di tale cifra il coltivatore riceveva, se era fortunato, circa un terzo: c'erano da pagare cos tanti intermediari - mahto, pykari, gomusta - che spesso gli agricoltori non riuscivano nemmeno a coprire le spese. Invece, quando le casse venivano messe all'asta, la Compagnia ci guadagnava da otto a dieci volte, fra le mille e le millecinquecento rupie a cassa, ovvero da cinquecento a settecento dollari spagnoli.
Dopodich le casse partivano verso est, dirette in Cina e altrove, ma, prima di vedere il martello del banditore, passavano attraverso un altro mercato, stavolta informale, ed era in quel bazar alquanto insolito che stava per cominciare l'iniziazione di Zachary.
Baboo Nob Kissin imbocc una traversa e condusse Zachary a Tank Square, a un tiro di schioppo dallo Strand. Quello era il cuore della Calcutta ufficiale: al centro della piazza c'era un grande tank rettangolare di acqua dolce, su cui si affacciava la sede centrale della Compagnia delle Indie orientali, un palazzo imponente crivellato da archi e colonne e sormontato da elaborate tiare in ferro battuto.
Sull'altro lato della piazza sorgeva la borsa dell'oppio, un grande edificio anonimo con l'aspetto rassicurante di una banca qualunque. Era l che si tenevano le aste dell'oppio della Compagnia, disse Baboo Nob Kissin. La prossima si sarebbe tenuta l'indomani, ma al momento l'edificio era vuoto, e i pesanti portoni di legno erano sbarrati e guardati a vista.
Il bazar si trovava l dietro, in un vicoletto umido e sporco. Mentre avanzavano facendosi largo fra placide vacche e venditori ambulanti, sentivano sotto i piedi il cic-ciac del fango e dello sterco. Il mercato consisteva in un pugno di scanni illuminati da lampade e coperti da drappi, su cui sedevano a gambe incrociate uomini inturbantati con un registro in grembo.
Zachary rest sorpreso nel vedere che non era esposta alcuna mercanzia. Non riusciva a capire cosa di preciso si vendesse e comprasse in quel luogo, e Nob Kissin non gli chiar molto le idee quando spieg che quello non era un bazar di oppio in quanto tale, ma un luogo in cui si faceva commercio di una cosa ignota e invisibile: il prezzo che l'oppio avrebbe avuto nel futuro, prossimo o remoto. In quel bazar c'erano solo due merci, ed entrambe erano pezzi di carta: chitty, ovvero lettere, di due tipi diversi. Il primo tipo si chiamava tazi-chitty, lettera fresca; il secondo mandi-chitty, lettera da bazar. Gli acquirenti che prevedevano che all'asta successiva il prezzo dell'oppio sarebbe salito compravano tazi-chitty; quelli che prevedevano che sarebbe sceso compravano mandi-chitty. Tali lettere potevano avere diverse scadenze: un mese, un anno o cinque anni. Ogni giorno, disse Nob Kissin, da quel bazar transitavano milioni di rupie. C'era pi ricchezza l che in qualunque altro mercato asiatico.
Guardi, prego! A ogni angolo l'attivit brulica!
Le fortune evocate dalle parole di Baboo Nob Kissin gettarono una luce nuova su quel bazar, e a Zachary si acceler il battito del cuore al pensiero delle ricchezze che si potevano conquistare o perdere in quel lurido vicoletto. Sotto la puzza di polvere e sterco, gli sembrava di percepire i profumi del boudoir di Mrs Burnham. Dunque quei lussi affondavano le radici nel fango? L'idea era stranamente eccitante.
Vede gli uomini seduti laggi? disse Baboo Nob Kissin indicando gli scanni. Sono shroff, agenti di cambio. Giungono qui da tutta l'India, anche da molto lontano: Baroda, Jodhpur, Mathura, Jhunjhunu. Sono tutti molto ricchi. Alcuni milionari, alcuni addirittura miliardari. Hanno tanti e tali soldi da poter comprare venti navi come la Ibis.
Zachary guard quegli uomini con rinnovato interesse: portavano abiti del cotone pi ordinario e non avevano addosso nulla di valore, eccetto qualche sparuto gioiello d'oro, orecchini o collane. In qualunque altro punto della citt nessuno li avrebbe degnati di uno sguardo. Ma l, seduti sugli scanni come su altrettanti troni, con le loro espressioni gravi e solenni, erano soffusi di una misteriosa aura di autorevolezza.
Era chiaro che Baboo Nob Kissin aveva grande familiarit con quegli uomini e con le loro procedure. Zachary lo osserv attentamente mentre si avvicinava a uno dei banchi e salutava il proprietario.
Ebbe quindi inizio una bizzarra sciarada: senza una parola, i due uomini si misero a fare gesti velocissimi con le mani e le dita. Poi, all'improvviso, il baboo ficc le mani sotto lo scialle che copriva le ginocchia dell'agente di cambio. Lo scialle cominci a fremere e sussultare mentre le dita nascoste al di sotto entravano in contatto torcendosi e volteggiando in una danza segreta. A poco a poco quei movimenti raggiunsero un climax e i due uomini furono attraversati da un brivido d'intesa; poi le mani giacquero inerti sotto lo scialle e i due si scambiarono un quieto sorriso.
Per tutto quel tempo non era stata detta neanche una parola ma, quando Baboo Nob Kissin si allontan, l'agente di cambio si chin immediatamente sul registro e prese alcuni appunti a matita.
Era col linguaggio delle mani, spieg Nob Kissin, che in quel mercato si conducevano le transazioni, in modo che nessuno potesse capire cosa era stato acquistato e a quale prezzo.
Con suo grande stupore, Zachary scopr che Nob Kissin aveva puntato i suoi soldi su tazi-chitty. All'ultima asta, per il migliore oppio di Benares il costo di una cassa era crollato a novecento rupie, e tutti ritenevano che avrebbe continuato a scendere a causa dei problemi in Cina. Baboo Nob Kissin invece era convinto che il prezzo sarebbe leggermente salito.
Zachary si allarm quando si rese conto che i suoi risparmi erano stati sperperati per una scommessa tanto azzardata. Ma Baboo protest, mi ha appena spiegato che il mercato  inondato dall'oppio. Questo non significa che i prezzi scenderanno?
Il gomusta si port un dito alle labbra. Nessuna preoccupazione, caro... solo fumo negli occhi. Nessun bisogno di agitarsi. Riponga in me la sua fiducia.
Quella notte Zachary pregust la giornata a venire con un'eccitazione non minore di quella che provava prima degli incontri con Mrs Burnham. Era come se il denaro ricevuto da lei avesse iniziato una nuova vita: le sue monete erano venute al mondo, pronte a forgiarsi un destino, a fissare appuntamenti segreti, ad accoppiarsi con le proprie simili... seducendo, comprando, spendendo, crescendo e moltiplicandosi.
Il giorno dopo, Zachary e Baboo Nob Kissin arrivarono presto alla borsa dell'oppio, ma sulla porta trovarono gli uscieri impegnati a tenere a bada un folto gruppo di uomini strepitanti. Nob Kissin rivers su quella folla tutto il proprio disprezzo. Plebaglia, disse, messaggeri e galoppini che avrebbero riferito l'esito dell'asta a speculatori sparsi in tutto il paese. Affront la calca conducendo Zachary fino all'ingresso, dove gli usceri dall'aria severa che montavano la guardia lo riconobbero e lo fecero entrare nello spazioso atrio dell'edificio. Zachary lo segu.
La sala aste era al secondo piano, spieg Nob Kissin, e solo chi era in possesso di un biglietto vi era ammesso. Si trattava di un gruppo estremamente privilegiato, perch i biglietti per le aste di oppio di Calcutta erano la risorsa pi preziosa cui un mercante di qualunque parte del mondo potesse ambire, e gli uomini d'affari dei paesi pi diversi se li contendevano furiosamente.
Seppure senza biglietto, in quanto gomusta di Mr Burnham, a Baboo Nob Kissin era concesso assistere all'asta da una piccola balconata, e fu l che condusse Zachary.
La balconata era come il palco di un teatro: aveva una balaustra d'ottone e si affacciava sulla sala aste sottostante. Sporgendosi oltre la balaustra, Zachary vide che la sala non era che un ampio locale con file di sedie ordinatamente allineate, tutte rivolte verso il leggio del banditore. Accanto al leggio c'era una sontuosa poltrona destinata al direttore che avrebbe presieduto l'asta. Sulla parete di fondo pendeva un enorme tendaggio di velluto con l'emblema della Compagnia delle Indie orientali.
L'imponente figura di Mr Burnham spiccava fra le altre: era seduto in prima fila, vestito di scuro, con la barba lustra che scendeva sul petto. Nelle file retrostanti c'erano alcune delle personalit pi illustri di Calcutta, fra cui molti rampolli delle grandi famiglie bengalesi: i Tagore, i Mullick e i Dutt. C'erano anche parsi di Bombay, e marwari e giaini di remoti villaggi e citt di mercato del Rajputana e del Gujarat. Quanto agli altri, costituivano un assortimento altrettanto variegato della ciurma di una nave transoceanica: greci, turchi, armeni, persiani, ebrei, pashtun, bohra, khoja e memon. Guardandoli dall'alto, Zachary pens che non aveva mai visto una tale profusione di copricapi: turbanti, colbacchi e calpacchi, e molteplici zucchetti da preghiera: musulmani ed ebraici, ricamati e di merletto, variopinti e in tinta unita.
Quando il direttore e il banditore avanzarono solennemente nel corridoio fra le sedie e presero posto in fondo alla sala, cal un profondo silenzio. L'asta ebbe inizio dopo una breve preghiera per la salute della regina Vittoria: il banditore sollev una tavoletta di legno con un numero e immediatamente le mani presero a scattare verso l'alto, facendo segnali in un codice per Zachary incomprensibile.
L'oppio veniva venduto a lotti di cinque casse ciascuno, spieg Nob Kissin, e gli offerenti le acquistavano alla cieca, perch le casse d'oppio della Compagnia erano un investimento sicuro come moneta sonante, e non era concesso n previsto che venissero ispezionate. Gli acquirenti erano tenuti a coprire solo un decimo della spesa; per saldare il resto avevano un intero mese di tempo.
Col procedere dell'asta, l'entusiasmo and crescendo e, sebbene non riuscisse a seguire quello che succedeva, anche Zachary si fece prendere dalla frenesia. Nel modo in cui quegli uomini facevano le loro offerte, saltando su e gi, agitando le mani e gridando, c'era qualcosa di selvaggio che gli ricordava le bisbocce nelle taverne. Anche l'odore era simile: una rancida mistura di sudore, paura e ambizione.
L'offerente pi scatenato era proprio Mr Burnham, che ogni pochi minuti balzava in piedi, urlava, sventolava le braccia e alzava le dita. Quella vista riempiva Zachary di ammirazione, e anche di invidia. Avrebbe dato qualunque cosa per essere anche lui laggi, come Mr Burnham, a strappare i lotti pi ambiti da sotto il naso dei concorrenti.
Era uno degli spettacoli pi elettrizzanti cui avesse mai assistito. Il fatto di essere l solo in veste di spettatore, a guardare dalla balconata, lo faceva fremere di rabbia. Giur a se stesso che un giorno anche lui avrebbe ottenuto un biglietto. Il suo posto era laggi; non desiderava altro che scendere nell'agone e profondere tutte le sue inesauste energie nel perseguimento della ricchezza.
Quando anche l'ultima cassa d'oppio fu venduta, Zachary era madido di sudore. Guardando l'orologio, non riusciva a credere che l'asta fosse durata solo tre quarti d'ora. Si sentiva spossato non meno che dopo aver fatto l'amore. Solo a letto con Mrs Burnham aveva provato una tale passione. Era come se le sue aspirazioni nascoste avessero finalmente trovato il vero oggetto del desiderio.
Nella sala l sotto molti offerenti si erano radunati intorno a Mr Burnham e si congratulavano con lui.
Con un sorriso smagliante, Baboo Nob Kissin spieg che Mr Burnham era risultato il maggior compratore della giornata, essendosi assicurato tremila casse d'oppio al prezzo di trenta lakh, pari a circa un milione e mezzo di dollari spagnoli. Contro ogni aspettativa, era riuscito da solo a far salire il prezzo a mille rupie a cassa. Il che per Zachary era una manna dal cielo, poich i soldi scommessi per lui da Nob Kissin erano raddoppiati nel giro di una giornata.
Rest a bocca aperta. Che mi prenda un canchero! Quando potr avere il denaro?
Quella domanda divert Nob Kissin, che con un sorriso indulgente gli spieg che i suoi soldi non li avrebbe pi visti, poich erano gi stati spesi per comprare il necessario per la sua nuova carriera: venti casse d'oppio grezzo, di cui al momento possedeva il dieci per cento. Aveva un mese di tempo per coprire il resto dei costi.
Ma come, Baboo? protest Zachary sgomento. Dove li trovo in un mese tutti quei soldi?
Nessuna preoccupazione, caro disse Nob Kissin. Gi pensato a tutto io. I necessari accordi sono stati presi. Quello che c' da fare adesso  andare a Singapore e in Cina e vendere il carico.
Ma, Baboo disse Zachary. Ha appena speso tutti i miei soldi. Come me lo compro un passaggio?
Anche di questo mi sono occupato. Ho gi ammorbidito il boss. Far quanto necessario. E lei viagger senza spesa alcuna.
Non volle fornire ulteriori spiegazioni ma, mentre si facevano largo verso l'uscita nell'atrio affollato, udirono: Reid! Aspetti un momento!
Era Mr Burnham in persona. Zachary vide molte teste che si giravano nella sua direzione, senza dubbio domandandosi chi fosse quel giovane nuovo venuto per meritarsi l'attenzione del trionfatore della giornata.
Zachary, ovviamente lusingato, avvamp. Lieto di vederla, signore! disse, stringendogli la mano con foga.
Lieto di vederla anch'io, Reid. Soprattutto qui.  vero che ha deciso di mettersi in affari?
Sissignore.
Bravissimo, bravissimo! disse Mr Burnham, dandogli una pacca sulla schiena. Abbiamo bisogno di nuovi liberi mercanti, soprattutto giovanotti bianchi pieni di energia come lei. Verr presto a trovarla al budgerow... Ho una proposta che credo la interessi.
Ansioso di sentirla, signore.
Con un sorriso e un cenno del capo, Mr Burnham si allontan lasciando Zachary di sasso, quasi incapace di credere alla sua fortuna.
Solo a fine febbraio cominciarono ad arrivare a Fort William i primi soldati britannici: un battaglione del 26o, detto dei cameroniani, e un battaglione del 49o. Insieme alle due compagnie dei Bengal Volunteers, il corpo di spedizione radunato a Calcutta ammontava adesso a poco pi di mille uomini. A Kesri sembrava una ben misera forza d'invasione per attaccare un paese come la Cina. Il capitano Mee lo rassicur spiegandogli che a loro si sarebbero aggiunti un battaglione del 18o Reggimento dei Royal Irish, al momento di stanza a Ceylon, e un piccolo distaccamento di Royal Marines. Ma il contingente pi nutrito sarebbe stato quello del 37o Reggimento della Madras Native Infantry: pi di mille sepoy e un consistente numero di artieri, minatori e genieri. In totale, il corpo di spedizione avrebbe raggiunto i quattromila uomini.
I primi ad arrivare furono i cameroniani, dopo una lunga marcia da Patna. Da molti anni combattevano in diverse zone del subcontinente, e tutti quegli anni trascorsi in India li avevano inaspriti contro gli indiani. Non perdevano occasione di lanciare improperi contro i sepoy, e particolarmente offensivo era un sergente maggiore di nome Orr, che senza motivo alcuno dava libero sfogo a torrenti di oscenit: miscredenti cacasotto, sporchi negri, neri bastardi e via dicendo. Kesri dovette tenergli testa parecchie volte, e in un paio di occasioni vennero quasi alle mani.
Per fortuna i cameroniani erano acquartierati a una certa distanza dalla Compagnia B, perci non era difficile tenersi alla larga. Meglio non pensare a cosa sarebbe successo se li avessero trasferiti nell'edificio vuoto accanto alla caserma dei volontari, che invece era stato assegnato al 49o, gente rude ma paciosa. Vivere accanto a loro era un'esperienza interessante. Anche se avevano spesso combattuto insieme a unit inglesi, i sepoy non avevano mai alloggiato cos vicino ai bianchi.
Coi loro modi sguaiati e le loro fanfaronate, i soldati del 49o rivoluzionarono quello che in precedenza era stato un angolo tranquillo del forte. Ogni sera se ne andavano a bere, tanto la truppa quanto i sottufficiali, in osterie separate, e vi restavano fino al colpo di cannone che segnava l'ora della chiusura. I bagordi per non si concludevano l, perch anche loro, come la maggior parte dei militari britannici, erano abilissimi nel procurarsi da bere in modo illecito. Gli spazzini e i bhisti, i portatori d'acqua, che prestavano servizio nella caserma raggranellavano un bel po' di soldi facendo giungere loro alcolici nascosti in ogni sorta di contenitori, da canne di bamb cave a vesciche di capra celate sotto i dhoti. A qualunque ora della notte si sentiva imprecare: Dov' finita quella bestia? Se non mi porta subito il mio grog...
Gli uomini della Compagnia B assistevano a quelle buffonate con divertita curiosit. Da tempo erano convinti che fosse quella l'arma segreta dei soldati bianchi, che fosse l'alcol a farne dei combattenti cos temibili. Se per guidare le cariche sul campo di battaglia venivano sempre scelte truppe inglesi era perch quelle smodate dosi di alcol le rendevano di un'audacia quasi suicida.
Anche i sepoy assumevano sostanze inebrianti prima della battaglia, era una cosa che in Indostan si faceva da sempre. Ma loro preferivano hashish, ganja, bhang e una mistura a base di oppio chiamata maajun, droghe che calmavano i nervi e rendevano il corpo insensibile alla tensione e alla fatica della battaglia. L'alcol era diverso, scatenava l'aggressivit, e i comandanti inglesi si premuravano di mantenere i loro uomini ben forniti proprio per alimentarne lo spirito bellicoso.
Una volta un subedar vecchio e saggio aveva detto a Kesri:  l'alcol che d ai sahib la loro forza; perci bevono dalla mattina alla sera. Se mai smettessero s'indebolirebbero e avrebbe inizio il loro declino. E se un giorno cominciassero a farsi di ganja come noi, per il loro impero sarebbe la fine.
Kesri ora capiva il senso di quelle parole. Da parte sua non era affatto contrario allo sharaab, aveva anzi un debole per il gin, e gli piacevano anche la birra e il rum. Per era difficile per i sepoy procurarsi gli alcolici che bevevano gli europei, perch a loro era vietato entrare nelle osterie che servivano i soldati bianchi. A parte le rare occasioni in cui venivano distribuite speciali razioni premio di grog, i sepoy dovevano rivolgersi agli spacci di liquori riservati ai nativi, che di solito vendevano disgustosi torcibudella. Un'alternativa migliore, ma pi dispendiosa, era comprare gli alcolici dai soldati britannici, che ne ricevevano una razione quotidiana fissa e a volte erano disposti a venderla. C'era poi la possibilit di pagarli perch li acquistassero in vece loro, e con l'arrivo del 49o Kesri trov un amico pi che disposto a farlo. Si chiamava Jack Maggs ed era un sergente tarchiato e segnato dalle intemperie, che si rivel un ex pugile dilettante e a pochi giorni dal suo arrivo insistette per affrontare Kesri sul quadrato da wrestling. Ne segu un incontro molto combattuto, in cui Kesri ebbe la meglio solo perch Maggs non padroneggiava le regole della lotta indiana. Ma il sergente accett di buon grado la sconfitta, e lui e Kesri presero l'abitudine di farsi un bicchiere di gin insieme di tanto in tanto.
A un certo punto tocc a Kesri dargli una mano, in una faccenda riguardante una ragazza del Laal Bazar che gli faceva pagare una tariffa molto pi alta di quella approvata dall'esercito. Risolse la situazione minacciando la ragazza di farla portare all'infermeria per il controllo delle malattie veneree, e tanto bast a ridurla a pi miti consigli.
Cos Kesri si guadagn la confidenza del sergente, e da lui apprese che i soldati britannici della spedizione sarebbero stati addestrati all'uso di una nuova arma, un moschetto a percussione. Il sergente Maggs non si stancava mai di cantare le lodi di quel fucile, che a suo avviso rappresentava un progresso enorme rispetto ai vecchi schioppi a pietra focaia.
Kesri era molto affezionato al suo Brown Bess modello indiano lungo quasi un metro e mezzo senza baionetta. Con le nuove pallottole cilindriche, il moschetto aveva un raggio massimo di circa duecento metri, ma era preciso solo fino a cento. Entro quella distanza per, con le sue salve di tre colpi ogni quarantatr secondi, era letale. Inoltre, se si montava la baionetta, la canna lunga e massiccia diventava un'ottima arma per le schermaglie e il combattimento ravvicinato.
Pur con tutte le cure che prodigava al suo amato bandook, Kesri avrebbe avuto una gran voglia di mettere le mani su uno di quei moschetti a percussione, ma il sergente Maggs gli spieg che non era possibile, perch erano ancora in prova.
Kesri presumeva che fosse solo questione di tempo prima che anche i sepoy fossero addestrati a utilizzare i nuovi fucili, ma passarono molte settimane senza alcun segnale in tal senso, perci decise di mettere da parte la sua discrezione. Interpell il capitano Mee e gli chiese notizie delle nuove armi, e se i sepoy le avrebbero usate oppure no.
Dapprima evasivo, dopo qualche insistenza il capitano Mee si disse anche lui indignato da quella faccenda: aveva fatto pressioni perch i moschetti fossero dati in dotazione anche ai Bengal Volunteers, ma a quanto pareva dall'Inghilterra ne avevano mandati troppo pochi. Inoltre, i nuovi fucili erano stati introdotti molto di recente ed erano ancora in prova, per questo gli alti comandi avevano deciso di darli in dotazione solo ai reggimenti inglesi.
 sempre la stessa storia, non  vero, havildar? disse con amara rassegnazione. Ci mandano a combattere male armati e poi si lamentano che i sepoy non sono all'altezza delle truppe bianche.
Un giorno, grazie al sergente Maggs, Kesri ebbe occasione di assistere a un'esercitazione con la nuova arma, e not che da quei moschetti al momento dello sparo non si alzava uno sbuffo di fumo come accadeva con gli schioppi a pietra focaia. Quando poi ebbe modo di esaminarli pi da vicino, scopr un'altra differenza importante: i nuovi fucili non avevano lo scodellino per la polvere da sparo come i Brown Bess. La conseguenza di tale modifica gli fu subito evidente: a differenza dei vecchi schioppi, con cui era difficile sparare quando pioveva o c'era molta umidit, i nuovi moschetti a percussione erano armi per tutte le stagioni.
Quella sera chiese al capitano Mee: Signore, in Cina piove molto?
Mee cap subito dove voleva arrivare. Speriamo di combattere all'asciutto, havildar... pi di questo non possiamo fare.
Kesri stette ben attento a non fare parola del nuovo fucile coi suoi uomini, sapendo che per il loro morale sarebbe stato un brutto colpo se avessero saputo che venivano mandati oltremare con armi di qualit inferiore. Ma una cosa simile non poteva restare nascosta per sempre. Ben presto i sepoy lo scoprirono, e gli effetti sul loro morale furono proprio quelli che aveva previsto.
11.
Dopo il breve incontro con Mr Burnham all'asta dell'oppio, Zachary era impaziente di liberarsi dagli impegni che lo trattenevano a Calcutta. I debiti con la Capitaneria di porto li aveva gi saldati, e la licenza di ufficiale gli era stata doverosamente restituita. Anche il lavoro sul budgerow era quasi terminato: le tavole del ponte e le altre parti da sostituire erano sistemate, i colombieri e l'estremit della prua interamente rinnovati, le cabine pulite e tirate a lucido. Restavano i masconi da cesellare e qualche tocco finale.
Alcuni giorni di duro lavoro bastarono a concludere il raddobbo. Fatto questo, Zachary si affrett a mandare un messaggio al burra sahib per comunicargli che il battello era pronto per l'ispezione.
Mr Burnham si present la mattina dopo e dedic un'ora buona a esaminare il budgerow. Alla fine gli diede una pacca sulla schiena: Ottimo lavoro, Reid! Ben fatto! E lui arross d'orgoglio.
Zachary era ansioso di conoscere la proposta di Mr Burnham, ma dovette tenere a freno la sua impazienza perch il burra sahib, che and a sedersi su una grande poltrona lisciandosi la barba, sembrava non avere alcuna fretta.
Mi rallegra, Reid, sentire che in lei si  risvegliato lo spirito imprenditoriale disse poi in tono pensoso. Ci troviamo agli albori di una nuova era, l'era del libero mercato, i cui eroi saranno uomini come me e lei, liberi mercanti che si sono fatti da s. Se mai c' stato un tempo favorevole per un audace giovanotto bianco intenzionato a cercare fortuna in Oriente, ebbene, questo tempo  il nostro. Immagino sia al corrente che presto verr inviato in Cina un corpo di spedizione.
Sissignore.
Bene. Per come la vedo io,  solo questione di mesi prima che il pi grande mercato del mondo venga costretto ad aprirsi dalle truppe che si stanno radunando in questa citt. Quando ci accadr, anche i tiranni manchu, che sono l'ultimo ostacolo rimasto all'universale predominio della libert, verranno spazzati via. Dopo la loro caduta, vedremo sorgere un'epoca in cui i disegni di Dio si renderanno manifesti. Coloro che sono stati predestinati a prosperare avranno ci che spetta loro e otterranno la custodia delle ricchezze di tutto il mondo. Lei ha l'enorme fortuna di poter approfittare di quella che potrebbe rivelarsi la pi grande opportunit commerciale del secolo. Ora o mai pi:  il momento di scoprire se anche lei appartiene agli eletti.
Davvero, signore? disse Zachary un po' confuso. Non sono sicuro di capire.
Sto parlando, Reid, della spedizione in Cina...
Quell'impresa, spieg Mr Burnham, costituiva di per s una straordinaria opportunit. Avrebbe non solo generato enormi profitti quando i mercati cinesi fossero stati aperti al mondo, ma anche inaugurato un nuovo tipo di guerra, una guerra in cui gli uomini d'affari sarebbero stati coinvolti a pieno titolo, dalla messa a punto della strategia ai rapporti col Parlamento, dalla formazione di un'opinione pubblica al supporto logistico. Tale conflitto sarebbe stato molto diverso dalle dispendiose e distruttive campagne militari del passato; stavolta le lezioni che i commercianti avevano imparato a proprie spese sarebbero state applicate allo sforzo bellico, e si sarebbe prestata la massima attenzione a contenere al minimo le perdite per la Gran Bretagna, in termini sia di denaro sia di vite umane.
Mai come in questo caso ci si sarebbe affidati all'impresa privata per organizzare la spedizione, continu Mr Burnham, il che avrebbe garantito innumerevoli opportunit di profitto, dal noleggio delle imbarcazioni al rifornimento delle truppe. Inoltre, mentre risaliva verso nord lungo la costa cinese, la spedizione avrebbe consentito di entrare in contatto con mercati fino ad allora inesplorati. Sotto la protezione delle navi da guerra della marina britannica, i vascelli dei mercanti inglesi avrebbero potuto vendere le proprie merci nelle acque costiere di regioni densamente popolate in cui la richiesta di oppio sarebbe stata enorme, considerata la recente interruzione forzata dello smercio della droga. Ogni cassa sarebbe valsa una fortuna.
Non si lasci ingannare, Reid. Per quanto di dimensioni ridotte, questa spedizione sar rivoluzionaria. Cambier la mappa di questo continente!
Il cambiamento sarebbe stato cos grande, predisse Mr Burnham, che il fulcro stesso del commercio si sarebbe spostato verso oriente. Uno dei principali obiettivi della spedizione era costringere i cinesi a cedere un'isola lungo la costa dove costruire un nuovo porto che incarnasse l'idea del libero mercato. Il suo vecchio amico e collega Hugh Hamilton Lindsay, l'ex presidente della Camera di commercio di Canton, sosteneva da molti anni quell'idea, e aveva in mente un'isola situata in una posizione ideale: Hong Kong. Grazie all'influenza di Mr Jardine, pareva che il governo avesse finalmente deciso di seguire il saggio consiglio di Mr Hamilton. Comunque andassero le cose, in Cina sarebbe nato un nuovo porto, libero dall'oppressione dei despoti manchu. I tiranni non avrebbero pi potuto affibbiare l'etichetta di contrabbandieri a onesti mercanti d'oppio come Mr Burnham: da quel nuovo baluardo della libert, i prodotti dell'Uomo e la parola di Dio sarebbero stati offerti, con rinnovata energia, alla nazione pi grande e popolosa della terra.
Non c'era dubbio alcuno, continu Burnham, che ben presto il nuovo porto avrebbe intercettato gran parte del traffico commerciale diretto a Canton. Per questo diversi magnati, fra i quali Lancelot Dent e James Matheson, stavano gi manovrando per essere in prima fila quando l'isola fosse stata conquistata. E per la stessa ragione anche lui aveva deciso di trasferire le proprie attivit a est, sulla costa cinese.
Beati coloro che Dio sceglie come protagonisti di simili momenti storici! Uomini come Colombo, Corts e Clive! Esiste forse impresa pi grande e appagante per un giovane uomo che quella di accrescere le proprie fortune e al contempo estendere il dominio di Dio?
No, signore!
Ma non a tutti, continu Mr Burnham, toccava in sorte di riconoscere tali opportunit al momento del loro dischiudersi. Molti uomini cauti e timorosi si sarebbero lasciati spaventare dalle incertezze della guerra, e tali mediocri creature erano predestinate a restare ai margini, mentre gli ardimentosi e i prescelti ottenevano la propria ricompensa.
Quanto a lui, non dubitava che si stesse aprendo un nuovo impero commerciale per tutti coloro che avessero la preveggenza e il coraggio di approfittarne. Ne era cos convinto che intendeva inviare immediatamente la Ibis in Cina con un grande carico d'oppio; la goletta sarebbe stata comandata dal capitano Chillingworth, mentre Baboo Nob Kissin sarebbe stato il commissario di bordo. Lui stesso sarebbe partito per la Cina appena sistemati i propri affari in India; e anche la sua nave, l'Anahita, avrebbe trasportato oppio, oltre a numerose altre merci.
Ma non era tutto. Burnham aveva anche prestato al corpo di spedizione un veliero, la Hind. Al momento si trovava a Bombay, dove stava imbarcando un carico d'oppio malwa e alcuni passeggeri. Al ritorno a Calcutta, avrebbe preso a bordo un contingente di truppe con relativo equipaggiamento; dopodich si sarebbe unita al resto della flotta, sotto il comando di Mr Doughty.
Solo a quel punto Burnham enunci la sua proposta.
Quello che mi serve disse  un uomo in gamba e fidato che si imbarchi sulla Hind come commissario di bordo. Su di lui ricadr il compito di salvaguardare la mia partita d'oppio malwa. Se nei porti lungo la via gli verranno offerti prezzi vantaggiosi, sar libero di venderlo come riterr opportuno. Gli sar garantita ogni comodit e, come tutti i commissari di bordo, avr il diritto di portare con s una certa quantit di merce da commerciare nel proprio esclusivo interesse. In aggiunta ai profitti che sapr trarne, e che potranno essere considerevoli, gli verr anche versato un salario. Infine, ma altrettanto importante, se dar buona prova di s si guadagner il mio sostegno per la sua futura carriera.
Burnham fece una pausa per lisciarsi la barba prima di fissare intensamente lo sguardo su Zachary. Ebbene, Reid disse, non  un segreto che da tempo lei gode della mia stima. Per certi versi, in lei rivedo me stesso quando giunsi per la prima volta in Oriente. L'altro giorno, quando ci siamo incontrati all'asta dell'oppio, mi  sembrato che lei fosse sul punto di scoprire la sua vera vocazione. Come sa, Baboo Nob Kissin ha un'altissima opinione di lei, e la ritiene perfetto per il compito che le ho descritto. Senza dubbio si tratta di un esecrabile vecchio pagano, ma il baboo sa giudicare le persone. A quanto mi ha detto, lei ha bisogno di coprire l'acquisto di venti casse d'oppio.
Esatto, signore.
Bene, Reid, sono disposto a prestarle il denaro necessario, come anticipo sul suo salario. Fece una pausa, per dare a Zachary il tempo di assimilare la sua proposta. Mi resta solo da domandarle una cosa. Si sente pronto?
Zachary aveva ascoltato le parole di Mr Burnham con la stessa attenzione con cui un tempo ascoltava quelle di sua moglie, ed ebbero su di lui un effetto non dissimile. Prov un moto di euforia mentre raddrizzava la schiena e si portava una mano sul cuore.
Certo che mi sento pronto, Mr Burnham disse. E, a Dio piacendo, non la deluder.
Col rapido avvicinarsi del giorno della partenza, le prestazioni dei volontari continuavano a migliorare. Un'esercitazione congiunta insieme al 49o diede risultati inattesi, e una serie di ispezioni, fra cui quella di un ufficiale dello stato maggiore, si risolse quasi senza intoppi. E per fortuna non ci furono diserzioni, a differenza di quanto aveva temuto Kesri.
Tutto ci pareva di buon augurio, ma la prova decisiva sarebbe stata la festa di Holi, ormai imminente.
Nella Bengal Native Infantry, Holi veniva tradizionalmente celebrata con grande entusiasmo. Kesri sapeva che quel giorno gli uomini della Compagnia B avrebbero voluto andare a divertirsi alle Sepoy Lines. Il bhang sarebbe scorso a fiumi, tutti sarebbero stati inondati di colori, si sarebbe sparato in aria, i ballerini si sarebbero esibiti in danze sfrenate e le ragazze del bazar sarebbero state prese d'assalto. Sarebbe stata un'ingovernabile baraonda e, se qualcuno aveva in mente di disertare, era l'occasione giusta. Kesri confid le sue preoccupazioni al capitano Mee, e insieme decisero che impedire agli uomini di partecipare alla festa avrebbe causato troppi problemi; meglio permettere loro di andarci a piccoli gruppi scortati ognuno da un sottufficiale. Al tramonto avrebbero dovuto presentarsi a rapporto davanti alla caserma e si sarebbe fatto il conteggio dei presenti. Come ulteriore precauzione, il capitano Mee decise di allertare gli agenti dei servizi di sicurezza.
Anche Kesri in passato aveva sempre celebrato Holi con grande piacere, ma quell'anno fare bisboccia era l'ultimo dei suoi pensieri. Accompagn i suoi uomini alle Sepoy Lines e cerc di non perderli di vista, evitando di ingollare troppo bhang. Ma tenerli d'occhio tutti era impossibile: c'era troppa confusione, e troppa gente in giro. La sera, dopo i rintocchi della campana che chiamava all'appello, mancavano sei uomini. Ulteriori indagini rivelarono che quattro erano semplicemente collassati per il bhang e la ganja; dunque gli scomparsi erano solo due. Il capitano Mee fece rapporto all'ufficio di sicurezza e pochi minuti dopo alcuni agenti furono sguinzagliati per le strade della citt e i punti di imbarco.
Difficile che i due disertori riuscissero a darsi alla macchia; erano entrambi giovani, nemmeno ventenni. E in effetti furono catturati mentre cercavano di salire su un traghetto.
Kesri e il capitano Mee decisero di conferirli a una corte marziale e di comminare il massimo della pena, la morte, come deterrente per gli altri. Ma bisognava innanzitutto scoprire perch avevano disertato, e se qualcuno del battaglione li aveva aiutati. Stabilirono che a occuparsene fosse Kesri.
L'havildar li interrog separatamente, e ricevette pi o meno le stesse risposte da entrambi. Le cose di cui avevano da lamentarsi erano le solite, e la principale riguardava la paga. Ormai tutti sapevano che le truppe indiane sarebbero state pagate meno di quelle britanniche, e per molti sepoy ci era motivo di grande risentimento. Lo stesso Kesri non lo trovava giusto.
La motivazione addotta dal comando, e cio che i soldati bianchi dovevano essere pagati di pi perch prestavano servizio lontano da casa, non convinceva nessuno, soprattutto in quel caso, dato che la Cina era un paese straniero tanto per i sepoy quanto per gli inglesi. Ma oltre a lamentarsi, c'era ben poco da fare. Sollevare problemi significava rischiare la corte marziale.
Un ulteriore motivo d'insoddisfazione era la disparit dell'equipaggiamento: il rifiuto da parte dell'esercito di fornire ai sepoy i fucili di nuova generazione sembrava un affronto al loro izzat di combattenti. Ci aveva alimentato ulteriori sospetti: avevano sentito dire che le loro navi trasporto truppe, come le armi, sarebbero state di qualit inferiore, e che in caso di burrasca sarebbero affondate pi facilmente. Avevano anche sentito dire che, se le razioni avessero scarseggiato, le loro provviste sarebbero state requisite e consegnate ai soldati bianchi, mentre i sepoy avrebbero dovuto mangiare patate e altre cose disgustose oppure sarebbero stati lasciati morire di fame e malattie.
Lamentele non nuove, ma i disertori accennarono anche ad altre voci che Kesri non si aspettava: nel battaglione circolavano cattivi presagi, si diceva che un astrologo avesse predetto il fallimento della spedizione, e che un purohit avesse dichiarato che i volontari erano maledetti.
Kesri era turbato dal fatto che nessuno gli avesse riferito quelle voci, cosa che di per s dimostrava quanto gli uomini ne fossero rimasti colpiti.
Se nella Compagnia B ci fosse stato qualcuno come Pagla-baba, Kesri sarebbe stato informato di tutto quel che si diceva. Inoltre, Pagla-baba avrebbe saputo come contrastare i cattivi presagi; avrebbe scovato qualche interpretazione alternativa per rassicurare gli animi. Ecco perch i normali battaglioni di sepoy erano sempre accompagnati da asceti: in situazioni come quella erano indispensabili.
Ma i Bengal Volunteers non erano un battaglione normale, solo un gruppo raccogliticcio assemblato per una specifica spedizione. L'unit si sarebbe sciolta presto, e non c'era tempo per accogliere un pir o un sadhu.
Sull'altra faccenda, la presenza di favoreggiatori, complici e cospiratori, ai due ragazzi Kesri non riusc a cavare niente. Non vollero dire se erano stati incoraggiati a disertare da altri membri della compagnia, n rivelare il nome di uomini intenzionati a farlo. Neppure con le bastonate si ottenne alcuna risposta, e quel silenzio lasciava intendere quanto fra i sepoy tali discorsi fossero moneta corrente.
Uno dei disertori proveniva da un villaggio non lontano da Nayanpur, ed era anche imparentato con Kesri. Al termine dell'interrogatorio, dopo lunghe e violente percosse, il ragazzo evoc quel loro legame, accasciandosi a terra e implorando piet mentre con le mani insanguinate si aggrappava ai suoi piedi.
Forse anche Kesri, al posto del ragazzo, avrebbe cercato di disertare, per non l'avrebbe fatto in modo cos stupido e avventato, e quel pensiero aggiunse una sfumatura perversa alla sua rabbia mentre allontanava con un calcio le mani del ragazzo.
Darpok aur murakh ke ka raham? disse. Quale piet meritano gli idioti e i codardi? Qualunque cosa ti accada, sappi che te la sei cercata.
Come previsto, i due ragazzi furono condannati alla fucilazione. Il capitano Mee stabil che la loro stessa compagnia fornisse il plotone, e tocc a Kesri selezionare gli uomini. Fece qualche domanda e scelse proprio coloro che erano notoriamente amici e sodali dei due ragazzi. Si risolse anche a comandare il plotone di persona: era spiacevole, ma andava fatto.
18 marzo 1840
Honam
Fino al momento in cui Jodu  apparso sulla porta non immaginavo quanto sarei stato commosso dal nostro ritrovarci. Non siamo mai stati propriamente amici, n abbiamo in comune legami di parentela o religione, e neppure l'et, dato che Jodu deve avere una decina d'anni meno di me.  stata la fuga dallaIbisa unirci, ma anche come fuggiaschi abbiamo passato ben poco tempo insieme: solo i pochi giorni in cui ci siamo procacciati il cibo per la sopravvivenza sulla Grande Nicobar, dove la nostra barca si era arenata dopo la fuga. Da allora abbiamo preso strade diverse: io e Ah Fatt ci siamo diretti verso Singapore, mentre Jodu, Kalua e Serang Ali si sono imbarcati per Mergui, sulla costa di Tenasserim in Birmania.
Eppure, quando Jodu ha messo piede nella mia abitazione, qualcosa si  sciolto dentro di noi e abbiamo pianto come due fratelli che si ritrovano dopo una lunga separazione. Il segreto condiviso della fuga dallaIbis diventato un legame tra ci che eravamo e ci che siamo ora, tra passato e presente. Un vincolo pi stretto di quelli famigliari e d'amicizia.
Prevedendo che Jodu sarebbe stato mostruosamente affamato, avevo chiesto ad Asha-didi di mandare cibo in abbondanza: riso, lenticchie, zucca amara, curry di pesce. Mithu aveva preparato anche qualche luchi.
Tutto rigorosamente halal; me n'ero accertato, e Jodu me ne  stato grato.
Seduto a gambe incrociate sul pavimento, ha cominciato a infilarsi il cibo in bocca con le dita come se stesse alimentando una fornace. Ma di tanto in tanto s'interrompeva per prendere fiato, e io approfittavo di quelle pause per chiedergli com'era finito a Canton.
Mi ha raccontato che, una volta arrivati a Mergui, Serang Ali aveva deciso che era giunto il momento di separarsi, e aveva suggerito a lui e a Kalua di andare verso oriente. Cos Kalua aveva firmato un ingaggio come lascaro su una nave da oppio diretta nelle Indie Orientali, e Jodu si era unito all'equipaggio di un brigantino inglese, il cui capitano altri non era che James Innes, destinato coi suoi intrighi a provocare tanti guai a tanta gente, incluso Seth Bahram!
Gli ho chiesto dov' ora Serang Ali, ma Jodu non lo sa; quando si sono separati aveva manifestato l'intenzione di andare al porto di Giang Binh, sulla frontiera cinese.
Naturalmente anche lui ha voluto sapere cos'ho fatto io dall'ultima volta che ci siamo visti, cos gli ho raccontato di come Ah Fatt si era imbattuto in suo padre, Seth Bahram, a Singapore, e di come lui mi avesse dato lavoro assumendomi come munshi. Jodu si  meravigliato nell'apprendere che ero a Canton con Seth Bahram nei mesi della crisi dell'oppio. Fa uno strano effetto pensare che le nostre strade avrebbero potuto incrociarsi nell'enclave straniera il giorno in cui Jodu  stato condotto in prigione.
Non ci ha messo molto a riempirsi lo stomaco, una tigre affamata non avrebbe potuto divorare pi rapidamente il suo cibo. Ma dopo non ha dato alcun segno di torpore o fiacchezza, anzi, sembrava pi sveglio che mai, quasi pulsava di energia. Io esitavo a domandargli della prigione, ma le parole sono sgorgate da lui spontaneamente.
Il carcere in cui era detenuto si trova nel distretto di Nanhae, qui nel Guangdong. Mi sono stupito quando mi ha detto che stavano assai meglio l di dove stavano prima, quando erano chiusi in una gabbia nello yamen di un mandarino ed esibiti come animali. La gente si avvicinava per guardarli e li tormentava con un bastone, gridando:Haak gwai! Gwai-lo!
Era un inferno, ha detto, unjahannum, unnarak...
Le cose sono migliorate dopo che  stata emessa la sentenza e sono stati rinchiusi nella prigione di Nanhae. L se non altro non venivano messi in mostra, e anche il cibo era migliore. Nello yamen gli davano solo riso, sale e acqua di riso. In prigione invece gli era concesso anche qualche avanzo di verdure. Un giorno gli hanno dato perfino un pezzo di carne, ma Jodu temeva fosse maiale e non l'ha preso. I carcerieri hanno voluto sapere perch, e i lascari hanno spiegato che era contrario alla loro religione.  cos che hanno scoperto, con stupore, di non essere gli unici musulmani nella prigione. Ce n'erano molti altri, perlopi cinesi! Alcuni appartengono alla comunit hui, molto numerosa in questa regione. Ma c'erano musulmani provenienti anche da altri luoghi, dentro e fuori la Cina: turchi e uzbeki, malesi e arabi. Questi prigionieri hanno accolto i lascari come fratelli. Sono cos tanti che le autorit hanno adottato per loro provvedimenti speciali, per esempio autorizzandoli a cucinarsi il cibo da s. Nessuno li provoca, perch si sa che i musulmani si danno man forte a vicenda.
Ben presto le parole di Jodu hanno cominciato a fluire con intensit quasi incontenibile: andava su e gi nella stanza mentre parlava, girandosi di tanto in tanto a fissare gli occhi su di me.
Lascia che te lo dica, Neel-da, solo a Nanhae ho capito che  una grande fortuna essere nato musulmano. Ovunque vai trovi fratelli, perfino nelle prigioni cinesi! E ovunque ci sono musulmani si sente il legame che ci unisce.
Continua, ho detto io, racconta...
Adesso penso che era kismat che finissi in quella prigione, ha proseguito Jodu, e ti spiego perch. Uno dei nostri compagni di prigionia, un musulmano, era un uomo di una certa importanza. A volte, in occasione di Id e in altri giorni speciali, dava una mazzetta ai funzionari della prigione perch permettessero agli imam delle moschee locali di venirci a trovare. Non so se lo sai, ma a Guangzhou c' una famosa moschea con un maqbara, la tomba di Shaikh Abu Waqqas, uno zio del Profeta, pace e benedizione su di lui.
Qui Jodu si  fermato per indicarmi una torre in lontananza la cui cima spuntava appena sopra le mura della citt.
Vedi quel minareto laggi? ha detto. Appartiene alla moschea di Huaisheng, costruita dallo stesso Shaikh Abu Waqqas. Si dice sia una delle pi antiche al mondo. I pellegrini arrivano da molto lontano per visitarla, fin dal Cairo, o da Medina. A volte l'imam della moschea di Huaisheng veniva alla prigione a guidare le preghiere. Un giorno, durante il ramadan, c'era con lui un pellegrino straniero, uno shaikh delle parti di Aden, nell'Hadramaut. Era un uomo piccolo, di aspetto molto semplice; si chiamava Shaikh Musa al-Kindi, e dopo abbiamo saputo che era un mercante che aveva viaggiato in mezzo mondo, in Arabia, Africa, Persia e Indostan; aveva visitato Bombay, Madras e Delhi, e aveva vissuto due anni a Kolkata. Ma io allora non ne sapevo niente, perci ti puoi immaginare la mia reazione quando si  messo a parlarmi in bengali e mi ha detto che mi conosceva, e per questo era venuto a trovarmi in prigione! Ero sbalordito. Ho detto:  impossibile; non vi ho mai incontrato, mai visto, e non ho mai sentito parlare di voi. Allora lo shaikh mi ha rivelato di avermi visto in sogno: aveva avuto la visione di un giovane lascaro bengalese che era musulmano di nome ma non aveva ancora capito le verit del Libro Sacro. Questo mi ha fatto arrabbiare. Cosa volete dire? Perch mi insultate? Lui ha sorriso e mi ha chiesto se non era vero ci che aveva detto. Mi sono arrabbiato ancora di pi e gli ho urlato che non sapeva niente di me e non aveva il diritto di parlarmi a quel modo. Lui ha continuato a sorridere e mi ha assicurato che presto avrei capito il significato delle sue parole.
Qualche giorno dopo ho avuto di che dire con uno dei miei carcerieri. Mi ha accusato di aver rubato qualcosa ed  venuto a picchiarmi. Io mi sono scostato e lui  caduto e si  fatto male. Allora mi ha accusato di averlo aggredito e la faccenda si  fatta molto seria: sono stato trasferito nella cella dei condannati a morte. Le guardie mi hanno detto che sarei stato giustiziato e io ci ho creduto; non avevo nessuna ragione per non crederci.
A quel punto Jodu ha smesso di camminate avanti e indietro e mi ha messo una mano sul collo.
Neel-da, ha detto, lo sai com' che ammazzano la gente qui? Li legano a una sedia e li strangolano. Ho visto strangolare cos venti o trenta uomini, e pensavo che avrebbero ammazzato a quel modo anche me. Puoi immaginare in che stato ero, quanta paura avevo. Ma poi  successa una cosa strana. Era il giorno dopo Bakri-Id. Una delle guardie, un musulmano, mi ha preso da parte e mi ha detto che il giorno prima era andato al maqbara di Abu Waqqas, e che Shaikh Musa gli aveva dato un regalo per me: un tabeez che aveva sfilato dal suo stesso braccio.
Jodu si  tirato su la manica per mostrarmi l'amuleto:  d'ottone, e lo tiene allacciato appena sopra il gomito destro.
Me lo sono legato al braccio, ha continuato Jodu, e quando mi sono addormentato ho fatto un sogno in cui ero nelYoom al-Qiamah, il giorno del Giudizio, e dovevo rispondere di me. Tutt'a un tratto ho capito che la paura che mi tormentava non era paura della morte, ma di quello che sarebbe accaduto dopo, quando avrei dovuto affrontare il Giudizio. E mentre giacevo tremante sulla mia stuoia, per la prima volta nella vita ho provato un sincero timor di Dio. Ho capito che, anche se avevo fatto mostra di essere musulmano, il mio cuore si era riempito di sudiciume; la mia era stata una vita di vergogna e di malefatte. Ero cresciuto in una casa del peccato, una casa in cui mia madre era la mantenuta di un infedele, Mr Lambert; una casa in cui io e sua figlia, Paulette, eravamo liberi di scorrazzare come creature selvagge, senza preoccuparci della religione, e neppure di nascondere l'uno all'altra le nostre vergogne.
Il tono di Jodu era stato finora quello del testimone, come se fosse temporaneamente uscito dalla sua pelle e si osservasse da fuori.
In un certo senso ero come un animale, ha detto. Il mio cuore era dominato dalla lussuria e non pensavo ad altro che a fornicare, e a sedurre le donne;  cos che mi sono tirato addosso il mio destino, durante il viaggio sullaIbis. Quando tutto ci mi  diventato chiaro, la mia paura della morte  svanita, anzi, si pu dire che bramavo la morte, perch sentivo che qualunque castigo era meritato.
La voce di Jodu si  ridotta a un sussurro.
 stato allora, ha continuato, che mi sono sottomesso agli insegnamenti del Profeta e sono diventato un vero musulmano. Ero pronto a morire, non avevo pi paura. Ma stranamente, pochi giorni dopo la mia conversione, perch questo  stata, mi hanno tolto dalla cella dei condannati e rimandato coi miei compagni lascari.
Qui Jodu ha tirato un lungo respiro; era pi calmo, adesso, come se con quel torrente di parole si fosse liberato da una febbre. Percepivo che dietro quelle rivelazioni c'era il bisogno non solo di confidarsi ma anche di persuadere: per lui era importante comunicarmi il significato della sua trasformazione, di cui solo chi lo aveva conosciuto prima poteva comprendere la portata.
Hai nominato Paulette, ho detto pacatamente. Lo sai che anche lei  da queste parti?
Jodu  impallidito mentre si voltava a guardarmi: Putli? Qui? Cosa vuoi dire?
Gli ho spiegato che Paulette  a Hong Kong con un raccoglitore di piante inglese, un amico del padre che l'ha praticamente adottata.
Jodu si  detto contento della fortuna che le era toccata. Mi fa piacere per lei, ha commentato. Non  colpa sua se  stata allevata come una kaafir...
Al che ho sorriso. Sono un kaafir anch'io, lo sai.
Jodu si  messo a ridere. S, lo so che sei nato kaafir, ma non sei obbligato a restarlo per sempre.
Non ho potuto che ridere a mia volta.
Kaafir sono, ho detto, e kaafir rester. Ma dimmi una cosa. Anche i cinesi sono kaafir, e come sai potrebbero presto entrare in guerra con l'Inghilterra. Perci stanno armando la nave sulla quale vogliono che tu lavori, laCambridge. Se accetti potresti ritrovarti a combattere per i kaafir cinesi. Sei proprio sicuro di poterlo fare, amico mio?
Con un sorriso ancora pi convinto, lui ha risposto: Perch no? Entrambi i contendenti sono kaafir: uno venera idoli e animali, come voi ind, e l'altro venera bandiere e macchine. Tra i due preferisco di gran lunga combattere per i cinesi.
Davvero? ho detto io. Perch?
 venuto fuori che Jodu e i suoi compagni musulmani ne avevano discusso molto nella prigione di Nanhae. I detenuti provenienti da regioni musulmane - Johore, Aceh e Giava - avevano raccontato agli altri in che modo gli europei avevano assunto il controllo dei loro paesi e spadroneggiavano sempre di pi.
I cinesi sono gli unici in grado di resistere ai firinghee, ha detto. Lo shaikh ci ha spiegato che in un conflitto fra cinesi ed europei  dovere dei musulmani schierarsi coi cinesi.
L'intenso ardore negli occhi di Jodu ha cancellato qualunque dubbio io potessi avere sulla sua sincerit. Gli ho riferito che i cinesi dubitano della sua lealt, temono che lui e i suoi amici possano passare agli inglesi.
Su questo possono stare tranquilli, ha detto ridendo. Lui e gli altri lascari sono disposti a prestare giuramento sulla tomba di Shaikh Abu Waqqas.
Due giorni prima che la Ibis levasse l'ancora per la Cina, Baboo Nob Kissin si present al budgerow per consegnare a Zachary le sue venti casse d'oppio. Prima di andarsene disse: Malum Zikri, quando arrivo a Hong Kong, certo Miss Lambert far domande riguardo a sua eccellenza.  forse opportuno farle avere una missiva? Meglio in questo modo, perch la signorina ha il cuore tenero per lei. Cos lei stesso fornir ogni informazione necessaria. Io garantisco una consegna sicura.
Quelle parole allarmarono Zachary, che si domand cosa Paulette si aspettasse da lui: riteneva che fossero fidanzati? In tal caso, non era meglio porre rimedio a quel fraintendimento?
D'accordo, Baboo disse cupo. Le dar una lettera per Miss Lambert.
Domattina vengo a ritirare.
Dopo cena Zachary si mise a scrivere, pensando di sbrigarsela in pochi minuti. Ma dopo due ore e molti fogli di carta, ancora non riusciva a trovare le parole giuste per esprimere il suo sdegno per le insinuazioni di Paulette con Mrs Burnham. Spossato da quello sforzo, and a letto. Svegliandosi la mattina seguente, decise che sarebbe stato meglio scrivere in modo spiccio, senza entrare troppo nel dettaglio.
16 aprile 1840
Calcutta
Cara Miss Lambert,
spero che questa mia la trovi in buona salute. Le scrivo perch, riferendomi del vostro incontro in Cina, il nostro comune conoscente Baboo Nob Kissin Pander mi ha lasciato intendere che potrebbe sussistere un malinteso riguardo al rapporto che ci lega.
Certo ricorder che, subito dopo la sua fuga dalla casa di Mr Burnham, lei si rivolse a me per ottenere un passaggio per Mauritius. Ricorder anche che io le sconsigliai tale linea di condotta e le rivolsi invece una Proposta di Matrimonio, che lei rifiut.
Sebbene all'epoca non la pensassi a questo modo, riflettendoci adesso mi rendo conto di avere verso di lei un grande debito di gratitudine per aver rifiutato la mia sincera ma avventata Proposta di Matrimonio. Mi  perfettamente chiaro che io e lei non siamo fatti l'uno per l'altra, e che devo considerare una fortuna che il suo Rifiuto mi abbia risparmiato la necessit di imbarcarmi in una scriteriata follia. In realt siamo solo conoscenti i cui sentieri si sono incrociati per puro caso, e nessuno dei due dovrebbe nutrire Aspettative riguardo all'altro.
Ritengo di doverle questa spiegazione perch presto partir anch'io per la Cina, ed  possibile che su quei lidi i nostri sentieri tornino a incrociarsi. Se cos fosse, confido che ci comporteremo come semplici conoscenti.
Fino ad allora ho l'onore di restare
Il suo fedele servitore
Zachary Reid, Esq.
Mentre firmava, Zachary ud un cigolio di ruote nelle vicinanze. Guardando fuori, vide che era arrivato Baboo Nob Kissin su un calesse tirato da buoi.
Malum Zikri! grid il gomusta. Ho portato un regalo.
Zachary usc sul ponte per dare un'occhiata. Che regalo?
Un servitore! disse raggiante Baboo Nob Kissin. Si occuper di sua eccellenza durante la traversata. Subito deve cogliere questa dorata opportunit.
E con un cenno della testa in direzione del calesse, batt le mani. Ecco... guardi!
Voltandosi verso il veicolo, Zachary vide con sconcerto che ne era sceso un ragazzino che lo fissava con aria interrogativa. Indossava pyjama, babbucce e una lunga tunica bianca stretta in vita con una fusciacca, la tipica tenuta del khidmutgar, ma non poteva avere pi di dieci anni. Era troppo giovane per portare il turbante, e aveva solo una sottile bandana intorno alla fronte per tenere indietro i lunghi capelli neri.
Per la miseria, Baboo! protest Zachary. E quello dovrebbe essere il mio servitore?  solo un moccioso. Mi toccher imboccarlo e pulirgli anche il culo.
Arr, baba, sar anche giovane ribatt Nob Kissin in tono rassicurante, ma  scrupoloso e diligente. E anche pulito e sano... niente macchie sulla lingua, segno di regolari movimenti intestinali. Mangia poco caga poco. Tutto quello che lei chiede lui fa: fa il letto, prepara il bagno, massaggia i piedi. Malum Zikri sta tranquillo e se la gode. Il servitore sar bravissimo, un khidmutgar coi fiocchi.
Maledizione, Baboo! Non mi serve un chi-mi-guarda.
Ora Baboo Nob Kissin aveva assunto un'espressione supplichevole mentre spiegava la situazione del ragazzino: Il padre  morto. Prospettive buie per lui a Calcutta. Madre molto povera. Se resta qui, forse lo prendono i rapitori di bambini. Per questo vuole andare a Macao: il cognato del padre lavora l.  mio amico, per questo io devo fornire assistenza.
C'era qualcosa che a Zachary non quadrava. Non capisco, Baboo. Se lo zio  suo amico, perch il ragazzino non s'imbarca con lei, sulla Ibis?
Forse Mr Chillingworth non lo permette, no? Per questo mi rivolgo a sua signoria. Per lei non sar grande problema, Malum Zikri. Quando arriva in Cina pu lavarsi le mani di lui e lasciarlo allo zio. Lui sar contento di lavorare per lei come khidmutgar. Nessun bisogno di salario. Il ragazzo  molto servizievole, adatto a tutti i lavori da soma. E parla anche inglese.
Poco persuaso, Zachary sollev un altro problema: Dica un po', Baboo... dove far le sue ronfate? Nella mia cabina non ci sar spazio per un'altra branda.
Nessun problema rispose il gomusta. Stesso letto con lei. Niente formalit.
Col cavolo! insorse Zachary. Io un marmocchio nel mio letto non lo voglio!
Baboo Nob Kissin non si lasci scoraggiare. Arr, baba, lui  piccolo, no? Pu anche dormire per terra, nessun problema. Se si comporta male, Malum Zikri lo prende a pedate.  come una commissione per me, per l'aiuto che ho dato.
Era un argomento inattaccabile. Ebbene, se la mette cos...
Zachary fece cenno al ragazzo di avvicinarsi, e lo confort vedere l'agilit con cui subito schizz su per lo scalandrone, come se non avesse mai fatto altro in vita sua. Quantomeno non era un terraiolo imbranato. E poi aveva un'aria vivace, e un viso intelligente ed espressivo. Zachary non poteva negarlo, quel ragazzino gli piaceva.
Come ti chiami?
Raj Rattan, signore rispose lui con voce squillante. Ma tutti mi chiamano Raju.
Sicuro che vuoi venire fino in Cina?
S, signore! proruppe il ragazzino, con una luce negli occhi da cui traspariva l'impazienza di partire. Vi prego, signore.
D'accordo allora! Ti do una possibilit, e vediamo se tra noi funziona. Va' a prendere le tue cose.
Il ragazzino corse alla carrozza e ci salt sopra, lasciando la portiera aperta. Zachary scorse all'interno una donna col capo coperto e il viso celato dal sari.
Chi ? domand a Nob Kissin.
Solo la madre.  qui per espletare il commiato.
Per qualche istante, la donna si strinse al petto il figlio, e dall'angolazione del capo si capiva che stava piangendo. Poi il ragazzino le sussurr qualcosa all'orecchio e lei lo lasci andare; Raju salt gi dalla carrozza e corse di nuovo al budgerow, con un piccolo fagotto sulle spalle. Giunto in cima allo scalandrone, si volt ancora verso la vettura; da uno spiraglio s'intravedeva il sari della madre.
Andr tutto bene disse Nob Kissin. Niente di cui preoccuparsi.  un bravo ragazzo.
Lo spero proprio borbott Zachary, altrimenti se la vedr con me.
Nel frattempo Zachary si era dimenticato della lettera per Paulette. Fu Nob Kissin a ricordargliela: E la missiva per Miss Lambert? Meglio consegnarmela adesso, perch domattina presto levo l'ancora.
Eccola disse Zachary. La prego di consegnarla a Miss Lambert coi miei omaggi.
Nessuna paura, signore. Giunger a lei con parole di benedizione.
E faccia buon viaggio, Baboo.
Anche lei, Malum Zikri. Presto la Hind arriver a Calcutta. Non passer molto tempo e saremo riuniti in Cina.
Certo. Arrivederci, Baboo.
Dopo che il calesse si fu allontanato, Zachary si volt verso il ragazzino inarcando un sopracciglio: Che diavolo me ne faccio io di un chi-mi-guarda?
Con un sorriso allegro il ragazzino disse: Non vi preoccupate, signore. Non ci saranno problemi.
Sorpreso dalla sua ottima pronuncia, Zachary gli chiese: Senti un po', kid-mutt, dove l'hai imparato, l'inglese?
Il ragazzino rispose senza esitazioni: Mio padre era khidmutgar presso una famiglia inglese, signore; sono stati loro a insegnarcelo.
E ve l'hanno anche insegnato bene. Portiamo dentro le tue cose.
Zachary ebbe ora un'altra ragione per stupirsi, perch il ragazzino sembrava sapere benissimo dove andare.
Ehi... non  che ci sei gi stato, su questo battello?
Certo che no, signore si affrett a rispondere lui. Mai. Per sono stato su altri budgerow.
Zachary fu lieto di sentirlo. Bene. Allora saprai badare a te stesso?
Eccome, signore. Non preoccupatevi per me. Me la caver.
Il ragazzo mantenne la parola. Zachary non lo vide pi fino al mattino dopo, quando sal sul ponte pi alto del budgerow per vedere la Ibis che salpava per la Cina rimorchiata lungo il fiume da una pilotina a vapore.
Raju era gi l, e al passaggio della goletta fecero entrambi un gesto di saluto.
Poi Zachary not che Raju aveva in mano un aquilone di carta.
Ehi, e quello dove l'hai trovato?
Nella mia cabina, signore rispose il ragazzino. Qualcuno l'aveva nascosto sotto la cuccetta.
Il primo giorno dopo aver lasciato Bombay, la Hind incapp nel mare mosso. Molti passeggeri erano prostrati dalla nausea, ma non Shireen. Su consiglio di Rosa masticava un pezzo di zenzero fresco e non pativa alcun disturbo. Il secondo giorno, sempre dando retta a Rosa, indoss abiti inglesi. Non che facesse chiss quale differenza, ma doveva ammettere che quel semplice abito nero era effettivamente un po' pi pratico del sari. Pot fare parecchi giri sul ponte, e l'aria era cos elettrizzante che non sopportava l'idea di tornare al coperto. Dopo di allora, quando c'era il sole e la nave non s'impennava troppo selvaggiamente, usciva a camminare sul ponte. Amava il vento fra i capelli e gli schizzi di spuma sul viso.
Dopo cinque giorni di navigazione, a babordo della Hind si profil la costa settentrionale di Ceylon. L'isola era appena stata avvistata quando uno strano timore s'impadron di Shireen. Cominciava infatti a chiedersi se Zadig Bey sarebbe davvero salito a bordo. Era un timore privo di fondamento - Vico le aveva assicurato che Zadig Bey era un uomo di parola - ma per qualche ragione Shireen era convinta che qualcosa non avrebbe funzionato e che lui non si sarebbe fatto vedere.
Quando Colombo venne avvistata, si affrett a salire sul cassero sperando di dare un'occhiata alla citt. Ma l'aspettava una delusione. Scopr che, malgrado la sua fama come scalo, Colombo non aveva un vero e proprio porto; le navi dovevano gettare l'ancora in una rada molto al largo, dove venivano approvvigionate e scaricate da una miriade di chiatte, rimorchiatori e bettoline.
Tutto ci che Shireen riusc a vedere della citt fu un profilo indistinto, cosa che accrebbe la sua ansia. Rimase sul ponte a scrutare le acque esaminando ogni imbarcazione che si avvicinava alla nave, e solo quando scorse Zadig Bey, seduto a prora di una bettolina, i suoi timori finalmente si placarono.
Preoccupandosi ora di cosa avrebbe pensato la gente se avesse saputo che l'incontro con Zadig era stato preordinato, si affrett a ritirarsi nella sua cabina e ne riemerse solo al calare del giorno. Quando si imbatt in Zadig si finse stupita, e con suo grande sollievo lui reag con un cortese: Siete proprio voi, bibiji? Una vera sorpresa! Che coincidenza!
Pi tardi, mentre passeggiavano sul ponte di coperta, lei lo ringrazi di averla assecondata, ma lui scosse le spalle con una risatina: Vi assicuro, bibiji, che non fingevo, ero realmente sorpreso.
Ma perch? Lo sapevate che sarei stata su questa nave!
A essere sincero, non ero certo che vi sareste decisa. E poi non mi aspettavo di vedervi cos a vostro agio qui, di vedervi gironzolare senza velo, vestita come una memsahib, sorridendo a tutti.
Shireen arross e cambi subito argomento, chiedendogli se aveva notizie dalla Cina.
S, bibiji rispose lui sorridendo. Ho scritto a un amico di Macao pregandolo di trovarvi qualcosa da affittare, e qualche giorno fa ho ricevuto una sua lettera; sarete contenta di sapere che ha trovato una bella casa per voi, nel centro della citt.
Davvero? E chi  questo amico?
Si chiama Robin Chinnery.
Vive a Macao?
S, un tempo s, ma ultimamente d una mano a certi suoi amici botanici che hanno un vivaio a Hong Kong.
Quando la Hind iss di nuovo le vele, Shireen e Zadig cominciarono a condividere le loro passeggiate sul ponte. Un giorno Zadig le disse: Lo sapete, bibiji, che  cos che io e il vostro defunto marito siamo diventati amici? Passeggiavamo insieme sul ponte di una nave, la Cuffnells. A Bahram-bhai piaceva molto passeggiare sul ponte.
Shireen non ne aveva idea. Le sembrava ingiusto che Zadig sapesse tante cose di suo marito e della sua famiglia mentre lei non sapeva quasi nulla di lui.
Parlatemi di Colombo, Zadig Bey disse. Ci vivono anche i vostri figli?
Zadig si mise al suo fianco, con le mani intrecciate dietro la schiena. S, mia figlia e mio figlio vivono a Colombo. Sono entrambi sposati, e anche loro hanno figli... sono tutta la famiglia che ho.
Raggiunsero la balaustra del ponte di dritta e sostarono a guardare l'orizzonte. Poi Zadig si schiar timidamente la gola: In realt, bibiji, ci che vi ho detto non  vero. In Egitto, dove sono nato, ho un'altra famiglia, e altri figli.
Per un attimo Shireen pens di aver sentito male. Un'altra famiglia? Non capisco. Eravate gi stato sposato?
S, bibiji, ma non  cos semplice.
Dunque?
Si tratta di questo. Mi hanno fatto sposare molto giovane, con mia cugina. Un matrimonio combinato dalla famiglia, sostanzialmente per ragioni d'affari. Non funzionava, anche se abbiamo avuto due figli e una figlia. Io ero sempre in viaggio per il mio lavoro, e cos una volta, passando per Colombo, ho conosciuto Hilda. Era vedova, una cattolica. Ho cominciato a trascorrere pi tempo a Colombo, poi  nato mio figlio.
Shireen era sbalordita. Perci questa donna di Colombo... non era vostra moglie?
Era la mia concubina, bibiji. Ma col passare del tempo  diventata la donna con la quale mi sentivo davvero sposato.
E la vostra vera moglie? Che ne  stato di lei?  stata... abbandonata?
No, bibiji! protest lui. Niente del genere. Al Cairo vivevamo con molti parenti, nella casa di famiglia, come voi a Bombay. Mia moglie non era sola, e ho intestato a lei e ai nostri figli gran parte della mia propriet. Era protetta e accudita.
Shireen si sentiva scottare le orecchie. Cos avete lasciato vostra moglie, i vostri figli, per andare a vivere con...?
Non riusciva a pronunciare la parola amante.
Bibiji, anche i figli che ho avuto con Hilda erano miei, e il fatto che non fossero riconosciuti come tali dalla legge significava che avevano pi bisogno di me. A Colombo non c'era una grande famiglia che provvedesse a loro. Potevo forse abbandonarli al loro destino?
Shireen ebbe un mancamento e dovette appoggiarsi alla murata.
Che succede, bibiji? Vi sentite male?
Lei gli gir le spalle e corse in cabina. Per fortuna Rosa non c'era. Si gett sul letto e chiuse gli occhi.
Nei giorni seguenti non ebbe la forza di rimettere piede sul ponte. Continuava a pensare alla situazione incresciosa della moglie di Zadig Bey: abbandonata e costretta a crescere i figli da sola, mentre il legittimo marito andava a vivere con un'altra donna, in un altro paese. Cercava di immaginare come sarebbe stata la sua esistenza, se avesse dovuto vivere nella dimora dei Mistrie come moglie abbandonata. La sua famiglia sarebbe stata comprensiva, certo, ma sapeva che la vergogna l'avrebbe distrutta.
Si rendeva conto che anche a lei sarebbe potuto toccare quel destino; senza dubbio Bahram aveva contemplato la possibilit di abbandonare la famiglia per vivere con l'amante cinese e il figlio illegittimo. Ne avevano certamente discusso, lui e Zadig, e l'idea di seguire l'esempio dell'amico doveva averlo tentato.
Quel pensiero la disgustava. Non voleva avere pi nulla a che fare con Zadig Bey: era un libertino, un gaudente, un luccha.
Quando infine riprese le sue passeggiate sul ponte, lo fece sempre e solo in compagnia di Rosa. Se s'imbattevano in Zadig Bey, ne accettava il saluto con un educato cenno del capo, ma non diceva una parola.
Rosa si stupiva di tanta freddezza: Bibiji, perch non rivolgi la parola a Mr Karabedian?
Non  opportuno, tagliava corto Shireen. Non vorrei che lo si sapesse a Bombay.
Rosa le lanciava occhiate maliziose senza ribattere.
La Hind si stava ormai avvicinando a Calcutta quando, per caso, Shireen si ritrov di nuovo sola con Zadig Bey. Appena la vide, venne dritto verso di lei.
Bibiji, mi dispiace se vi ho offeso l'altro giorno. Non avrei dovuto esprimermi a quel modo.
Lei si morse il labbro, perch non tremasse. All'improvviso la domanda che le frullava in testa da parecchi giorni prese forma: Ditemi una cosa, Zadig Bey. Mio marito ha mai pensato di fare ci che avete fatto voi? Ha mai pensato di lasciare me e le figlie per andare a vivere con la sua... la sua amante?
Zadig scosse solennemente il capo. No, bibiji! Credetemi. Eravate troppo importanti per lui. Non avrebbe mai fatto quello che ho fatto io, era un uomo diverso.
Se ci contribu a rasserenare Shireen, non plac del tutto i suoi dubbi su Zadig. Continu a evitarlo finch la Hind non attracc a Calcutta.
Ma quando la nave ebbe gettato l'ancora, divenne pi complicato tenersi alla larga da lui. Entrambi venivano accompagnati in giro per Calcutta da membri delle rispettive comunit, e si scopr che le famiglie parsi e le famiglie armene della citt si frequentavano assiduamente. Vivevano nella stessa zona, e il tempio parsi di Ezra Street, dove Shireen si recava a pregare ogni giorno, era giusto dietro l'angolo della chiesa armena di Old China Street. Poich Zadig era quasi sempre l, era difficile evitarlo. Quando s'incontravano era pi semplice comportarsi in modo normale che mostrarsi innaturalmente rigida e scostante.
Ben presto si trovarono di nuovo a passeggiare insieme sul ponte della Hind.
Quattro giorni dopo che la Hind aveva gettato l'ancora a Calcutta, il capitano Mee condusse a bordo Kesri e una squadra di civili al seguito per predisporre l'imbarco della compagnia.
Gi nell'interponte erano state riservate ai Bengal Volunteers due ampie cumra e alcune cabine. Una cumra venne assegnata ai sepoy, l'altra ai civili al seguito. Erano due compartimenti cavernosi, che occupavano quasi per intero il settore inferiore della nave, eppure, anche vuoti, apparivano angusti e soffocanti, sia perch il soffitto era cos basso che un uomo non ci poteva stare in piedi senza battere la testa, sia perch le cumra erano divise in settori da bagli verticali da cui pendevano una sopra l'altra due file di amache.
A Kesri le amache non piacevano, e si affrett ad assicurarsi una delle cabine, che non solo era equipaggiata con una cuccetta, ma aveva anche una finestrella. Nell'interponte c'era gi un'acre puzza di sentina, e Kesri sapeva per esperienza che il fetore sarebbe aumentato quando la Hind fosse stata in navigazione e il contenuto delle sue viscere avesse cominciato a fermentare. A quel punto una boccata d'aria fresca sarebbe stato un lusso impagabile.
L'ultima mattinata i volontari la trascorsero quasi tutta nell'ospedale della guarnigione. Il regolamento prevedeva che prima di imbarcarsi ogni sepoy si sottoponesse a una visita medica. Dopodich la Compagnia B si radun in una delle piazze d'armi e il capitano Mee tenne un breve discorso, con l'aiuto degli interpreti. Disse ai sepoy che erano in partenza per una missione storica e che ne avrebbero ricavato grande onore. In Cina avrebbero avuto molte opportunit per coprirsi di gloria, e i trofei riportati da laggi sarebbero stati custoditi per sempre nelle loro case come tesori.
Tutto quel ciarlare di storia e di onore non faceva grande presa sui sepoy. Ascoltavano impassibili, con facce ancora pi inespressive del solito. Si rianimarono solo quando il capitano annunci che avrebbe fatto distribuire loro un anticipo sul salario. I contabili li stavano aspettando nel daftar della compagnia, e gli uomini si affrettarono a mettersi in fila davanti alle scrivanie; in attesa c'erano anche gli shroff incaricati di mandare le rimesse nel Bihar attraverso le reti hawala. Come sempre, i sepoy spedirono a casa la maggior parte del denaro. In fondo era questo ci che contava, non la storia o la gloria, ma il sostentamento delle famiglie al villaggio.
Pi tardi si tenne un dangal, un torneo di lotta organizzato da Kesri nel tentativo di distrarre i sepoy dalla partenza imminente. Fece lui stesso da arbitro e, anche se tutto si svolse senza incidenti, si accorse che i partecipanti non ci mettevano il cuore. Gli incontri sembravano sessioni di allenamento, e c'era ben poca allegria.
Dopodich il pandit della compagnia, che sarebbe partito per la Cina insieme ai sepoy, celebr una puja seguita dalla recitazione dell'Hanuman Chalisa.
Kesri sperava che quelle cerimonie familiari aiutassero i sepoy a lasciarsi alle spalle gli eventi incresciosi delle ultime settimane: diserzioni, esecuzioni, presagi e cos via. Invece quei riti parvero accrescere ancora di pi i brutti presentimenti. Dal modo stesso in cui pregavano si vedeva che i sepoy erano divorati dall'ansia.
Quella sera il daftar della compagnia mand cinque o sei munshi a trascrivere le ultime lettere a casa degli uomini in partenza.
I munshi piazzarono i tavolini davanti alla caserma e i sepoy si raccolsero loro intorno a piccoli gruppi. Kesri fu tra i primi a dettare la sua lettera e, ben sapendo che gli uomini lo ascoltavano, si sforz di mantenere un tono ottimistico. Era indirizzata a suo fratello Bhim:
Domani partiamo per Maha-Chin e presto faremo ritorno con abbondante bottino e anche coi rimborsi per il servizio oltremare. Il Bahadur dell'Onorevole Compagnia ha fatto ampie provviste per noi e non ci mancher niente, quindi non ti devi preoccupare per me. Quando torno, coi soldi del bottino voglio comprare altra terra da aggiungere alle propriet della nostra famiglia. Spero che quest'anno il raccolto di papavero sia stato buono. Avete potuto rimborsare i prestiti agli arkati della Compagnia? Per il resto dell'anno, prima che venga il momento di piantare di nuovo i papaveri, sui miei terreni dovete coltivare riso, senape e ortaggi. Per favore, di' ai miei figli e alla loro madre che sar presto di ritorno con molti doni.
Sebbene l'avessero ascoltato con attenzione, pochi dei suoi uomini si lasciarono contagiare da quell'ottimismo. Quando fu il loro turno, dalle lettere trapelava invece una grande rassegnazione.
Domani il nostro paltan parte per Maha-Chin. Va a combattere per il Bahadur dell'Onorevole Compagnia. Non sappiamo quando faremo ritorno. Di' a babuji e ammaji di non preoccuparsi. Sto bene, anche se lo scorso mese sono stato in ospedale con la febbre. Se muoio non addolorarti: me ne sar andato da guerriero, con la spada in mano. In mia assenza, spetta a te badare ai miei figli e alla loro madre. Se ci sono dei ritardi nell'ottenere la mia pensione, manda qualcuno a sporgere reclamo agli uffici distrettuali di Patna. In aggiunta ci sono gli arretrati della paga e del bottino. Fa' in modo di avere tutto quello che mi spetta. Dovrebbe bastare per provvedere ai miei figli finch non saranno cresciuti.
E:
Stiamo andando in un posto che  molto lontano. Non ne sappiamo niente. Se non torno voglio essere sicuro che il mio campo con l'albero di mango vada a mio fratello Fateh Singh. Mi rincresce non aver adempiuto a tutti i miei obblighi verso la famiglia. Solo per questo mi dispiace morire. A parte questo  dovere di ogni rajput sacrificare la vita per l'onore della sua casta. Sono preparato per quello che pu succedere.
L'umore dei suoi uomini dava a Kesri molte ragioni di preoccupazione. L'imbarco dell'indomani sarebbe stato anche un'esibizione a beneficio dei burra sahib che vi avrebbero assistito. Era fondamentale che i sepoy esordissero al meglio dando buona prova di s ma, considerato il loro stato d'animo, Kesri dubitava che ci sarebbero riusciti.
Tuttavia, quando venne il momento, la Compagnia B lo rese orgoglioso con una prestazione impeccabile. Mentre i tamburi e i pifferi suonavano le note di Troop, i sepoy uscirono a passo di marcia in fila per due dalla porta occidentale del forte. Raggiunto il luogo preposto, si allinearono e fecero il presentatarm in ordine perfetto, dopodich il maggiore Bolton lesse ad alta voce gli articoli del codice militare. Poi, squadra dopo squadra, ruppero le righe e furono portati sulla Hind con le bettoline. Quando anche l'ultimo sepoy fu salito, le bettoline caricarono gli obici, i mortai e l'artiglieria da campo.
I civili al seguito si erano gi imbarcati e, quando i sepoy salirono a bordo, tutto era pronto per accoglierli. Ciononostante, la confusione non manc. Pochissimi di loro erano gi stati su un'imbarcazione d'alto mare, e alcuni scendendo sottocoperta rimasero disorientati. Con l'accendersi degli animi, a farne le spese furono, come sempre, i civili, che si presero una buona dose di schiaffi e calci.
Dopo aver ignorato per un po' quella baraonda, Kesri riport l'ordine con un urlo che fece tremare il fasciame: Khabardar! Ordin loro di mettersi sull'attenti accanto alle amache e gli diede una strigliata che lasci tutti senza fiato. Concluse avvertendoli brutalmente di ci che li aspettava: mal di mare, allagamenti, oggetti scagliati a destra e a manca dalle burrasche, e cos via. Ma soprattutto li mise in guardia da un pericolo di tipo diverso, i lascari. Erano i pi grandi farabutti della terra, spieg, tutti senza eccezione ladri, ubriaconi, degenerati e attaccabrighe, con teste dure come palle di cannone. I lascari erano i nemici naturali dei sepoy, e li avrebbero derubati alla minima occasione, perci bisognava tenerli d'occhio in ogni istante, soprattutto quando se ne stavano appesi al sartiame come scimmie.
Mortificati, gli uomini cominciarono a calmarsi e, quando venne il momento di levare l'ancora, Kesri non ebbe cuore di tenerli confinati sottocoperta e diede loro il permesso di salire a dare un'ultima occhiata alla citt.
Fu lui stesso ad aprire la strada, e sbuc in coperta proprio mentre la Hind cominciava a muoversi. Quasi nello stesso istante, da Fort William una batteria spar una salva di saluto.
Anche Zachary era sul ponte, e a ogni cannonata sentiva tremare le tavole sotto i piedi. Ricord l'ultima volta in cui aveva preso il mare da quella citt, sulla Ibis, con la nave carica di coolie e sorveglianti. Lo stupiva pensare che da quel giorno non fossero trascorsi neppure venti mesi, perch la differenza fra quella partenza e questa sembrava profonda quanto l'abisso che separava l'uomo che era stato da quello che era diventato.
All'altro capo del ponte, Kesri si beava della vista della citt sempre pi lontana - i templi, le case, gli alberi - come se la vedesse per l'ultima volta.
Mentre la citt andava scomparendo, s'insinu in lui una spaventosa sensazione di gelo: nel profondo del cuore anche lui era giunto a credere che non avrebbe mai pi rivisto la sua terra natia.
...
.
...
FINE Parte 2.